SPECIALE Kosovo

 

L'aggressione alla Jugoslavia ad un anno dalla fine dei bombardamenti

 

 

Ad un anno dalla fine dei bombardamenti (il 10/6/99) ora sappiamo, perché documentato ed ammesso dalle stesse fonti occidentali, che avevano mentito. E' triste avere avuto ragione per chi si è schierato subito contro le menzogne e l'aggressione NATO, ma è tremendo per il popolo jugoslavo che è stato bombardato, violentato, devastato senza colpe o responsabilità.

E' stato un atto preordinato e pianificato per distruggere e piegare la Repubblica Federale Jugoslava ed il suo popolo: per motivi politici, economici, geostrategici e anche "educativi" verso quei popoli e paesi che non si lasciano colonizzare e asservire al di là di aspetti ideologici. La Jugoslavia è l'unico paese europeo, con Russia e Bielorussia a non accettare basi e controllo NATO, con una concezione d'indipendenza e d'identità nazionali, storicamente radicati e con una tradizione di lotta e resistenza a domini stranieri, scritta in centinaia d'anni con pagine  di storia epiche, spesso a vantaggio dell'Europa, basti pensare alle Kraijne Serbe per centinaia d'anni baluardo all'espansione ottomana verso il cuore dell'Occidente.

Quest'aggressione criminale è il risarcimento storico per quanto è stato fatto, come disse Luttwak nella trasmissione di M. Santoro lo scorso anno: "..il problema non è il Kosovo…ma il popolo serbo…"

 

Ma  vediamo i passaggi operativi di questo disegno distruttivo: che parte da  lontano, infatti, già negli anni '80 USA e Germania pianificarono in riunioni governative la disgregazione della Jugoslavia, ed ora siamo agli ultimi epiloghi, Kosovo oggi , Montenegro e Vojvodina domani?

 

Rambouillet: quanti hanno letto che cosa prevedeva questo trattato inaccettabile da qualunque paese sovrano e indipendente? Dove praticamente si prevedeva l'occupazione militare delle forze NATO della intera Jugoslavia e addirittura l'eventuale non punibilità di qualsiasi reato dei militari occupanti; ma soprattutto quanti sanno che in realtà  tra tutte le comunità abitanti il Kosovo, coi rispettivi presidenti, era stato trovato un accordo sottoforma di trattato che prevedeva il ripristino di una serie di diritti sospesi e l'avvio di un piano di rafforzamento di collaborazioni, dialogo e convivenza a tutti i livelli? Eppure esiste il testo con le firme autografe …mancavano quelle di UCK e NATO, due soggetti ESTERNI alla vita ed agli interessi di pace della gente del KOSMET(Kosovo - Metohja).

                        

                                                     CI AVEVANO MENTITO!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una guerra " umanitaria" contro la "Pulizia Etnica" e il "Genocidio" degli albanesi kosovari e per la Multietnicità

 

Ci hanno bombardati 24 ore su 24 denunciando omicidi, massacri, persecuzioni, fosse comuni…pulizie etniche.

Ora, candidamente si ammette…….che non è stata trovata neanche una sola fossa comune!

Ricordate questi nomi di paesi?: Trepca, Racak, Pec, Prizren, ed altri ancora dove avrebbero dovuto esserci decine di migliaia di corpi? Il Dipartimento di stato USA all'apice di una macabra euforia di psicolabilità arriva alla cifra di 100.000 assassinati…

Ora, le inchieste ONU, OCSE, KFOR, FBI, hanno stabilito la cifra di 2.108 corpi…di tutte le etnie ritrovati nel Kosovo, sottolineando anche che molti sono stati vittime dei bombardamenti NATO.

Certo anche questa cifra è troppo, però occorre pensare al livello medio di una società come quella americana dove avviene un omicidio ogni ora ed uno stupro ogni sei minuti, per non dire di un bimbo che ogni 20 secondi muore per fame o malattia, a causa di politiche assassine e genocide fondate sulla rapina delle ricchezze e sull'imperativo del profitto innanzi tutto.

Chi si ricorda di Rugova assassinato, moglie violentata, figli scomparsi, parenti rapiti…per poi ricomparire a Belgrado in TV e spiegare che è sempre vissuto a casa propria a Pristina e l'unica violenza subita, sono stati i vetri rotti dalle deflagrazioni dei missili NATO? E chi rammenta le conferenze stampa di Demaqi nella sua casa di Pristina, che si presentava come portavoce dello UCK con la stampa di tutto il mondo, sarebbe come dire di qualcuno a Roma o ad Ankara  che fa interviste con la stampa a casa sua, a nome delle Brigate Rosse o del PKK.

Quanti hanno notato che il "Koha Ditore", quotidiano albanese filo UCK, finanziato (è cosa pubblica) dalla Fondazione Soros, è stato chiuso solo al 26° giorno di bombardamenti perché in un articolo violava la costituzione Jugoslava, che vieta l'incitamento all'odio razziale e in quell'articolo si invitava la popolazione a massacrare e cacciare i serbi uno ad uno dalla "Patria Albanese"?!

Come mai la solerte e informatissima stampa occidentale non ha mai citato gli "Intelligence" (Rapporti) dei servizi segreti tedeschi che con le sentenze delle Corti Federali datate 28/2/99 negavano qualsiasi tipo di "pulizia etnica" , genocidi o persecuzioni razziali  nella regione del Kosovo? Come mai questi nostri "professionisti" così pieni di milioni al mese non hanno riportato una sola dichiarazione dei capi delle comunità islamiche/cattoliche/ortodosse/ebraiche/rom che accusavano la NATO e l'Occidente di menzogne e scongiuravano i bombardamenti e la guerra?

Dove accertavano la loro "verità"? Nei loro alberghi dorati di Belgrado  da 300.000 lire al giorno? Persino la Caritas a Radio Tre nei giorni del 28/29 marzo sottolineava che dai riscontri sul posto di loro volontari era da escludere una situazione di pulizia etnica o persecuzione razziali.

O le dichiarazioni del Generale tedesco Heinz  Loquai  al  Sunday Times :"…mai esistita la pulizia etnica in Kosovo…"?

E quando si parla di multietnicità e multiculturalità come si può dimenticare che fino al 21/3/99 esistevano per legge diritti inalienabili come il bilinguismo, insegnamento scolastico nazionale, diritti di cittadinanza, religiosi, politici e cultuali per qualsiasi minoranza (..con sovvenzioni statali e federali per centri ed istituti).

E quando si parla di autonomia e diritti, quanti conoscono quali essi erano fino al 1989 e quali erano fino al 24/3/99 per il Kosovo-Metohja?  Fino al 1989 questa regione aveva un'autonomia ed un potere da Repubblica, superiore a quello della stessa Serbia (godeva addirittura del veto su questioni nazionali e militari); dal punto di vista legislativo un albanese kosovaro poteva essere giudicato solo da una corte kosovara, mentre non era così per un serbo; la composizione della classe dirigente locale sul piano economico, civile, giuridico, aziendale, scolastico e sanitario era affidata in larghissima parte alla minoranza albanese kosovara. Un dato su tutti: nel campo scolastico si pensi che nei soli anni 80', 250 docenti di Tirana hanno insegnato a Pristina. A proposito di multiculturalità: ci sono scrittori e studiosi albanesi (nel senso di "Albania") che hanno pubblicato più libri e testi a Pristina che a Tirana.

Sul piano economico per favorire lo sviluppo di quest'area storicamente ed anche naturalmente  povera, solo nell'ultimo piano federale d'investimenti per il Kosmet furono stanziati il 42,5 % dell'ammontare di tutto il piano economico della Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia.

Secondo una ricerca dell'Unione Europea, il livello di diritti e autonomia  di cui godevano le minoranze era improponibile in Europa, più alti dell'Alto Adige e al di sopra degli standard europei, questo dato  si riferisce al dopo 89'…! Cioè fino allo scorso anno!

 

                                    CI AVEVANO MENTITO!

 

La fabbrica delle menzogne: Mass Media e TV

La famosa "Disinformazione Strategica"

 

Giocando su falsità, su immagini costruite, su servizi pianificati, su 3.000 ore di Televisione, interviste, terre rimosse, case bruciate, bimbi e donne piangenti per migliaia di ore………..ininterrottamente.

Avete mai visto un'immagine di un bimbo o di una donna, o di un profugo serbo, rom , egizio, gorani, nelle nostre TV? Mai! Neanche un minuto su 3.000 ore! Eco il potere dei Media!

Ecco come si prepara un'opinione pubblica occidentale già di per sé pasciuta ed opulenta, ma il consenso sociale è necessario, e  l'hanno avuto, in buona fede o cosciente, anche nella classe lavoratrice, che ci piaccia o non ci piaccia. Nello sciopero contro la guerra sono state coinvolte poche decine di migliaia di lavoratori, su questo andrà e va fatta una riflessione.

E' stato a dir poco vergognoso e terribile che la Sinistra italiana , le realtà sindacali e sociali, le associazioni pacifiste, l'area antagonista nella loro STRAgrande maggioranza…abbiano FONDATO opinioni, posizioni, valutazioni su informazioni dell'aggressore Nato direttamente, cioè radio e TV dei governi occidentali, più quelle sostenute, finanziate,create come strumenti di penetrazione all'interno della società jugoslava ( giochetto già fatto nei paesi dell'Est europeo, riuscito molto bene… ma già dimenticato ? ); oppure da fonti Nato indirettamente : ben l'84% dell'informazione mondiale passa attraverso 4 agenzie: AP, Reuters, FP, AFP e ICG (International Crisis Group) e Fondazione Soros.

Come mai non si è ascoltata, chiesta, domandata la voce delle forze di sinistra, sindacali, sociali, antifasciste e progressiste jugoslave e kosovare? Come mai invece di nutrirsi di falsità, menzogne, manipolazioni (spesso anche storicamente ridicole e fasulle) chi scrive, pensa, analizza, parla, teorizza, sentenzia  spesso non è stato una sola settimana in Jugoslavia? Che senso ha parlare di movimento operaio internazionale se si crede ad un portavoce NATO invece che ad un lavoratore o ad un antifascista?!

Prendendo atto di questa penosa realtà, ogni dato o dichiarazione che si fa è supportata e confermata da documentazioni degli aggressori e delle loro istituzioni, mettendo in rilievo le loro contraddizioni, falsificazioni e ambiguità.

Altrimenti non si è creduti… è solo propaganda.

Quella di J. Shea (portavoce NATO) è stata invece accettata come più o meno veritiera, ma soprattutto si è accettata la tesi di fondo che sostiene poi tutto l'impianto ideologico, cioè quella che comunque il genocidio e la "pulizia etnica" c'erano stati, poi si disquisisce sulle quisquiglie, ma questa menzogna era stata mentalmente acquisita. La  TV jugoslava chiedeva all'Occidente 7 minuti per dire loro la verità, in cambio di 60 minuti alla Tv di Stato (una piccola precisazione per molti imbecilli spesso di sinistra…:tutte le TV occidentali si vedevano da sempre in Jugoslavia…fino al bombardamento e assassinio dei giornalisti del palazzo…).

 

 

 

 

 

Ecco che scatta la guerra umanitaria:

 

La cosiddetta Comunità Internazionale : cioè gli otto paesi più ricchi della Terra, cioè il loro braccio armato, la NATO ( in quanto i governi dei 2/3 dell'umanità tra voti contrari e astensioni, erano contrari alla guerra) hanno decretato l'aggressione alla Jugoslavia, era il 24 Marzo 1999.

85.000 tonnellate di bombe, 10.000 missili, 35480 bombe Cluster (quelle teoricamente vietate dalle Convenzioni Internazionali….), 31.000 bombe all'Uranio impoverito; con i nostri  "Top Gun" tricolori che hanno fatto il loro dovere di buoni vassalli con 1378 missioni (quanti bambini, donne, avranno democraticamente ucciso?).

Risultato: 328 scuole elementari distrutte, 25 Università, 15 collegi studenteschi, 20 case della gioventù, 33 ospedali, 54 chiese e monasteri, 4 cimiteri, 15 musei, 5 sedi TV, 44 ripetitori, 61 ponti, 19 stazioni ferroviarie, 34 stazioni autobus, 13 aeroporti, 121 fabbriche, 23 raffinerie e depositi, 28 centri agricoli, 21 ambasciate e consolati e ben 14 carri armati, di cui pare sette di cartapesta.

Migliaia di morti civili (si parla di circa 2000) e decine di migliaia di feriti e invalidi, di cui il 30% sono bambini!

E  occorre ricordare le migliaia di bombe e mine tuttora inesplose (circa 11.000), molte sono bombe a grappolo, oltre

alle 200mila, 300mila scorie radioattive rimaste sul terreno.

Eccola la loro guerra umanitaria!

Per decenni queste bombe all'uranio e alla grafite provocheranno nascite con malformazioni, tumori, leucemie e proprio oggi, come denunciano medici e sanitari jugoslavi stanno cominciando a vedersi questi effetti per migliaia di persone. Lo stesso Kosovo è oggi un territorio uranizzato, questo significa che anche la popolazione albanese che vive lì è a rischio contaminazione e in balia di queste conseguenze. Eppure la NATO  aveva fatto questa guerra per il loro futuro e diritto di esistere! E allora perché, come nel caso del treno li hanno cinicamente e spietatamente uccisi? O forse non era  proprio per il  loro futuro,  tutto questo.

 

                              CI AVEVANO MENTITO!

 

Ora emergono i veri motivi di quest'aggressione, come sempre economici e di profitti, qui ne elenchiamo alcuni  in modo sommario:

- i famosi corridoi 5 ed 8 che vanno da Nord a Sud e da Est ad Ovest, riguardanti gasdotti e oleodotti, ma anche intesi come vie commerciali e fluviali. Nel 90' la Soulth Balkans Development, una società americana che ha il compito di favorire la penetrazione del capitale statunitense nei Balcani, dichiarava che il controllo dei Balcani Adriatici, del Mar Nero e del Danubio è fondamentale e strategico per lo sviluppo del commercio e del libero mercato….

- Sicuramente era anche necessario stroncare l'industrializzazione della Yugoslavia, la più avanzata e produttivamente forte dopo quella russa, di tutto l'Est europeo; impedirgli lo sfruttamento delle proprie risorse di materie prime (uno dei cardini delle logiche di strangolamento di qualsiasi paese…), tutto questo significa in pratica relegare un paese alla mercè della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale cioè renderlo interamente dipendente ai disegni del capitale internazionale e delle multinazionali.

Come esempio, vediamo come, casualmente, la spartizione militare del Kossovo è anche una spartizione economica…Casuale?

 

 

 

 

 

 

 

Area di Pec: dove sono presenti le fabbriche Zastava/Iveco e Canon, è la zona italiana..

Area Trepca: dove vi sono le miniere e le fonderie più ricche e grandi di tutti i Balcani, zona fondamentale per le risorse della Jugoslavia, le miniere hanno da anni una partecipazione societaria della SCMM (Francia)… è la zona francese.

Area Kosovo centrale: dove vi sono le maggiori installazioni petrolifere ed elettriche, con partecipazione della BP (British Power), Nat West, Bankers Trust , britanniche…è zona inglese.

Area Suvareka: qui vi è la più grossa fabbrica di pneumatici (Balkan Pneumat) con partecipazione della Continental Deutschland, e dove vi sono vaste concentrazioni di aziende vinicole e vigneti legati a ditte della RFT…..è zona tedesca.

Area Novo Brdo: zona mineraria strategica, Gniljane dove vi è la più grande fabbrica di pile con produzione per la NASA e la fabbrica di tabacchi TIG (con partecipazione Lucki Strike) fra l'altro premiata col premio mondiale di qualità…è zona americana.

Ovviamente ora tutto è stato ripulito da maestranze e dirigenza non albanesi…

Vediamo ora alcuni motivi di ordine Militare e Geopolitico:

l'area balcanica è storicamente strategica dal punto di vista militare e per logiche espansionistiche; la NATO è oggi presente in oltre cento paesi; in Europa tranne Svizzera, Russia e Bielorussia, era solo la Jugoslavia a non voler accettare basi straniere sul proprio suolo (una cultura e concezione della propria sovranità e libertà, completamente opposti a quelli dell'Italia, notoriamente colonizzata da basi NATO anche con armi nucleari).

Oggi a Urosevac è quasi terminata la più grande base NATO della Europa (50.000 soldati più le infrastrutture) praticamente una cittadina, certo valeva bene una guerra… Senza scordare che l'esercito jugoslavo (fondato ancora su concezioni militari di guerra partigiana) era ed è ancora (fortunatamente per il popolo jugoslavo) il più forte di tutta l'area e non solo.

Senza scordarci poi dei motivi politici: piegare e sottomettere un popolo culturalmente e storicamente indocile, non servile e con una carica indipendente e di forte identità nazionale e patriottica, non dimentichiamo che dopo quello sovietico è stato il popolo jugoslavo a pagare il più alto tributo di morti, di sangue e di devastazioni del paese, nella lotta contro il nazifascismo e per la libertà dell'Europa. Senza confondere tutto questo con lo sciovinismo o nazionalismo reazionario, cose ben diverse politicamente e culturalmente. Certo per l'imperialismo questi sono popoli che non possono essere accettati, forniscono un cattivo esempio di non sottomissione e indipendenza; non accettabili in questi nostri tempi di crisi economiche e instabilità del capitale internazionale, che potrebbero produrre rovesciamenti e resistenze alle politiche di rapine dei padroni del mondo.

Lo stesso fatto di essere sempre stato un paese non allineato, certo non gioca a favore della Jugoslavia e della sua esistenza come paese sovrano, padrone del proprio destino.

 

                                              CI AVEVANO MENTITO!

 

Vediamo ora la situazione attuale  dopo questa "Guerra Umanitaria":

il Kosovo è un territorio uranizzato ma "etnicamente pulito" (come Croazia, Slovenia, Bosnia…) la Jugoslavia continua ad essere un paese composto di 26 nazionalità diverse che vi convivono con parità dei diritti e doveri.

Dal 10/6/99 al 10/6/00 nel Kosovo vi sono stati 1027 omicidi; 890 serbi, 76 albanesi e 61 membri di altre comunità (rom, turchi, gorani e musulmani). 945 scomparsi (859 serbi, 42 albanesi e 44 di altre comunità). Ci sono stati 4878 attacchi terroristici (4495 contro serbi, 110 contro albanesi e 273 contro altre comunità). 350.000 profughi di tutte le nazionalità (compresi decine di migliaia di albanesi kosovari) sono scappati in Serbia. 86 Chiese e monasteri sono stati vandalizzati. Degli oltre 50.00 tra serbi e altri gruppi etnici che vivevano in Pristina prima dell'arrivo dei "liberatori" UCK e NATO, oggi ne restano poche centinaia che vivono barricati ed assediati, degli oltre 250.000 studenti non albanesi che studiavano a Pristina oggi restano solo 41 studenti che frequentano una classe nel villaggio di Lplje.

La DEA (Agenzia Antidroga USA) ha definito il Kosovo il primo Narcostato d'Europa dove migliaia di famiglie vivono sul commercio di eroina.

Ogni poche centinaia di metri ci sono bordelli con ragazzine dai 13 ai 18 anni; ogni giorno giovani (..albanesi) vengono ordinariamente rapite e avviate alla prostituzione. Il Kossov0 è diventato il crocevia del traffico internazionale di armi tra oriente ed occidente; le produzioni sono ferme e le infrastrutture civili vivono della elemosina dei paesi occidentali.

E' vietato parlare lingue e dialetti non albanesi pena minacce ed espulsioni dai villaggi. Veton Surroi direttore del Koha Ditore quotidiano in lingua albanese e sostenitore della indipendenza del Kosovo, ha denunciato il 22/4/00 alla Stampa di Torino che oggi in Kosovo c'è  il fascismo e le violenze e gli eccidi verso le altre etnie sono e saranno una vergogna per ogni albanese….Se lo dice lui, ex fiancheggiatore dello UCK! La risposta è venuta dalla Agenzia Kossova Press inventata dall'UCK…con queste sibilline righe :" …Surroi puzza di slavo…e rischia di offendere i combattenti per la libertà…". Frasi e linguaggi  che agli italiani non sono nuovi, spesso pronunciate da personaggi mafiosi e che significano molto…

Il Kosovo è oggi "amministrato" otre che dall'UNMIK  e dalla KFOR (spesso assenti di fronte a molti fatti, ma anche hanno denunciato l'impotenza di operare….) da una falange pretoriana di capiclan ex UCK, autonominatisi prefetti, responsabili, sindaci. Sono anche  assassinati tutti gli ex partigiani antifascisti che in ogni comune avevano il ruolo di "giudici di pace" per controversie minori di ordine civile e locale, e che si erano rifiutati di abbandonare i loro villaggi e responsabilità……..li hanno ammazzati tutti!

Ma vediamo, questo per farci un'idea a chi è affidato il destino e il futuro del popolo kosovaro, chi sono i "liberatori", i civilizzatori, i portatori della Democrazia e dei Diritti, gli "Amici" dei popoli oppressi:

 

H.Thaqi: ("Detto il serpente") capo dell'UCK e autonominatosi governatore e futuro presidente del Kosovo: nel 98' l'FBI lo classificava come soggetto pericoloso, pluriomicida connesso alle mafie dell'eroina, della prostituzione e delle armi. Membro delle famose "5 famiglie" kosovare, la cupola della malavita locale.

Ora… la CIA ammette di averlo avuto anche a libro paga……

A. Ceku: Accusato di crimini di guerra, nella guerra 92/95 in Croazia durante l' "Operazione Tempesta", dove era colonnello. Una delle sue dichiarazioni più famose è stato "…coi serbi si è tratta soltanto…per come sgozzarli….".

M. Albright: una delle fomentatrici del genocidio del popolo palestinese e iracheno, lady di ferro; espressione delle lobby più guerrafondaie d'America. Dopo essere stata salvata dai nazisti quand'era piccola, da una famiglia serba…così ha sintetizzato in TV la sua politica di pace e convivenza nei Balcani.." "..il popolo serbo deve essere punito…".

M. Jackson: responsabile della Pasqua di sangue a Londonderry contro una manifestazione pacifica irlandese, fotografato e denunciato come responsabile del massacro di civili e innocenti e tuttora impunito. Anche in Somalia i suoi reparti si sono contraddistinti per atti di stupro da lui definiti semplici "eccessi" di giovani soldati.

W. Walker: Addestratore degli squadroni della morte dei Contras nicaraguensi.

R. Holbrooke: Sovrintendente Dipartimento di stato USA durante gli stermini di Timoresi nel 1970 in Indonesia; uno dei pochi al mondo che alla stampa dichiarò che a lui "…non risultava nulla..".

Come si può vedere un gruppo affiatato da un "curriculum" vitae" di tutto rispetto nello svolgere il loro sporco mestiere. Al popolo kosovaro (di tutte le etnie) non si può che augurare buona fortuna e la speranza che in quanto popolo sappiano riprendere nelle loro mani il proprio destino e futuro.

                                    

                                              CI AVEVANO MENTITO!

 

 

 

Ma continua anche la resistenza del popolo jugoslavo, che nonostante embargo, sanzioni, pressioni di tutti i tipi, anche terroristiche e mafiose ( come gli assassinii negli ultimi mesi di esponenti e dirigenti politici di sicura fede jugoslavista), cerca faticosamente di rimettersi in piedi. Pur in una situazione drammatica: ospedali, scuole, fabbriche, università, case, ponti, strade, si stanno ricostruendo e in un anno si sono ottenuti risultati stupefacenti a detta di osservatori internazionali.

Dal punto di vista internazionale attorno alla Jugoslavia si sta formando uno schieramento solidale di paesi, forze politiche e sociali, ne sono dimostrazione ACCORDI di cooperazione economica, politica, scientifica e militare con 69 paesi, fino ad ora.

Il popolo jugoslavo non è solo, forse sarebbe più giusto dire che è l'Occidente ricco, opulento ed arrogante che è solo contro i 4/5 della umanità, misera e schiacciata.

Ma quanto durerà? Di chi è il futuro?

Certo le tensioni e le provocazioni continuano e rendono molto delicata la situazione in Jugoslavia. La stessa risoluzione N. 1244 dell'ONU è totalmente inapplicata e sempre più forti si fanno le proteste e richieste del Governo Federale  Jugoslavo di attenersi agli accordi di Kumanovo; è di poche settimane fa la dichiarazione del capo di Stato maggiore delle Armata Jugoslava, dove si afferma che sempre più si delinea la necessità di ripristinare la legalità e i diritti per tutti nel Kosmet, mediante il ritorno dell'esercito jugoslavo e delle forze di polizia federali per garantire l'esistenza e la vita di tutti i kosovari.

Nel Sud della Serbia  opera questo UC-PBM (Esercito di liberazione di Presevo/Bujanovac/Medvedja), in pratica unità militare dell'UCK, che sta assassinando, mettendo bombe e attaccando caserme e posti di polizia, fomentando odi e divisioni,  in una  zona  dove la componente etnica albanese è molto forte, ma dove finora non vi erano state grosse tensioni o conflittualità tra gli abitanti. Ma il meccanismo è già stato ben collaudato in Kossovo : violenze, sabotaggi, omicidi, ruolo sobillatore dei mass media, … risultato…  "necessità dell'intervento umanitario" Nato ?!

Non molto diversa è la situazione in Montenegro dove oltre a un governo Djukanovic, ormai manovrato e diretto dall'occidente (oltreché lautamente finanziato), che continua a provocare situazioni conflittuali con la Serbia e l'esercito jugoslavo, anche qui per far scattare l'intervento Nato, è ora comparso un fantomatico ELM (Esercito Liberazione  Montenegro), mai sentito nominare prima , che però minaccia violenze e sabotaggi. Per non dire del cambio di moneta, per cui in Montenegro si usa solo il marco tedesco (due cargo aerei della RFT li hanno scaricati a Podgorica) per provocare un effetto distruttivo sulla già fragile economia jugoslava (pensate se in Val d'Aosta o nell'Alto Adige si usasse solo più il franco o il marco, sarebbe accettato in Italia?). Ma qui la situazione per i corvi Nato è più complessa essendo il paese spaccato verticalmente in due ( e le ultime elezioni ne sono state una conferma ) : uno favorevole alla Jugoslavia e l'altro secessionista, per non dire dell'oltre mezzo milione di montenegrini che lavorano e vivono fuori dal Montenegro, nella stragrande maggioranza schierati contro l'indipendenza.

Ora la battaglia da aprire in Italia, uno degli aggressori della Jugoslavia, piccolo particolare da non dimenticare mai…, è quella contro l'embargo e le sanzioni, così come ci chiedono le forze sindacali, progressiste, sociali jugoslave. Questa moderna arma di sterminio di massa, che solo nell'Iraq uccide da 4500 a 6000 bambini al mese (stime UNICEF),con due milioni di civili  morti dall'89 ad oggi; e che anche la Jugoslavia subisce già dal '92 come sanzioni economiche , non dimentichiamolo. Quest'arma va fermata! Questo deve essere adesso l'impegno di chi è dalla parte dei popoli e della pace contro le logiche imperialiste e di guerra, su questo vanno convogliate tutte le energie e risorse, insieme ad una solidarietà concreta e materiale; su questo i lavoratori coscienti, i giovani sensibili ad un mondo più equo e solidale, gli antifascisti, i veri democratici e pacifisti, sono chiamati a dimostrare di non essere complici dei propri governi, di essere la parte sana di un occidente ormai assediato nei suoi bastioni , super protetti e  difesi da milioni di diseredati e oppressi che ora chiedono, ma un giorno pretenderanno giustizia sociale e diritto di esistere.

Questo è il campo, su questo ci si deve schierare, senza tentennamenti.Il resto sono chiacchiere.

 L'Italia ha oggi 7000 militari nel Kossovo, oltre a quelli in Albania e Macedonia, da dove vengono presi i soldi per tutto questo, e si parla di decine di milioni di dollari al mese?

Come si giustifica quest'occupazione militare quando i governi continuano a ripetere di non avere i soldi per aumentare le pensioni minime, costringendo più di 6 milioni di anziani a vivere di un milione al mese, quando non si trovano i soldi per incentivare attività cooperative di lavoro per i disoccupati, per quel 33% di giovani che nel nostro Sud non hanno un lavoro, quando si privatizzano selvaggiamente sanità, scuola e strutture pubbliche, si svende il patrimonio delle case popolari, conquistato con lotte e sacrifici dalla classe operaia, perché non ci sono fondi per mantenerlo e ristrutturarlo? Governi che arrivano persino a vendere monumenti per ricavare soldi e sanare deficit, governi che di fronte a tragedie, come quella del Cermis, barattano la vita e la dignità dei propri cittadini  con qualche miliardo di risarcimento per non turbare i rapporti con il padrone USA a casa nostra! Però per aggredire un altro paese ed un altro popolo, che nulla ha mai fatto contro il nostro paese, i soldi ci sono ! Diventano persino fuorilegge a casa propria, violando la propria Costituzione, nata da una Resistenza al nazifascismo. E allora occorre mobilitarsi perché l'Italia rompa l'embargo e le sanzioni, e ritiri il proprio esercito dal Kossovo.

Lavoriamo a rafforzare legami e rapporti di solidarietà con il popolo jugoslavo e tutti i popoli dei Balcani, raccogliendo la memoria e gli insegnamenti dei combattenti antifascisti, che in Italia come nei Balcani e in Europa dettero la vita per la libertà di tutti i popoli e per il riscatto e la dignità calpestati dai governi fantoccio nazifascisti.

A ciascuno scegliere da che parte stare, a ciascuno la propria scelta, a ciascuno la coscienza di fare la propria parte, per piccola che sia è un atto di dignità morale e politico.

Tra guerra e pace - lavoriamo per la pace!

Tra logiche di profitti e solidarietà tra i popoli - lavoriamo per la solidarietà!

Tra aggressori e aggrediti - scegliamo gli aggrediti!

Come si diceva sui ponti, nelle piazze, nelle fabbriche di Jugoslavia sotto le bombe:

FORSE CI VINCERANNO, MA SICURAMENTE NON CI CONVINCERANNO!

Dopo un anno da quel 10 giugno 1999, ora sappiamo che ancora non hanno vinto.

E sicuramente non ci hanno convinto!

Come sempre sarà la storia a SANCIRE dove stanno la verità e la giustizia, la ragione e la speranza.

 

Dedicato ad ogni bambino, donna e uomo di Jugoslavia, che ci stanno  dando una incredibile lezione di dignità.

 

                                                     Torino Giugno 2000 -

                                                         Enrico Vigna -  (Associazione " SOS Yugoslavia")