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- popoli resistenti - venezuela - 04-02-26 - n. 953
Le organizzazioni politiche e sociali hanno richiesto una dichiarazione dell'Ufficio del Difensore del Popolo in merito alla crisi politica in Venezuela
Tribuna Popular * | prensapcv.wordpress.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
29/01/2026
Mercoledì 28 gennaio, le organizzazioni politiche, sindacali e sociali riunite nell'Incontro Nazionale per la Difesa dei Diritti del Popolo hanno organizzato una manifestazione davanti alla sede del Difensore del Popolo, a Caracas, dove hanno consegnato un documento indirizzato al Difensore in carica, Alfredo Ruiz, per sollecitare una sua dichiarazione pubblica sulla grave situazione politica, sociale e dei diritti umani che sta attraversando il Paese.
Durante l'evento, i manifestanti hanno denunciato che il Venezuela si trova in una situazione di estrema vulnerabilità della sovranità nazionale e dei diritti democratici, sia a causa dell'aggressione militare degli Stati Uniti che del comportamento dell'attuale governo venezuelano di fronte a tale aggressione.
Nel documento consegnato, le organizzazioni firmatarie hanno categoricamente respinto l'attacco militare perpetrato dalle forze statunitensi all'alba del 3 gennaio 2026, che ha causato il bombardamento di strutture civili e militari, un numero imprecisato di vittime - che, secondo fonti non ufficiali, supererebbe il centinaio - e il sequestro di Nicolás Maduro e Cilia Flores, trasferiti in un carcere di massima sicurezza a New York.
Le organizzazioni hanno denunciato che questa azione fa parte di una strategia imperialista di dominio regionale, promossa dal governo di Donald Trump, e hanno avvertito che quanto accaduto in Venezuela costituisce un precedente pericoloso per tutta l'America Latina e i Caraibi. In tal senso, hanno invitato i popoli del continente a organizzarsi e coordinarsi per contrastare i tentativi di sottomissione coloniale.
Allo stesso tempo, hanno espresso una posizione critica nei confronti della risposta del governo venezuelano, sia prima che dopo l'attacco militare. Hanno sottolineato l'assenza di una vera politica di difesa della sovranità che coinvolga il popolo organizzato e hanno denunciato che, dopo il bombardamento, il governo guidato da Delcy Rodríguez ha assunto un atteggiamento di aperta collaborazione con gli Stati Uniti, mentre Washington pretende di decidere sulla gestione del Paese e delle sue risorse strategiche.
In particolare, hanno messo in guardia dalla riforma della Legge Organica sugli Idrocarburi che, secondo quanto denunciato, apre le porte alla privatizzazione del petrolio a vantaggio delle grandi multinazionali e dello stesso governo statunitense, aggravando una condizione di tutela inaccettabile per la nazione venezuelana.
Le organizzazioni hanno chiesto al Difensore del Popolo di adempiere al suo mandato costituzionale e di garantire i diritti e le libertà politiche, in modo che il popolo venezuelano possa esprimersi, mobilitarsi e deliberare liberamente rispetto all'aggressione esterna, ai negoziati in corso e alle politiche del governo nazionale.
In tale contesto, hanno chiesto la cessazione immediata della repressione, la piena libertà di tutti i prigionieri politici, il ripristino dei diritti democratici e il rispetto dell'articolo 91 della Costituzione, che sancisce il diritto della classe lavoratrice a un salario sufficiente, equivalente al costo del paniere di beni di prima necessità.
"Non è come protettorato degli Stati Uniti né sotto un governo subordinato a Trump che il popolo venezuelano recupererà i propri diritti e migliorerà le proprie condizioni di vita", hanno affermato i portavoce durante la manifestazione, sottolineando che i problemi del Paese devono essere risolti dai venezuelani, con sovranità, partecipazione democratica e controllo popolare sulle risorse nazionali.
La giornata si è conclusa con la richiesta di una dichiarazione pubblica del Difensore del Popolo in merito alle richieste avanzate, mentre venivano intonati slogan contro l'aggressione imperialista, il collaborazionismo del governo e la criminalizzazione della protesta sociale.



*) Organo informativo del Comitato Centrale del Partito Comunista del Venezuela
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