www.resistenze.org - popoli resistenti - jugoslavia - 21-11-03

Che situazione vi è oggi nel "pacificato" Kosovo?


di Giuseppe CAMINITI
Torino,  11 Novembre  2003

In primo luogo bisogna ricordare che la Risoluzione  approvata il 10/6/99 dal Consiglio di Sicurezza ONU, che faceva seguito agli accordi di Kumanovo dei giorni precedenti tra l'esercito jugoslavo ed i generali Nato, prevedeva , anche dopo la fine dei bombardamenti ,il "riconosci-mento della sovranità ed integrita' territoriale dellA Jugoslavia", pur accordando un'ampia autonomia alla comunità albanese.

Ma, dopo la "fine della guerra", senza intervento da parte della KFOR, la forza di "interposizione" ONU, si è assistito alla progressiva eliminazione o cacciata degli abitanti di origine serba,rom,turchi, gorani,egiziani,albanesi ritenuti "collaborazionisti";infatti la maggior parte della comunità albanese che viveva in Kosovo non era favorevole alla guerra NATO.

Si è assistito ad una e vera propria "pulizia etnica" nei confronti di chi voleva sinceramente impostare un discorso di multietnicità e di tolleranza reciproca in Kosovo.

In particolar modo appare terribile la situazione nella quale, nel Kosovo Methojia ("Kosmet"),"vivono" dallo scorso giugno '99 i serbi e le altre minoranze nelle enclaves circondate da estremisti armati di tutto punto.

Tali comunità sono barricate in minuscole aree, "protette" dalle forze KFOR o ristrette entro gli ultimi monasteri ortodossi rimasti in piedi (se ne contano almeno 140 attaccati ed in parte distrutti).

Cacciati a forza dai posti di lavoro, pubblici o privati, che occupavano, le minoranze sono state oggetto di numerosissimi attacchi,fra i quali ricordiamo quello presso GRACKO del 26/7/99,dove 14 contadini vennero trucidati a colpi di kalatschnikov, mentre lavoravano i campi, o l'uccisione assai recente ,verificatasi il 13/8/03, di due ragazzi ed il ferimento di altri tre, che avevano "osato" bagnarsi nelle acque del fiume BISTRIC, che scorre attorno alla loro enclave di GORADZEVAC.

La "contabilità" ufficiale della "pacificazione" , aggiornata al giugno di quest'anno, è eloquente :

- 350.000 profughi
- 1.138 rapimenti
- 1.194 omicidi
- 6.391 attacchi a persone o cose
- circa 100.000 edifici distrutti

"Fiorente" è anche l'attività delle "industrie" del traffico di drogae della prostituzione;e, mentre la antica miniera di TREPCA,che dava lavoro a centinaia di operai, è pressochè inutilizzata da anni, procede a grandi passi l'ampliamento dellA base USA  a BONDSTEEL.

Sulla base di questi "dati", si può affermare con sicurezza che, mentre giustamente si commemorano le vittime dell'Olocausto e si condanna la barbarie nazista, nel 2003, anno della (possibile) Costituzione Europea, l'UE ed il mondo intero tollerano scientemente l'esistenza di vere e proprie prigioni a cielo aperto ("lager") , un vero e proprio "apartheid" etnico.

E, come è sacrosanto infiammarsi per i diritti umani dei secessionisti ceceni, lo è altrettanto per una popolazione quasi totalmente esiliata da territori sui quali, come le altre comunità, ha diritto a ritornare e   a vivere, nella PACE.

Ritengo pertanto che queste "riserve indiane" non possano  essere consentite un giorno di più, perchè solo abbrutimento  miseria ne sono "strutture" portanti e che la teoria dell'espiazione collettiva dei "cattivi" serbi, patrocinata, con particolare veemenza da due eminenti "liberals" quali Enzo BETTIZA e Barbara SPINELLI,non  abbia diritto di cittadinanza in un'Europa  che vorremmo tutti rispettosa dei diritti delle minoranze , anche se un tempo queste erano "maggioranze".