24 Marzo 2004: Ricordiamo la "Guerra Umanitaria"
di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova
Cinque anni fa, nella notte del 24 marzo 1999, gli USA e la NATO, e l'Italia
guidata dal democratico D'Alema nel novero dei membri della NATO aggressori,
davano inizio ai bombardamenti sulla Repubblica Socialista Federale di
Jugoslavia, senza alcuna autorizzazione da parte dell'Assemblea e del Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite.
La Guerra Umanitaria, ossimoro di invenzione dei nostri politicanti del centro
sinistra mondiale Atlantico mai pentiti della loro partecipazione ai
bombardamenti, continuava per 78 giorni, in nome dei diritti dell'uomo.
Per salvaguardare questi diritti, si provocarono migliaia di vittime civili fra
le popolazioni Serbe e Kosovare, furono distrutti ospedali, fabbriche, i ponti
sul Danubio, raffinerie petrolifere provocando senza scrupolo danni ambientali
inimmaginabili, infrastrutture civili. Furono colpite l'Ambasciata Cinese e la
Televisione di Belgrado, con l'uccisione e il ferimento di decine di persone
che facevano parte del personale addetto, in flagrante violazione del diritto
internazionale. Da parte della Nato questi attentati vennero definiti
"danni collaterali", ma la definizione più giusta è che si tratta di
"omicidi criminali".
Su tutto il territorio Jugoslavo vennero sganciate decine di migliaia di bombe
convenzionali, missili si abbatterono su treni carichi di profughi, furono
seminate bombe a frammentazione vietate dalle Convenzioni Internazionali. Senza
contare le decine di migliaia di proiettili all'Uranio Depleto, che
avveleneranno irreversibilmente le zone bombardate e le aree loro adiacenti:
già nelle popolazioni aggredite sono apparsi gli effetti mutageni e teratogeni
di questo metallo liberatore!
Con la "Guerra Umanitaria" venne portato un colpo devastante al
diritto internazionale e ad ogni Carta e Trattati costruiti sulle macerie della
II guerra Mondiale, che avevano dichiarato il ripudio della guerra come
strumento per risolvere le controversie internazionali. I nostri politici del
centro-sinistra con l'appoggio della destra italiana facevano strame della
nostra Costituzione, elevando inni all'intervento umanitario, strumento della
imposizione di una globalizzazione, a loro dire dal volto umano. Perfino la NATO stessa stracciava la propria
Carta costitutiva, rigidamente formulata sul mutuo e difensivo soccorso fra i
membri dell'organizzazione, in chiave anti Sovietica, aggredendo uno stato
sovrano solo per cancellare il frammento residuo di socialismo in Europa!
Allora si è innescato il processo che ha introdotto in politica internazionale
la pratica che conferisce alla Superpotenza USA il ruolo del poliziotto
mondiale. Veniva accantonata l'Organizzazione delle Nazioni Unite e si violava
il principio di sovranità nazionale, la non interferenza negli affari interni
di ogni Stato sovrano.
Il Presidente della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, Slobodan
Milosevic, e i suoi collaboratori sono stati incriminati dal Tribunale
Internazionale Penale per i crimini nella ex Jugoslavia con un procedimento che
va contro il Diritto e contro la Giustizia: imprigionato illegalmente,
successivamente rapito e trasferito in un carcere in Olanda, prima gli si
muovono accuse e poi si cercano le prove.
Questa è la Giustizia Umanitaria! Al contrario, le denuncie contro i crimini di
guerra commessi palesemente dalle autorità politiche e militari degli USA e
della NATO vengono puntualmente archiviate dal Procuratore Generale, 'Madama'
Carla del Ponte, con la arrogante e impudica asserzione che tutto questo non
compete al Tribunale dell'Aja. Questo Tribunale costruito ad hoc dagli Stati
Uniti è l'attuale manifestazione della giustizia internazionale asservita agli
USA, la potenza imperialista che lo ha voluto, finanziato ed appoggiato
militarmente.