www.resistenze.org - popoli resistenti -  jugoslavia - 20.07.02

SOLIDARIETA’ ATTRAVERSO LE ADOZIONI A DISTANZA


Intervento, a nome del coordinamento RSU, associazione SOS Jugoslavia di Torino e gruppo ZASTAVA Trieste fatto da Gilberto Vlaic di ZASTAVA Trieste all'assemblea dei lavoratori della Zastava, tenutasi il 7 luglio 2002 in occasione della consegna delle adozioni a distanza raccolte a favore delle famiglie dei lavoratori tutt'ora senza lavoro e senza salario a causa dei bombardamenti delle fabbriche della Jugoslavia.
Cari lavoratori della Zastava, porto a voi, alle vostre famiglie e ai vostri figli i piu' calorosi saluti del coordinamento RSU, della associazione SOS Jugoslavia di Torino, del gruppo ZASTAVA di Trieste e di tutte le famiglie italiane coinvolte in questa grande e bellissima esperienza di solidarieta' e fratellanza. Vorrei iniziare questo breve intervento con alcune osservazioni personali. Per me questo e' il terzo viaggio; il primo, nel marzo del 2001, coincise con l'anniversario dell'aggressione della NATO, di cui purtroppo il mio Paese fa parte. Io pensavo che la fortissima emozione che provai in quel primo incontro con voi sarebbe diminuita nei viaggi successivi, e invece devo confessarvi che non e' cosi'. Mi erano chiari i gravissimi problemi che l'aggressione della NATO aveva creato, le lacerazioni del diritto nazionale ed internazionale che venivano compiute; mi erano chiari i veri motivi economici e politici che stavano dietro quell'aggressione, ma mi mancava la conoscenza diretta di voi, persone in carne ed ossa, mi mancavano le cose che raccontano i vostri figli nelle loro lettere alle famiglie italiane; l'emozione del primo viaggio e' ben poca cosa rispetto a quella attuale. Mi sento di aver lasciato a Kragujevac, qui tra voi, un pezzo di me stesso, un pezzo del mio cuore. Io credo che questi nostri incontri rappresentino uno dei punti piu' alti della solidarieta' internazionalista tra i lavoratori, uno dei migliori esempi della fraternita' tra i popoli. E malgrado siano ormai passati tre anni da quella aggressione, molti lavoratori, molti cittadini italiani non hanno dimenticato e non vogliono dimenticare. La nostra presenza qui oggi ne e' la testimonianza concreta. In questo viaggio portiamo molti rinnovi di sostegno a distanza, provenienti dalle citta' di Torino, Roma, Padova, Milano, Trieste, Bari Lodi,e alcuni nuovi realizzati nelle stesse citta'. Avevamo ricevuto ad aprile un accorato appello di Rajka Veljovic con la descrizione della situazione sempre piu' difficile in cui versa la Jugoslavia, ed in particolare le grandi citta' operaie come la vostra. Nel suo messaggio Rajka scriveva tra le altre cose:: "Il sostegno a distanza, oltre ad essere un aiuto economico prezioso, ha un significato forte anche come appoggio morale ai nostri bambini ed al nostro popolo. Di non sentirsi soli, isolati ed abbandonati." Cari lavoratori, e voi bambine e bambini, ragazze e ragazzi che siete i destinatari di questi sostegni, statene pur certi: sarete sempre presenti nei nostri pensieri e lavoreremo affinche' la solidarieta' materiale non venga a mancare in futuro. Sappiamo bene che l'aggressione che avete subito mirava a cancellare l'ultimo Stato balcanico non "allineato" economicamente, politicamente, culturalmente e ideologicamente, alla "globalizzazione". Sappiamo bene che le gravi difficolta' che voi come lavoratori jugoslavi incontrate attualmente nel vostro Paese sono principalmente dovute a fattori economici e politici internazionali, prime fra tutti le ricette ultra-liberiste del Fondo Monetario internazionale, ma sappiamo anche che sono causate da politiche interne nazionali che non vanno certo nella direzione della difesa dei diritti e delle condizioni materiali di vita dei lavoratori, ma che pongono il profitto e gli interessi del capitale sopra a tutto. Le vostre lotte contro la nuova legge sul lavoro lo dimostrano. Anche noi, come lavoratori italiani, abbiamo i nostri problemi. Un vento di destra sta soffiando in Europa, e particolarmente in Italia. Da un anno abbiamo un governo che ha al centro del suo programma la sconfitta dei lavoratori italiani e la distruzione dei nostri diritti: il diritto al lavoro, ad una scuola e ad una sanita' pubbliche dignitose, il diritto ad una giusta pensione. Un attacco feroce viene portato ai diritti degli immigrati, che vengono considerati tutti come criminali; e' stata recentemente varata una nuova legge per cui gli immigrati perdono anche la dignita' di persone e vengono trattati come sola merce-lavoro. E' in atto un tentativo di imbavagliare i mezzi di informazione e di asservire la magistratura al potere governativo. Contro queste cose stiamo lottando: il 23 marzo scorso a Roma eravamo in 3 milioni in una manifestazione indetta dalla CGIL; il 16 aprile abbiamo fatto uno sciopero generale nazionale di 8 ore che ha paralizzato il Paese. Altri scioperi sono in corso. Purtroppo alcune frange sindacali, che non hanno il concetto di uguaglianza, solidarieta' e fratellanza tra i lavoratori come primo fondamentale punto della loro azione, stanno trattando con il Governo la riduzione dei nostri diritti. Siate vicini a noi nella nostra lotta, cosi' come noi siamo e saremo vicini alla vostra. E' questo il vero senso dell'internazionalismo dei lavoratori: il mondo non si divide in Italiani, Jugoslavi ecc., ma si divide in lavoratori e padroni, in chi rivendica la giustizia sociale e chi pone il profitto capitalista sopra tutto. E' solo attraverso la solidarieta' internazionalista tra lavoratori che riusciremo a sconfiggere l'imperialismo, che sta seminando tanti lutti e guerre nel mondo, dalla Jugoslavia all'Afghanistan, dall'America Latina alla Palestina, dove un popolo senza terra viene massacrato dall'imperialismo sionista, con l'accordo degli imperialismi statunitense ed europeo.
Un abbraccio a tutti voi.
Kragujevac, 7 luglio 2002