Appello dal Nuovo Partito Comunista di Jugoslavia
Il NKPJ è l' unico Partito comunista rimasto sul territorio della RSF di
Jugoslavia. Esso opera in tutte le Repubbliche ex Jugoslave. In Croazia e
Slovenia illegalmente, ed a causa della denominazione (e forse anche per il
programma) non viene registrato. In Bosnia non riconosciamo "l'Accordo di
Dayton" perché lo riteniamo un atto con il quale viene sanzionata
l'occupazione della Bosnia ed Erzegovina da parte degli imperialisti, e perciò
non partecipiamo alle elezioni.
Il NKPJ è un partito marxista-leninista. Tutti gli altri partiti sul territorio
della ex Jugoslavia sono di fatto piccoli gruppi di orientazione
social-democratica.
Noi abbiamo a suo tempo sostenuto la linea anti imperialista e patriottica del
Partito Socialista della Jugoslavia (di Milosevic, N.d.t.), ma eravamo e siamo
rimasti esplicitamente contro la loro politica di restaurazione capitalista in
Jugoslavia. I socialisti formalmente si comportano correttamente verso di noi,
ma hanno fatto opposizione affinché non entrassimo a far parte del Parlamento.
Inoltre, finora, per sette volte ci hanno sottratto con la forza i seggi da
deputati nelle città di Zrenjanin, Pec (nel Kosovo e Metohija) e Pozarevac. Il
loro obiettivo era di bloccare l'affermazione del Partito comunista sia nelle
questioni interne che in quelle esterne. Allo stesso modo hanno cercato di
usufruire delle nostre relazioni con i partiti comunisti nel mondo.
La maggiorparte dei rappresentanti di questi partiti e' venuta ai Congressi del
Partito Socialista grazie proprio al NKPJ, per la cui mediazione venivamo
contattati dai socialisti stessi, che inoltre non volevano inimicarsi questi
partiti con l'eventuale estromissione dei comunisti.
Dopo la controrivoluzione del 5 ottobre 2000 il NKPJ si è trovato in una
situazione molto critica. Il nuovo governo ci ha imposto vari doveri e tasse,
amministrative e finanziarie.
La sede del NKPJ si trova in locali di proprietà statale. Il nuovo governo ci
ha imposto un affitto, per le nostre possibilità molto elevato, oltreché varie
tasse finanziarie.
Una parte della nostra sede, insieme ai computer ed altro materiale tecnico ,
e' stata distrutta nella notte tra il 5 e il 6 ottobre, da parte dei teppisti
dei partiti della destra. E' stato dato alle fiamme tutto l'inventario, le
porte, le finestre, gli armadi, tutto distrutto. All'indomani la stima dei
danni è stata effettuata dalla polizia e poi anche dagli organi competenti.
Abbiamo rinnovato le stanze ed abbiamo chiesto allo Stato che ci venga
ricompensata la spesa. Lo Stato ce lo ha promesso a voce, ma la promessa non è
stata mantenuta.
Nel frattempo, certamente non per caso, un utente "sconosciuto" si è
inserito nel nostro contatore di elettricità e nel corso di un anno ci ha
danneggiato per 6mila euro. Non ci è stato permesso di aprire una traccia nel
muro per scoprire chi è questo "sconosciuto", ma la bolletta
l'abbiamo dovuta pagare. Sono state inventate tante multe per noi, e cosi via.
Nel 2000 non ci è stato permesso di presentarci alle elezioni repubblicane e
nemmeno nel 2002 a quelle presidenziali, anche se avevamo i candidati e le
firme necessarie. I Tribunali circondariali (eccetto quello di Belgrado) non
hanno voluto nominare gli impiegati (con una somma ingente da pagare) per
verificare le firme, benché, dicevano, non hanno un numero sufficiente di
impiegati.
Ora si sta preparando una nuova forma di pre-registrazione dei partiti
politici, con il necessario pagamento di ingenti tasse per ogni membro che
viene registrato davanti al Tribunale.
Lo Stato ci ha imposto un ultimatum per cui entro il 15 giugno dobbiamo pagare
tutti gli obblighi e tasse molto elevate, altrimenti verremo cacciati dalla
sede e verremo cancellati da tutte le liste dei partiti politici.
Noi stiamo riuscendo a raccogliere una certa somma, ma ci serviranno ancora 5
-6 mila euro. A causa del lungo embargo, dei bombardamenti e di altre ragioni,
il nostro paese si è molto impoverito, e i suoi abitanti (particolarmente
operai, studenti, impiegati) a malapena riescono ad arrivare alla fine del
mese.
Perciò preghiamo i partiti e le organizzazioni a cui ci rivolgiamo di
sostenerci, nei limiti delle loro possibilità. Invitiamo nello stesso tempo i
compagni a venirci a trovare, per conoscere il nostro paese, per rendersi conto
della situazione in quale si trova il nostro paese, e tenere conferenze o
incontrare i nostri attivisti a Belgrado. Se necessario possiamo inviare gli
inviti ai rappresentanti di questi partiti e organizzazioni.
Chiediamo un prestito, non regalo. Oggi ci aiuterete, domani sicuramente lo
potremo fare noi. Pensiamo anche che l'internazionalismo è sempre una cosa
concreta e che non esiste soltanto nelle parole.
Il NKPJ si trova in una situazione molto delicata. Ci aspettiamo la vostra
comprensione come comunisti italiani.
A causa di una brutale dittatura, nel paese di fatto è stata messa a tacere una
opinione pubblica composta di milioni di cittadini. Con l'ausilio anche di una
modesta propaganda, riteniamo che un numero imponente di cittadini si
affiancherebbe a noi, perché ancora almeno il 30 -40% dei cittadini rimpiange
il socialismo, qualunque siano state le sue mancanze. Infatti, per il popolo
jugoslavo quel socialismo è stato senza dubbio meglio di questo capitalismo
coloniale imposto a ritmo accelerato.
Saluti comunisti internazionalisti
Branko Kitanovic, Segretario generale del NKPJ.
Beograd, Nemanjina 34
Tel/fax 00381 11 642985, 467867, 591211