fonte:http://www3.sympatico.ca/sr.gowans/elich1.html
-What's Left, November 8, 2002
Traduzione di Alessandro Lattanzio - Sito web:
http://members.xoom.it/sitoaurora
Guerra segreta: l'intervento USA e UE in Jugoslavia
Per una lunga decade, l'occidente attuò una feroce campagna per soggiogare la
Jugoslavia. Ogni mezzo è stato usato: supporto ai secessionisti violenti,
l'imposizione di severe sanzioni, un bombardamento per 78 giorni, seguito da
una spietata occupazione del Kosovo.
La Federazione Jugoslava resistette a tutto ciò, ma le operazioni occulte
dell'occidente hanno portato, infine, al disastro.
Nel Novembre 1998, Clinton lanciò un piano per rovesciare il governo della
Jugoslavia. La parte iniziale riguardava il sostegno alle forze secessioniste
del Montenegro e delle forze di destra della opposizione in Serbia. (1) Molti mesi dopo, mentre la NATO bombardava la Jugoslavia,
Clinton firmò un documento segreto che indicava alla CIA il rovesciamento del
governo della Jugoslavia. Il piano prevedeva il finanziamento segreto, da parte
della CIA, delle opposizioni e il
reclutamento di sabotatori nel governo e tra i militari jugoslavi. (2) Gli sforzi di tale reclutamento nell'esercito e nella
polizia, fruttarono due anni dopo, quando agenti rinnegati aiutarono l'assalto
al Parlamento Federale.
Vi erano parecchi componenti del piano, e gli assassini erano elementi chiave
dell'arsenale occidentale. L'8 luglio 1999, ufficiali USA e inglesi
rivelarono che un commando era
addestrato in operazioni per la cattura di presunti criminali di guerra e del
Presidente jugoslavo Slobodan Milosevic. Come incoraggiamento ai mercenari, il
Dipartimento di stato degli USA
annunciò una taglia di 5 milioni di dollari sul Presidente Milosevic. (3) Molti esponenti del governo e figure di primo piano
jugoslave, tra cui il Ministro della Difesa Pavle Bulatovic, vennero uccisi.
Molti di tali crimini rimasero insoluti, poiché gli assassini riuscivano a
sfuggire.
Goran Zugic, consigliere della sicurezza del governo secessionista Montenegrino
del Presidente Milo Djukanovic, venne ucciso il 31 maggio 2000. L'assassino
scappò, permettendo ai leaders occidentali di accusare il Presidente Milosevic.
Solo la settimana prima delle cruciali elezioni locali in Montenegro, le forze
che si opponevano al Presidente Milosevic si avvantaggiarono dell'assassinio,
che effettivamente servì a spingere gli elettori indecisi a votare in favore
dei partiti secessionisti. Pochi giorni dopo l'assassinio, il Ministro
dell'Informazione jugoslava Goran Matic tenne una conferenza stampa, in cui
accusò la CIA di complicità negli omicidi. Matic fece ascoltare una
registrazione di una telefonata tra il capo della missione USA a Dubrovnik,
Sean Burns, l'agente del Dipartimento
di stato USA James Swaggert, Gabriel Escobar del gruppo economico USA in
Montenegro e Paul Davies della Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale.
Estratti della registrazione di 20 minuti dopo l'omicidio e una altra di tre
ore dopo, includono commenti come:
"è stato da
professionisti," e "Missione compiuta." (4)
Il primo noto piano occidentale per
uccidere il Presidente Milosevic venne tracciato nel 1992. Richard Tomlinson,
un ex agente dell'inglese MI6, svelò l piano. Il suo ruolo nell'MI6 era
l'attuazione di operazioni occulte in Europa orientale, sotto le spoglie di
giornalista o di businessman. Tomlinson incontrava spesso l'ufficiale dell'MI6
Nick Fishwick.
Durante un incontro, Fishwick mostrò a
Tomlinson un documento intitolato: "la necessità di assassinare il
Presidente della Serbia Milosevic."
Tre metodi vennero proposti per uccidere Milosevic. Il primo, ricorda
Tomlinson: "era addestrare e equipaggiare un paramilitare Serbo di un
gruppo di opposizione" che avrebbe avuto il vantaggio di nascondere
l'origine dell'operazione, ma avrebbe reso imprevedibile il successo
dell'esito. Il secondo metodo avrebbe impiegato una speciale unità delle inglesi
SAS per uccidere il Presidente Milosevic "o con una bomba o con un
cecchino." Fishwick considerava quest'ultimo più affidabile, ma assai poco
"coperto". Nel terzo metodo avrebbero ucciso Milosevic "in un
incidente di auto." (5) Sette anni dopo, il 3 Ottobre
1999, il terzo metodo venne usato contro il leader del Movimento di
rinnovamento Serbo, Vuk Draskovic, quando un autocarro carico di sabbia piombò
sull'auto, uccidendo tutti, tranne Draskovic. Il sanguigno Draskovic era un
fattore della cronica frammentazione dell'opposizione di destra, frustrando gli
sforzi di Washington di forgiare una opposizione unificata. (6)
Durante la guerra della NATO contro la Jugoslavia, un missile centrò la casa
del Presidente Milosevic, il 22 Aprile
1999. Fortunatamente, lui e la moglie erano altrove quella sera. Il portavoce
del Pentagono Ken Bacon annunciò subito che "Non miravamo al Presidente
Milosevic." Ma cos'altro significa un missile che centra la stanza da
letto di Milosevic alle 3:10 del mattino? (7)
Nel Novembre 1999, membri di una squadra di assassini, nome in codice
"Spider" venne arrestata in Jugoslavia. Secondo il Ministro Goran
Matic, "l'intelligence francese era dietro" il gruppo Spider, che
mirava all'assassinio del Presidente Milosevic. Le operazioni pianificate
prevedevano attacchi con cecchini, uso di ordigni esplosivi nel percorso che si
riteneva avrebbe fatto Milosevic per viaggiare, minare la sua auto, e
organizzare 10 commando per assaltare la residenza presidenziale.
Il leader del gruppo, Jugoslav Petrusic, aveva la doppia nazionalità jugoslava
e francese. Matic dichiarò che Petrusic lavorava per l'intelligence francese da
10 anni. Durante le interrogazioni, Petrusic disse che aveva ucciso 50 uomini
per ordine dell'intelligence francese. Matic annunciò che uno dei membri di
Spider era uno "specialista negli assassini con autocarri carichi di
sabbia" - come nel caso di Draskovic nel mese prima.
Dopo la guerra Bosniaca, Petrusic organizzò il trasporto di 180 mercenari
Serbo-Bosniaci per combattere per Mobutu Sese Seku in Zaire, un affare che era
gestita dall'intelligence francese. Secondo un businessman Serbo-Bosniaco,
Petrusic "non nascondeva il fatto che lavorasse per l'intelligence
francese. Io ho visto una foto di lui vicino a Mitterrand come sua guardia del
corpo." In gioventù, Petrusic era membro della legione straniera francese.
Durante la guerra della NATO contro la Jugoslavia, il gruppo Spider s'infiltrò
nell'esercito jugoslavo, fornendo informazioni ai francesi e guidando gli aerei
della NATO verso i loro obiettivi.
Il servizio segreto jugoslavo rivelò che il gruppo Spider era stato addestrato
nella base NATO in Bosnia dove "vennero costruiti alcuni edifici
assomiglianti a quelle i cui Milosevic viveva." Denaro venne fornito al
gruppo Spider dall'intelligence francese, attraverso il confine tra Ungheria e
Jugoslavia da un uomo di nome Serge Lazarevic. (8)
Un mese dopo, i membri di un secondo gruppo, autodenominatesi Esercito di
Liberazione Serbo, vennero arrestati. Loro scopo era l'assassinio del
Presidente Milosevic e restaurare la monarchia. (9)
Alla fine del luglio 2000, una squadra di quattro commandos olandesi, venne sorpresa
mentre tentava di attraversare il confine tra Serbia e Montenegro.
Durante le indagini, ammisero che
intendevano uccidere o rapire il Presidente Milosevic. I quattro dissero che
erano stati informati di una offerta di 30 milioni di dollari era stata offerta
per la "testa di Milosevic" e che volevano "reclamare il
premio." Uno degli uomini disse che il gruppo voleva rapire Milosevic o
l'ex-Presidente Serbo-Bosniaco Radovan Karadzic e "portarli all'Aja."
Il gruppo voleva rapirli con un auto, "dentro una scatola per sci e
trasportarli fuori dal paese." Se il rapimento falliva, uno del gruppo
"ebbe l'idea di uccidere il presidente, e di decapitarlo", e di
mettere la sua testa" nella scatola e spedirla a casa" in Olanda.
Uno degli arrestati, Gotfrides de Ri, era vicino al Partito di Centro razzista
e neo-nazista. Durante la guerra in Croazia e Bosnia, il Partito di Centro
inviò mercenari olandesi a combattere con le unità paramilitari dell'estrema
destra croata. Al momento del loro arresto, i quattro avevano molti coltelli,
incluso uno con la svastica e lacci con ganci per strangolare. Tutti e quattro
ammisero che si erano addestrati sotto il comando dell'inglese SAS. In una
conferenza stampa del 1 Agosto 2000, Goran Matic accusò gli USA di essere il maggior
sponsor degli assassinai e dei tentati assassinai.
"E' ovvio che essi reclutino vari gruppi terroristi poiché sono frustrati
dal fatto che i loro scopi militari, politici e economici nell'Europa
sudorientale non sono stati raggiunti. Tentano di inviarli nel paese per mutare
la nostra situazione politico-sociale." (10)
Le flagranti interferenze occidentali distorsero il processo politico in
Jugoslavia. USA e Europa Occidentale finanziarono i partiti di opposizione di
destra e i media tramite organizzazioni come Il National Endowment for
Democracy e la Open Society Institute di George Soros. La National Democratic
Institute (NDI) è un altro delle miriadi di organizzazioni semi-private che si
sono attaccate, come sanguisughe, all'Europa orientale. La NDI aprì un ufficio
a Belgrado nel 1997, sperando di capitalizzare i tentativi dell'opposizione di
abbattere il governo tramite le dimostrazioni di piazza. Dal 1999, la NDI aveva
già addestrato 900 leaders e attivisti dei partiti di destra, su "sviluppo
del messaggio, comizi pubblici e strategie elettorali." La NDI dichiarò di
fornire "addestramento organizzativo e expertise nel creare
coalizioni" nell'opposizione. (11)
Il New Serbia Forum, fondato dall'inglese Foreign Office, portò professionisti
e accademici serbi in Ungheria sulla
base di una regolare discussione con "esperti" inglesi e dell'Europa
Centrale. Scopo del meeting era di "tracciare un progetto per una società
post-Milosevic." Il Forum sviluppò dei rapporti intesi a servire come "piano di azione" per un futuro
governo filoccidentale. Temi di discussione includevano la privatizzazione e la
stabilizzazione economica. Il Forum chiedeva la "reintegrazione della
Jugoslavia nella famiglia Europea" una frase che si traduce nello
smantellamento dell'economia socialista consegnandola alle multinazionali
occidentali. (12)
Le mire occidentali erano chiaramente espresse nel Patto di stabilità per
l'Europa Sudorientale del 10 giugno 1999. Tale documento chiede la
"creazione vibrante di economie di
mercato" nei Balcani, e "mercati aperti al commercio internazionale,
sempre in espansione, e al settore di investimenti privati." Un anno dopo,
la Casa Bianca tracciò un documento dettagliato sui "maggiori
obiettivi" del Patto. Tra cui, secondo la European Bank for Reconstruction
and Development (EBRD) e la International Finance Corporations, vi è la
"mobilitazione degli investimenti privati." Mentre il Business
Advisory Council del Patto, "visita tutti i paesi dell'Europa del
Sud-Est" per "offrire consigli" sugli investimenti.
Un'altra iniziativa coinvolgeva l'opposizione locale ungherese e i media di
opposizione in Serbia, per influenzare le elezioni del 24 Settembre 2000 in
Jugoslavia.
Il 26 luglio 2000, la Overseas Private Investment Corporation (OPIC) inaugurò
un fondo investimento gestito dalla Soros Private Funds Management. La
Southeast Europe Equity Fund "vuole investire in aziende della regione, di
molti settori." Suo scopo, secondo l'ambasciata USA in Macedonia, è
"fornire capitali per nuovi business di sviluppo, espansione e
privatizzazione." Nel marzo 2000, il Montenegro firmò un accordo che
permetteva le operazioni della OPIC nel suo territorio.
Il miliardario George Soros spiegò che cosa tutto ciò significasse. Il
coinvolgimento degli USA nella regione, disse, "crea opportunità di
investimenti," e "Io sono contento di dare il mio denaro, mentre loro
danno il proprio." Questo è il modo di fare denaro. George Munoz,
Presidente e CEO della OPIC, era stato, anche lui, chiaro. La "Southeast
Europe Equity Fund," annunciò, "è un
veicolo ideale per collegare il capitale istituzionale Americano con le
imprese Europee allo scopo di aiutare gli americani a gestire il loro crescente
mercato. OPIC è felice che la Soros Private Funds Management abbia scelto e
inviato un forte e positivo segnale che l'Europa del Sud est sia aperta al
business." Il testo finale del Patto di stabilità per il Patto per
l'Europa del Sud-Est, suggerisce una Jugoslavia che rispetti i "principi e
gli obiettivi" del Patto affinché sia la "benvenuta" nuova
aderente al Patto. "Allo scopo di portare la Repubblica Federale di
Jugoslavia vicino agli obiettivi", il documento dichiara che "il
Montenegro potrebbe essere il primo beneficiario." I leaders
occidentali esprimono la speranza che
la futura Jugoslavia filoccidentale, come il resto dell'Europa orientale, sia
"capace di aiutare gli americani" a fare soldi. (13)
I leaders occidentali vogliono installare un governo-fantoccio a Belgrado, e
porre le loro speranze nella frammentata opposizione di destra in Serbia. Nel
1999, ufficiali USA incoraggiarono tali partiti a organizzare dimostrazioni di
massa per rovesciare il governo, ma l'operazione fallì presto. Quando giunsero
le elezioni locali e federali della Jugoslavia vennero annunciate il 24 luglio
2000, gli ufficiali USA e occidentali incontrarono i leaders dei partiti di
opposizione erba, chiedendogli di unirsi per le presidenziali. Il candidato presidenziale
delle opposizioni, Vojislav Kostunica, venne letteralmente scelto dagli
ufficiali quando dimostrarono che egli era il solo candidato capace di avere
sufficiente appoggio per vincere le elezioni. (14)
All'inizio dell'agosto 2000, gli USA aprirono un ufficio a Budapest destinato
specificatamente ad assistere i partiti dell'opposizione in Jugoslavia. Nello
staff vi erano almeno 30 specialisti di guerra psicologica, alcuni di essi
erano stati ingaggiati nelle operazioni di guerra psicologica durante la guerra
contro la Jugoslavia e l'Iraq nella guerra del golfo. (15)
Membri del gruppo di opposizione degli studenti, Otpor, vennero invitati a
seguire un corso di 10 giorni, che iniziavano il 28 agosto e l'11 Settembre
2000, nelle ambasciate USA in Bulgaria e Romania. I corsi, condotti da
personale e esperti di propaganda della CIA, erano focalizzati sulle tecniche
di immagine pubblica e politica. (16)
In Bulgaria, la Political Academy for Central and Southeastern Europe
finanziata dall'occidente, istituiva un programma di addestramento per
l'opposizione serba. L'accademia era legata al Partito Democratico di Serbia di
Vojislav Kostunica, Otpor e altri vari gruppi di opposizione. Un'altra
organizzazione basata in Bulgaria e finanziata dall'occidente, la Balkan
Academy of Leading Reporters, diede "assistenza finanziaria, tecnica e di
esperti" per i media dell'opposizione jugoslava prima delle elezioni. (17)
Dal 13 al 15 agosto, il Direttore della CIA George Tenet visitò la Bulgaria. In
una serie di meetings straordinari, Tenet vide il Presidente bulgaro Petur
Stoyanov, il Primo Ministro, Il Ministro degli interni e quello della Difesa.
Ufficialmente, lo scopo della visita di Tenet era di discutere il problema del
crimine organizzato e dei narcotici. Tuttavia, Tenet passò in tutto 20 minuti
al Quartier generale del National Security Service e del National Service for
Combating Organized Crime. Fonti diplomatiche anonime rivelano che propose il
transito di una pipeline dal Mar
Caspio, come altro elemento di discussione. Il motivo principale della visita
di Tenet, però, era la questione della Jugoslavia. Secondo Fonti diplomatiche
anonime, la secessione Montenegrina dalla Jugoslavia sconvolse l'agenda.
Seguendo il meeting tra Tenet e il Maggior Generale Dimo Gyaurov, Direttore
della National Intelligence Service, venne redatta una dichiarazione pubblica
che sottolineava la loro "comunanza di interessi." Rapporti nella
stampa bulgara rivelano che varie opzioni erano discusse con il presidente e il
primo ministro della Bulgaria. Alcune informazioni sul meeting indicano che
l'opzione preferita da Tenet era la rimozione del governo jugoslavo, sia come
risultato delle elezioni del 24
Settembre, o con le dimostrazioni di piazza o con un golpe. Altra alternativa
Tenet la discusse, come un assalto militare della NATO che vuole installare un
governo-fantoccio. La terza opzione era la secessione Montenegrina dalla
Jugoslavia.
Quando la guerra aperta frenò la secessione del Montenegro dalla Jugoslavia,
gli USA pianificarono una guerra totale. Il Monitor di Sofia riporta che la
"macchina golpista della CIA" era pronta. "Un attacco contro
Belgrado è imminente" avvertiva, e "la Bulgaria servirà da
base." (18) In preparazione di una possibile azione
militare, l'esercito italiano ha firmato un contratto di prestito per condurre
esercitazioni da iniziare a Ottobre nel campo di Koren, presso Kaskovo nella Bulgaria
sudorientale. L'esercito francese firmò un accordo simile, in cui i soldati e
carri armati francesi si sarebbero addestrati a Novo Selo nella Bulgaria
centrale dall'11 Ottobre al 12 Dicembre. Piani di richiesta vennero avanzati da
parte dei militari USA per avere in affitto la base di Shabla nella Bulgaria
nordorientale. Tutte avrebbero servito da basi di attacco della NATO. (19) Esercitazioni anfibie vennero svolte, con l'esercito
Croato e le forze USA, presso Split, la Croazia seguiva da vicino le elezioni
jugoslave, e 15 navi da guerra inglese vennero inviate nella regione. (20)
La terza opzione di Tenet, la secessione del Montenegro dalla Jugoslavia,
avrebbe seguito il ben collaudato modello di squartamento della Jugoslavia,
pezzo per pezzo. La strada delle due repubbliche della Jugoslavia iniziavano a
divergere nettamente. Solo la Serbia si oppose ai disegni occidentali di
integrazione dei Balcani in un modello economico in cui le economie della
regione sarebbero state subordinate agli interessi occidentali. L'economia
della Serbia includeva una forte componente socialista, e aziende medio-grandi
erano di proprietà collettiva. Al contrario, il Montenegro aveva adottato un
programma per metter la sua economia al servizio dell'occidente. Nel novembre
1999 si vide l'introduzione in Montenegro del marco tedesco come divisa
ufficiale e il passaggio della legislazione che eliminava le proprietà
collettive. Un mese dopo, molte aziende vennero messe in vendita, inclusa la
compagnia per l'energia elettrica, il Complesso Agricolo 13 luglio, l'azienda
Hotel-Turistica Boka e molte altre. (21) Il programma di
privatizzazione della repubblica per il 2000 chiedeva la privatizzazione di molte
industrie statali, e includeva misure per "proteggere gli investitori
domestici e esteri." All'inizio del 2000, gli USA firmarono un accordo per
fornire al Montenegro 62 milioni di dollari, inclusi 44 milioni della U.S.
Agency for International Development (USAID).
Secondo l'agenzia, avrebbe inoltre ottenuto il "programma di assistenza
per il supporto alle riforme economiche e la ristrutturazione della economia..
per portare il Montenegro verso l'economia del libero mercato." Il
consigliere politico USA sui Balkani James Dobbins indica che gli USA vedono
"le riforme liberiste del regime di Djukanovic come modello e stimolo per
altre riforme similari per l'ex-Jugoslavia." Gli USA offrono garanzie per
gli investitori privati nella repubblica.
Aiuti aggiuntivi erano forniti dall'Unione Europea (EU), che approva i 36
milioni di dollari per il Montenegro. "Dal primo giorno" ammette
Djukanovic, "noi abbiamo consulenti inglesi e europei." (22)
Il Center for International Private Enterprise, una affiliata della Camera di
Commercio USA, fornisce supporto al Center for Entrepreneurship (CEP) in
Montenegro. Secondo il direttore esecutivo del centro, Petar Ivanovic,
l'organizzazione "si focalizza sulle elementari e le superiori"
stabilendo la imprenditorialità come nuovo soggetto da insegnare a scuola. Come
spiega Ivanovic, "Introdurre i
giovani al concetto di imprenditorialità
li renderà meno resistenti al privato." Il CEP intende inoltre a
"educare il governo sulle potenzialità riguardo al privato" e
aiutarli a "comprendere i vantaggi della riforme economiche e la
privatizzazione." (23) Secondo Djukanovic, quando
incontrò Clinton il 21 giugno 1999, il presidente USA iniziò il processo di
privatizzazione dicendo a Djukanovic che gli USA vogliono "stimolare
l'economia" "incoraggiando le
corporations e le banche USA a investire capitali in Montenegro." (24)
Djukanovic si mosse rapidamente verso la secessione dalla Jugoslavia, indicando
che vuole spingere alla separazione se il Presidente Milosevic venisse rieletto
nelle elezioni del 24 Settembre. In una telefonata a Djukanovic nel luglio
2000, Madeleine Albright promise che gli USA potevano fornirgli altri 16.5
milioni di dollari. La stessa settimana, Djukanovic affermava che il Montenegro
"non sarà, presto, più parte della Jugoslavia." Inoltre affermò
sorprendentemente che considerava ciò una "priorità" per il
Montenegro l'unione con la NATO, l'organizzazione che aveva bombardato il suo
paese solo un anno prima. Il mese successivo, Albright annunciò che lei e
Djukanovic "hanno discusso e si sono incontrati regolarmente" e che gli "USA supportano l'approccio del
Presidente Djukanovic, che ha in termini di sviluppo democratico e di riforme
economiche." (25)
I supporti occidentali della secessione si estendono oltre i meeting della
Albright con Djukanovic. Più di metà della popolazione del Montenegro si oppone
alla secessione, e ciò porta a delle esplosioni di violenza. In preparazione
del distacco, Djukanovic si costruisce un esercito privato di più di 20.000
soldati, la Polizia Speciale, incluso unità armate con armi anti-tank e mortai.
Fonti in Montenegro rivelano che forze speciali occidentali addestrano
l'esercito privato di Djukanovic. Prima
delle elezioni, Djukanovic richiese che la NATO stabilisse "uno scudo
aereo sul Montenegro." Un membro della Polizia Speciale, di nome Velibor,
conferma che hanno ricevuto addestramento dalle SAS inglesi. "Se vi è una
situazione dove le armi decideranno la posta, siamo pronti" dice.
"Siamo addestrati a ciò." A una conferenza stampa del 1 agosto 2000,
il Ministro Goran Matic dichiarava che
"gli inglesi addestrano le unità speciali Montenegrine. Ed è vero"
aggiunse, che la Polizia Speciale "ha intensamente ottenuto vari tipi di
armi, dalle armi antiaeree e via così, inoltre sono assistiti dalla Croazia,
con le armi che passano da Dubrovnik e altri posti." Inoltre, Matic
puntualizza "L'anno scorso, prima e dopo l'aggressione, un gruppo del MUP
[Ministero degli Affari Interni] Montenegrino,
si è addestrato con unità della polizia e dell'intelligence USA."
Nell'agosto 2000, due veicoli corazzati destinati al Montenegro vennero
scoperti nel porto di Ancona, Italia. Uno dei veicoli era dotato di una
torretta armata di una mitragliatrice e di un arma anticarro. I doganieri
italiani, secondo l'ANSA, erano "convinti" che il traffico di armi
con il Montenegro si "svolgeva a scala assai più grande di quanto il singolo episodio faceva pensare."
Rivelando in anticipo il conflitto armato, Djukanovic affermò che "molti
metteranno la coda tra le gambe e se ne andranno dal Montenegro." (26)
Un conflitto violento in Montenegro avrebbe fornito alla NATO un pretesto per
intervenire. Come ai primi dell'ottobre 1999, il Generale Wesley Clark tracciò
un piano per la invasione NATO del Montenegro. Il piano prevedeva un assalto
anfibio con più di 2.000 Marines che occupano il porto di Bar rendendo il porto
un trampolino di lancio verso l'interno. Le truppe trasportate dagli elicotteri
avrebbero occupato l'aeroporto di Podgorica, mentre aerei della NATO avrebbero
bombardato le forze della Jugoslavia. Secondo ufficiali USA, altri paesi
occidentali avrebbero sviluppato piani di invasione. (27)
Richard Holbrooke, ambasciatore USA all'ONU dichiarava "siamo in contatto
con la leadership del Montenegro," e avvertiva che il conflitto in
Montenegro "avrebbe colpito direttamente gli interessi vitali della
NATO." (28)
Il Segretario Generale della NATO George Robertson era più esplicito.
"dico a Milosevic: attento, guarda quello che succede quando sbagli."
(29)
Ciò che gli USA vogliono per davvero, è tutta la Jugoslavia, non solo un pezzo.
Il Segretario di Stato Madeleine Albright aspettava e domandava dimostrazioni
di piazza per abbattere il governo se le elezioni non l'avessero soddisfatta.
Al meeting di Banja Luka nella primavera del 2000, Albright espresse disappunto
per il fallimento degli sforzi passati di rovesciare il legalmente eletto
governo jugoslavo. Albright disse che sperava che le sanzioni spingessero il
popolo a "accusare Milosevic per le loro sofferenze." Una esasperata
Albright si meravigliava "cosa ferma la gente dallo scendere nelle
strade?" Indicando che gli USA aspettavano il pretesto per intervenire,
aggiunse, "Ora bisogna che accada in Serbia ciò che l'occidente può
attuare." (30)
Ogni contingenza era pianificata per la sfaccettata campagna di
destabilizzazione USA. Alla fine fu lo scenario preferito di George Tenet che
venne scelto. Un processo elettorale distorto dall'intervento occidentale,
assieme a moti di piazza, alla fine hanno abbattuto il governo della
Jugoslavia.
Gli USA pomparono 35 milioni di dollari nelle tasche dell'opposizione di destra
nell'anno precedente le elezioni del 24 Settembre 2000. Tale trucco includeva
trasmissioni per le radio dell'opposizione, e computers, telefoni e fax per
molte organizzazioni. I media di destra ricevettero altri 6 milioni dollari
dall'Unione Europea durante questo periodo. Due organizzazioni sotto l'ombrello
del National Endowment for Democracy, il National Democratic Institute e
l'International Republican Institute, diedero 4 milioni di dollari per la
campagna porta a porta e programmi elettorali. (31)
Ufficiali USA assicuravano che i media dell' opposizione "non avevano
nulla da preoccuparsi riguardo alle spese di oggi" poiché molto altre era
in viaggio. (32) subito dopo le elezioni, Il parlamento
degli USA decretò una legge che autorizzava altri 105 milioni di dollari per i
partiti di destra e i loro media in Jugoslavia. (33)
Organizzazioni come la International Republican Institute e l'Agency for
International Development diedero molti milioni di dollari alle tasche di
Otpor, rendendo il piccolo gruppo di
studenti dell'opposizione una grande forza. Al momento delle elezioni
annunciate in Jugoslavia, Otpor aveva stampato già 60 Tonnellate di materiale
elettorale. (34)
La settimana prima delle elezioni, l'Unione Europea inviò un "Messaggio al
popolo serbo" in cui si annunciava una vittoria per il candidato
dell'opposizione Vojislav Kostunica che avrebbe portato all'eliminazione delle
sanzioni. "Perfino se Milosevic fosse rieletto democraticamente"
afferma la dichiarazione ufficiale dell'UE, le sanzioni rimarrebbero. Ciò era
una potente minaccia a un popolo impoverito e
devastato da anni di sanzioni occidentali.(35)
L'agente William Montgomery del Dipartimento di Stato USA nota, "Parecchio
fuoco, energia, entusiasmo, denaro - ogni cosa- è andata in Serbia nei mesi
prima della caduta di Milosevic." (36) Prima delle
elezioni, agenti occidentali accusavano il governo jugoslavo di frode
elettorale, piantando i semi per la distruzione.
Nei giorni delle elezione, e in seguito, la coalizione del Democratic
Opposition of Serbia (DOS) proclamò la vittoria del proprio candidato. Agenti
USA incoraggiavano l'opposizione a indire delle dimostrazioni di massa, perfino
prima che fossero annunciati i risultati ufficiali. Virtualmente ogni giorno,
il DOS dichiarò differenti percentuali per il proprio candidato. A un certo
punto dissero 57 percento. Due gironi dopo le elezioni, il 26 Settembre, il DOS
dichiarava che Kostunica aveva avuto il 54.66 percento dei voti, basato sul
97.5 percento degli scrutini, ma che 130.000 voti "e i voti dal Kosovo e
Montenegro" non erano stati scrutinati dal DOS. Il giorno dopo, il DOS
annunciò che Kostunica aveva il 52.54 percento dei voti. Dato basato, dicono,
sul 98.72 percento degli scrutini. Al tempo, il portavoce dello Staff
Elettorale del DOS Cedomir Jovanovic cambiò di tono, dichiarando che gli
scrutini da fare erano quelli dei militari e quelli postali. Secondo Jovanovic,
il 26 Settembre, 5.093.038 voti su un totale di 5.223.629 voti scrutinati per
un totale del 97.5% basato sul totale fornito da Jovanovic, che significa che
meno di 64.000 schede erano state scrutinate nei giorni seguenti, quando
dichiaravano un conteggio pari al 98.72 percento. Assumendo che Kostunica perse
ognuno di questi voti, la sua percentuale dovrebbe scendere all'annunciato
52.54%.
Il DOS si avvantaggiò della confusione proveniente da tali significative differenze sui totali. Il 26 settembre,
Jovanovic annunciò che Kostunica aveva avuto 2.783.870 voti, e nei giorni
seguenti dichiarò che quando tutti i voti erano stati scrutinati,
"Kostunica aveva avuto 2.649.000 voti." Quattro giorni dopo,
Jovanovic dichiarò 2.424.187 voti per Kostunica, e il 2 Ottobre il portavoce
dell'opposizione Zoran Sami abbassò il totale a 2.414.876, con una percentuale
del 51.34%. In seguito, Sami disse che il risultato finale mostra 2.377.440
voti e una percentuale del 50.35% per Kostunica. Esclusi da tali conteggi i
voti dal Kosovo e dei rifugiati dal Kosovo. I media occidentali accettarono
acriticamente le dichiarazioni del DOS, proclamandoli precisi e risultanti da
meticolosi scrutini, e grida di frode vennero elevati contro il Governo
jugoslavo. Chiaramente c'erano state delle frodi. I dati forniti dal DOS stesso
indicano che avesse preparato la frode. (37)
Nonostante le dichiarazioni contrarie dei media occidentali, il conteggio
ufficiali dei voti erano pubblicizzati in Jugoslavia. Vojislav Kostunica
ottenne il 48.96 percento dei voti, mancando di poco il 50% richiesti per la
vittoria. Il Presidente Milosevic ottenne il 38.62 percento. Un secondo turno
elettorale per i due maggiori candidati venne indetto l'8 Ottobre. (38) Appoggiato dagli agenti occidentali, Kostunica e il DOS
rifiutarono di partecipare al secondo turno, dichiarando che avevano già vinto.
Il DOS presentò proteste alla Commissione Elettorale Federale, e poi alla Corte
Costituzionale. Chiedevano, tra l'altro, l'annullamento dei voti dei rifugiati
dal Kosovo, e dal Kosovo stesso, dove il Presidente Milosevic aveva ottenuto un
vantaggio ampio. La Corte Costituzionale sostenne la proposta di Milovan
Zivkovic, membro della Commissione Elettorale Federale, per rifare il voto nei
distretti da riesaminare per eliminare i dubbi. (39) Era la
minaccia del riconteggio dei voti che ha motivato la riduzione quotidiana dei
voti e delle percentuali dichiarate dal DOS per i suoi candidati. La
percentuale finale che il DOS annunciò era vicino a quello dei risultati
ufficiali.
Tuttavia, il DOS rifiutò di includere i voti dal Kosovo e di molti rifugiati
dal Kosovo, chiaramente a causa del voto in Kosovo, che chiudeva alle 16:00,
invece che alle 20:00. Secondo il DOS, i voti effettuati prima della chiusura
hanno invalidato tutte le scheda di questi votanti. Solo eliminando i voti dal
Kosovo e dei rifugiati il DOS può dichiarare la vittoria del 50 percento di
Kostunica.
Più di 200 osservatori internazionali di 54 paesi monitoravano le elezioni. Gli
osservatori seguirono ogni stadio delle elezioni, incluso il conteggio del voto
e la correlazione dei risultati. Uno degli osservatori, il Ministro degli
esteri greco Carolos Papoulias, concluse, "Tutti coloro che hanno
annunciato ampie frodi, come [il commissario agli esteri dell'UE] Javier Solana
hanno sbagliato" e il voto si è svolto in "modo impeccabile."
Atila Volnay, osservatore ungherese, disse che la sua delegazione aveva
visitato molte sezioni elettorali e confermava la presenza dei rappresentanti
dell'opposizione nelle commissioni elettorali, e che "no vi erano
anomalie." Una delegazione di tre persone del Socialist Labour Party del
Regno Unito, dichiarò che la Commissione Elettorale Federale "ha fatto di
tutto per assicurare al popolo di votare senza intimidazioni in modo
normale." Ma le irregolarità furono rilevate in Montenegro. "Abbiamo
ricevuto molti rapporti di prima mano da persone che dichiarano di essere state
minacciate [dai sostenitori di Djukanovic] di perdere il lavoro se avessero
cambiato il voto." La delegazione ha notato che "i rifugiati dal
Kosovo sono stati deliberatamente esclusi dalle liste elettorali del
Montenegro" e che la delegazione "può solo concludere che tali
tattiche di intimidazione e condizionamento erano destinate a avvantaggiare la
cosiddetta Opposizione Democratica." Il capo della delegazione russa,
Konstantin Kosachev, disse che "erano soddisfatti della mancata
falsificazione delle elezioni in Jugoslavia." Una dichiarazione finale
degli osservatori afferma che "Il voto si è svolto in modo ordinato e
tranquillo" e che, "nell'opinione di molti era eguale o superiore a
quelli dei loro paesi." (40)
Dando il vantaggio elettorale al primo turno, una vittoria di Kostunica era
certa per l'8 Ottobre. Quindi, perché Kostunica rifiutò di partecipare al
secondo turno? Come risultato delle elezioni del 24 Settembre, la coalizione di
sinistra ottenne 74 dei 137 seggi nella Camera dei cittadini e 26 dei 40 seggi
nella Camera delle Repubbliche.
La coalizione di sinistra aveva già la maggioranza nel Parlamento serbo, i cui
seggi rientravano nelle elezioni fino all'anno dopo. Sarebbe stato impossibile
per il DOS attuare il proprio programma, i poteri del Presidente sarebbero
stati piuttosto limitati. Solo un golpe avrebbe permesso al DOS di superare i
limiti legali e di giungere al governo e di regnare senza opposizioni. Il
direttore elettorale di Kostunica, Zoran Djindjic, chiamò allo sciopero
generale. "Noi dovremo paralizzare ogni istituto, scuola, teatro, cinema,
ufficio" e "far scendere in piazza tutti." (41)
I supporter del DOS attraversarono il paese seguendo la sua chiamata, fermando
alcuni settori dell'economia, mentre dimostrazioni di massa si avevano in tutta
la Serbia.
Lo scenario di Madeleine Albright divenne realtà, come i dimostranti
domandavano la rimozione del governo. Secondo l'opposizione, almeno 10.000
supporters armati del DOS si unirono alla dimostrazioni di massa finale a
Belgrado. L'assalto al Parlamento Federale e alla Radio-Televisione Serbia era
stato guidato da gruppi e da squadre speciali di ex-soldati. Velimir Ilic,
sindaco dell'opposizione di Cacak, guidò gli assalti. "La nostra azione è
stata pianificata in precedenza" spigò in seguito. "I nostri scopi
sono assai chiari; prendere il controllo delle istituzioni chiave del regime,
incluso il parlamento e la televisione." Ilic parlò di precedenti contatti
con poliziotti rinnegati che assistettero i miliziani di Ilic. (42)
E' probabile che la CIA fosse coinvolta nella pianificazione dei ben coordinati
attacchi. Dopo che forze speciali armate avevano aperto la strada al Parlamento
Federale, furono seguiti da una massa di ubriaconi supporter del DOS, che
devastarono l'edificio, distruggendo suppellettili e computer e devastando il
Parlamento. La polizia venne battuta e
bande di ubriaconi, spesso armati di pistole, sciamarono nelle strade.
Le ambulanze, che portavano i poliziotti feriti negli ospedali, venivano
fermate dagli attivisti del DOS, chiedendo di consegnargli i poliziotti feriti.
Dopo che la Radio Television Serbia a Belgrade venne occupata, fu incendiata.
In tutta la Serbia, gli uffici del Partito Socialista di Serbia e della
Sinistra Unita Jugoslava vennero demolite. I socialisti vennero minacciati e
picchiati, molti furono minacciati per telefono. A Kragujevac, dieci socialisti
vennero legati e picchiati per ore. I sicari del DOS sequestrarono Zivojin
Stefanovic, il presidente del Partito Socialista di Leskovac. Dopo aver
saccheggiato e distrutto le proprietà di Stefanovic, diedero fuoco alla sua
casa. (43)
Mentre la teppaglia capovolgeva e bruciava le auto della polizia,
vandalizzando case e picchiando la
gente, Kostunica annunciava, "La Democrazia è arrivata in Serbia. Il
Comunismo è caduto. Era proprio l'ora." (44)
Stabilendo le loro credenziali democratiche, gli attivisti del DOS occupavano
sistematicamente i media di sinistra della Jugoslavia. I giornali di sinistra,
stazioni radio e televisione vennero riorientati in supporto della destra. Un
ex ricco sistema di media di diverse culture, rappresentanti l'intero spettro
politico, venne sottoposta alla cappa dell'uniformità, che pregava per il DOS.
Bande di sicari del DOS rimossero con la forza il management delle imprese
statali, delle università, banche e ospedali delle città di tutta la Serbia.
I ministri del governo vennero spinti
alle dimissioni, e il DOS creò un comitato di crisi per svolgere le funzioni
del governo, scavalcando il Parlamento Federale e i ministeri governativi. Gli
agenti del DOS minacciarono apertamente di aumentare le violenza di strada come
mezzo per spingere il Parlamento Serbo a accordare nuove elezioni, per l'anno
dopo.
Agenti occidentali non nascosero la loro soddisfazione. Imprese Statunitensi e
europei aspettavano il momento per impadronirsi delle imprese di stato. Il
programma economico del DOS era tracciato da una organizzazione di nome Gruppo
dei 17+.
Il loro piano, Progetto per la Serbia, chiedeva una rapida transizione a una
piena economia di mercato. Immediatamente seguito dal golpe, la European Bank
for Reconstruction and Development subito annunciò piani per aprire un ufficio a Belgrado. "E' importante che
siamo pronti subito" spiegava il portavoce della banca Jeff Hiday.
"Sospettiamo che ci saranno parecchie privatizzazioni e ristrutturazioni."
(45)
Il giorno prima del golpe, il Presidente Milosevic avvertì che il DOS era uno
strumento della campagna della NATO per imporre un controllo neocoloniale sulla
Jugoslavia. Milosevic indicava che i paesi vicini, che erano già sotto la
dittatura dell'occidente "si sono rapidamente impoveriti in modo tale da
distruggere ogni speranza di una società più giusta e umana" e che
l'Europa Orientale vede "una grande divisione tra una maggioranza povera e
una ricca minoranza." Inevitabilmente, disse, "tale quadro include
anche noi." (46)
Sola e isolata, la Jugoslavia resisteva alla dominazione imperiale, opponendosi
alle secessioni filooccidentali, sanzioni, guerre, e operazioni coperte. Contro
tali azioni, rimase indipendente e mantenne l'economia a carattere
prevalentemente sociale.
Le potenti forze del pianeta si schierarono contro di essa, e ciò per un
decennio. Il golpe della NATO ha aperto loro la strada. In uno dei suoi primi
atti da presidente, Kostunica si è unito al Patto Stabilità dei Balcani. Il suo
ministro delle privatizzazioni, Aleksandar Vlahovic, annunciò un piano per la
privatizzazione di 7.000 aziende... "Aspetto che in quattro anni da oggi,
le proprietà sociali siano totalmente eliminate", Vlahovic spiegava, e la
privatizzazione delle aziende maggiori era appena iniziata. (47)
I milioni di dollari con cui l'occidente
aveva riempito le tasche degli agenti del DOS pagheranno elevati
dividendi.
NOTE
1) Paul Beaver, "Clinton Tells CIA to Oust
Milosevic," The Observer, November 29, 1998. Fran Visnar, "Clinton
and the CIA Have Created a Scenario to Overthrow Milosevic," Vijesnik
(Zagreb), November 30, 1998.
2) Douglas Waller, "Tearing Down Milosevic," Time
Magazine, July 12, 1999.
3) Michael Moran, "A Threat to 'Snatch' Milosevic,"
MSNBC, July 8, 1999.
4) "Yugoslav Official Accuses CIA of Being Behind
Montenegro Murder," Agence France-Presse, June 6, 2000.Aleksandar Vasovic,
"Serb Aide Says CIA Behind Slaying," Associated Press, June 6,
2000."Yugoslav Information Minister Accuses CIA of Complicity in Zugic
Murder," Borba (Belgrade), June 6, 2000.
5) Statement by Richard Tomlinson, addressed to John Wadham,
September 11, 1998.
6) "Serb Consensus: Draskovic Crash Was No Accident,"
Seattle Times News Services, October 13, 1999.
7) "NATO: Milosevic Not Target," BBC News, April 22,
1999.
8) "Serbs Allege Milosevic Assassination Plot,"
Reuters, November 25, 1999."France Plots to Murder Milosevic," Agence
France-Presse, November 26, 1999."SFOR Units Involved in a Plot to Kill
Milosevic," Agence France-Presse, December 1, 1999.Gordana Igric,
"Alleged 'Assassins' Were No Stranger to France," IWPR Balkan Crisis
Report (London), November 26, 1999.Milenko Vasovic, "Belgrade's French
Connection," IWPR Balkan Crisis Report (London), November 26, 1999.
9) "Lt. Testifies at Milosevic Trial," Associated
Press, April 26, 2000.
10) Aleksandar Vasovic, "4 Accused of Milosevic Death
Plot," Associated Press, July 31, 2000."Dutchmen Arrested, Accused of
Plotting Against Milosevic," Agence France-Presse, July 31, 2000.Email
correspondence from Herman de Tollenaere, quoting from NRC-Business Paper of
August 1"Arrested Dutchmen Admitted Plans to Kill, Kidnap Milosevic,"
BETA (Belgrade), August 17, 2000."Dutch Espionage Terrorist Gang Arrested
in Yugoslavia - Minister," Tanjug (Belgrade), July 31, 2000 "Yugoslav
Information Minister Says U.S. Behind Dutch 'Mercenaries',"BBC Monitoring
Service, August 1, 2000.
11) "NDI Activities in the Federal Republic of Yugoslavia
(Serbia-Montenegro)," NDI Worldwide Activities, www.ndi.org
12) "Britain Trains New Elite for Post-Milosevic
Era," The Independent (London), May 3, 2000.The New Serbia Forum,
<http://ds.dial.pipex.com/town/way/glj77/Serbia.htm>
13) "Final Text of Stability Pact for Southeast
Europe," June 10, 1999."Southeast Europe Equity Fund Launched July
26," U.S. Embassy, Skopje, Macedonia, July 27, 2000."The Stability
Pact for Southeast Europe: One Year Later," White House Fact Sheet, July
27, 2000.
14) Michael Dobbs, "U.S. Advice Guided Milosevic
Opposition," Washington Post, December 11, 2000.
15) "Federal Foreign Ministry Sends Memorandum to UN
Security Council," Tanjug (Belgrade), October 4, 2000. "US
Anti-Yugoslav Office Opens in Budapest," Tanjug (Belgrade), August 21, 2000.
16) "CIA Training Resistance Members in Sofia,
Bucharest," Tanjug (Belgrade), August 25, 2000.
17) Elena Staridolska, "Daynov Academy Trains Serbian
Opposition," Standart News (Sofia), August 29, 2000. Konstantin Chugunov,
"We Report the Details: Our Little Brothers Have Bent in the Face of
NATO," Rossiyskaya Gazeta (Moscow), August 23, 2000.
18) "Bulgaria - Press Review" BTA (Sofia), August 12,
2000 "Bulgaria - Us CIA Director's Visit," BTA (Sofia), August 15,
2000 "CIA Did Not Tell Us the Most Important Thing," Trud (Sofia),
August 16, 2000 "Bulgaria - Press Review," BTA (Sofia), August 14,
2000 "Bulgaria - Press Review," BTA (Sofia), August 16, 2000
19) Mila Avramova, "Italians Lease Training Ground for 400,000
Leva," Trud (Sofia), August 9, 2000 Michael Evans, "Balkans Watch for
'Invincible'," The Times (London), August 26, 2000.
20) "U.S. Forces Travel to Croatia for Amphibious
Exercise," Office of the Assistant
Secretary of Defense (Public Affairs), September 12, 2000."U.S. War Game
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21) Ljubinka Cagorovic, "Montenegro Assembly Scraps
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22) Central and Eastern Europe Business Information Center,
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24) Statement by Montenegrin President Milo Djukanovic,
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"We Have the Heart for Battle, Says Montenegrin Trained by SAS," The
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New York Times Magazine, November 26, 2000.
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(Belgrade), September 27, 2000."Federal Electoral Commission - DOS
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38) Federal Republic of Yugoslavia web site, www.gov.yu
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40) "Contrary to EU Claims, Yugoslav Elections a Success:
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46) "Yugoslav President Milosevic Addresses the
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47) Beti Bilandzic, "Serbia Eyes New Privatization Law by
April," Reuters, January 28, 2001.
Gregory
Elich ha pubblicato decine di articoli sui Balcani e l'Asia negli USA, Canada e
Europa, in pubblicazioni come Covert Action Quarterly, Politika, Der Junge
Welt, Dagbladet Arbejderen, Science&Society, Swans, e altre. Le sue
ricerche sugli interventi della CIA in Jugoslavia era il soggetto degli
articoli dei giornali della Germania, Norvegia e Italia, incluso Il Manifesto.
È stato coinvolto nelle attività per la pace fin dalla guerra del Vietnam, e è
stato coordinatore del Committee for Peace in Yugoslavia. Era membro della
delegazione USA in visita in Jugoslavia dopo la guerra della NATO, e membro
della delegazione di Margarita Papendreou, la prima occidentale a volare con la
compagnia aera nazionale irachena a Baghdad in sfida alle sanzioni.
Traduzione di Alessandro Lattanzio
Sito web: http://members.xoom.it/sitoaurora