www.resistenze.org - popoli resistenti - jugoslavia - 11-04-04

da: Coord. Naz. per la Jugoslavia <jugocoord@tiscali.it>
9 aprile 2004 13.12

Intervista con l'ex ministro degli esteri della Jugoslavia


http://www.artel.co.yu/en/izbor/jugoslavija/2004-04-07.html
Venerdi', 26 Marzo 2004

Zivadin Jovanovic, ex ministro degli esteri della Jugoslavia (nel governo Milosevic) intervistato da Noah Tucker

N.T.:Perche' la  Jugoslavia fu scelta ed isolata, con un trattamento  particolare da parte dell'Occidente?

Zivadin Jovanovic: Principalmente a causa degli interessi geopolitici della NATO e  specialmente degli USA. La ex-Jugoslavia e' situata in una posizione  estremamente importante in Europa. E' sul crocevia tra Medio Oriente e  regioni del Caspio. Non penso di dover spiegare perche' sia cosi'  importante.

Credo che la NATO considerava la Jugoslavia un ostacolo alla sua  espansione verso est per il controllo strategico dell'Eurasia. Quindi  era nei loro interessi indebolire e frammentare la Jugoslavia cosi' da  avere un piu' facile accesso e controllo. Inoltre, cambiamenti globali in Europa hanno reso le  truppe americane e le basi NATO non necessarie nell'Europa Centrale.  Non ci sono piu' pericoli dal patto di Varsavia e dalla Russia e cosi'  era comprensibile che la NATO provasse a trovare un nuovo ruolo, e in  cerca di nuove basi piu' in linea con la nuova situazione e con gli  obiettivi strategici.

Ora hanno Camp Bondsteel in Kosovo e Metohija, Krivolak in Macedonia, e Tuzla in Bosnia, vicino al confine con la Serbia. Gli  americani vorrebbero anche avere basi dentro la Serbia, inclusa una  sulla nostra montagna piu' alta, il Kopaonik. Gli USA hanno costruito una rete di basi nei Balcani - cosi' come in  Grecia - e hanno la Romania, la Croazia e l'Albania, che sono membri  della "Partnership per la Pace" e candidati membri della NATO.

N.T.:Perche' la Jugoslavia era fuori dalla NATO? La Serbia chiedera' di  entrare a far parte della NATO?

Zivadin Jovanovic: La Jugoslavia non e' mai stata come le altre nazioni dell'est europeo.  Sin dall'inizio della II Guerra Mondiale fummo parte delle forze  alleate, e non come l'Ungheria, la Romania, la Bulgaria e l'Albania che  non si unirono agli alleati se non alla fine della guerra. Noi ci  liberammo da soli, piuttosto che essere liberati dall'Armata Rossa. E  resistemmo anche a Stalin. Avevamo una posizione che era fra Varsavia e  Bruxelles, indipendenti da Mosca e Washington. Cosi', per ragioni  storiche, siamo differenti dal resto, e siamo stati trattati diversamente.

Dobbiamo avere un dialogo e persino una qualche co-operazione con la  NATO. Ma siamo stati vittime solo 5 anni fa dell'aggressione della  NATO, che ha avuto conseguenze terribili sulla nostra economia, la  nostra societa' e la salute del nostro popolo.
Ci sono due punti a mio avviso.
Primo: ogni cambiamento strategico, per esempio l'entrata nella  "Partnership per la Pace" o nella NATO, potrebbe essere deciso solo  tramite un referendum.
Secondo: Serbia e Montenegro dovrebbe curarsi della propria sicurezza  nel  quadro del concetto di sicurezza europea, o cercare di garantirsi  una posizione riconosciuta di neutralita'.

N.T.:Potrebbe spiegare le due decisioni tattiche del governo di cui fu  membro - l'accordo per il cessate il fuoco in Kosovo nell'Ottobre del  1998, con il quale l'UCK rafforzo' la sua posizione con l'assistenza  americana, e l'accordo con la NATO nel giugno 1999 che permise alla  NATO di rivendicare la vittoria anche se le forze armate jugoslave  erano apparentemente ancora capaci di combattere?

Zivadin Jovanovic: Nella cosiddetta tregua del 1998, il governo jugoslavo cerco' sempre di  essere cooperativo, alla ricerca di stabilita'. Nell'accettare la  richiesta di una tregua in Kosovo e Metohija, la Jugoslavia tenne conto  del fatto che gli USA avevano influenza sull'UCK. Il loro terrorismo  era come un cancro per la Serbia. Il governo sperava che gli Stati  Uniti avrebbero esercitato un controllo su di loro.

N.T.:Non fu ingenuo?

Zivadin Jovanovic: Avevamo l'esperienza degli accordi di Dayton. La pace fu raggiunta in  Bosnia, sebbene con condizioni sfavorevoli ai serbi, e risulto' in una  qualche stabilita'. Cosi' nel 1998, il governo jugoslavo conto' su una  ragionevole possibilita' che gli USA potessero attenersi alla loro  parte di accordo. Alla fine del bombardamento del 1999 - e' un fatto  storico che la NATO e l'America calcolarono male la forza della difesa  jugoslava. Ricordate le dichiarazioni secondo cui in tre o sette o  quattordici giorni la Serbia avrebbe capitolato... Questo e' quanto,  nonostante che il potere militare della NATO fosse senza paragoni  rispetto al potenziale ed all'equipaggiamento militare jugoslavo. La guerra doveva essere conclusa ad un qualche stadio. Fini' ad un  punto in cui l'esercito e l'equipaggiamento jugoslavo non erano stati  troppo afflitti dai 78 giorni di bombardamento continuo. Ma la NATO  aveva oramai iniziato ampiamente e massicciamente ad attaccare  obiettivi civili, citta', televisioni, stazioni, mercati, treni,  ospedali, scuole, ponti, impianti di energia elettrica, e cosi via. Il  bombardamento fini con un accordo che poneva la responsibilita' sul  Kosovo e Metohija nelle mani del consiglio di sicurezza dell'ONU  piuttosto che della NATO - tralasciando gli abusi del consiglio di  Sicurezza... Stiamo parlando del momento giusto per raggiungere un  accordo.

Ed infine, e' comprensibile che le nostre riserve militari, di  petrolio, di munizioni, ecc. fossero piuttosto esauste. Le sanzioni, la  mancanza di valuta straniera e la pressoche' totale cortina di ferro  erettaci intorno dai paesi vicini sotto incredibili pressioni  americane, ci resero difficile, quasi impossibile rifornire le nostre  riserve. Il governo Eltsin in Russia invece di aiutarci a sostenere le  pressioni, ci trasmise le pressioni americane.

N.T.:Puo' spiegarci qualcosa del passaggio di potere in Jugoslavia ed in  Serbia nell'anno 2000?

Zivadin Jovanovic: Ebbe molte delle caratteristiche dell'interferenza e della pressione  americana, incluse le interferenze nel processo elettorale. E cio'  contrariamente ai principi internazionali di base e alle risoluzioni  ONU.
Secondo dati ufficiali del congresso USA, gli USA hanno speso 100  milioni di dollari per la 'democratizzazione' della Serbia. Essi sono  andati alla DOS, la 'coalizione democratica' di alcuni partiti, media  di opposizione e qualche ONG. Per non menzionare poi i soldi che sono  arrivati da George Soros. Questo livello di interferenza,  inimmaginabile in qualsiasi paese occidentale, porto' alla deformazione  della volonta' dell'elettorato nelle elezioni del settembre e dicembre  del 2000.
Personalmente penso che le conseguenze di questo cambio - che fu  essenzialmente il risultato degli interessi occidentali piuttosto che  il risultato di una reale liberta' dei cittadini - si sentano ancora in  Serbia. Tutti sono rimasti sorpresi da come i Radicali abbiano ottenuto  una cosi alta popolarita' in Serbia. La spiegazione e' che i risultati  delle recenti elezioni, del 28 Dicembre 2003, sono stati il frutto  della reazione contro i risultati artificiali del 2000.

N.T.:E il partito Socialista?

Zivadin Jovanovic: Il partito Socialista ha sofferto terribilmente perche' fu considerato  il solo pericolo reale dalla DOS. Cosi' la pressione combinata da fuori  e da dentro ha portato al frazionamento del partito, con una parte di  esso che partecipa oggi alla coalizione [di governo]. Queste pressioni  continuano. Gli Americani vorrebbero che il partito socialista  divenisse anti-Milosevic. Ma io penso che cio' potrebbe essere  addirittura controproducente, e sicuramente non utile alla stabilita'  politica e alle relazioni con l'Occidente.
In un paese con simili problemi economici, in una situazione sociale  esplosiva, in uno stato indefinito, urge un partito socialista molto  forte, e non ci sono chance di inventare un partito socialista migliore  di quello che gia' esiste. Cosi' le prossime elezioni generali  potrebbero rappresentare una ulteriore prova di disapprovazione verso  l'Occidente, ancora maggiore di quella avuta con i risultati del  Dicembre 2003.

[ Sulla base delle traduzioni pervenute da PT e DK, che ringraziamo di  cuore. Revisione a cura del CNJ ]