SESSIONE FINALE della SEZIONE ITALIANA  del

TRIBUNALE INDIPENDENTE CONTRO I CRIMINI

    DELLA  NATO IN JUGOSLAVIA

 

Il 13 luglio ’99 hanno avuto inizio a New York le attività del “Tribunale Internazionale Indipendente Contro i Crimini della NATO in Jugoslavia”, promosso da Ramsey Clark, con la stesura di 16 punti d’accusa contro la NATO ed i governi occidentali.

Le attività hanno trovato seguito in molti altri paesi del mondo.

In Italia il primo novembre ’99 alla presenza di Ramsey Clark ha preso il via la Sezione Italiana del Tribunale. Nel corso di questi mesi, confortati dal crescente interesse suscitato dalle numerose iniziative di presentazione del “Tribunale Italiano” in molte città, abbiamo potuto verificare con dati oggettivi la veridicità delle nostre accuse.

A completamento del lavoro svolto in questi mesi, noi sottoscritti firmatari di quest’appello accusiamo le massime autorità della Repubblica in carica nel marzo ’99,

in particolare il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro,  per non aver difeso la Costituzione nonché i loro successori per quanto attiene ai crimini in continuità con l’aggressione armata, ciascuno secondo la personale responsabilità scaturente dalle diverse competenze, azioni ed omissioni:

 

1 - per aver collaborato attivamente all’aggressione contro la Repubblica Federale Jugoslava, paese sovrano da cui non era venuta nessuna minaccia all’Italia ed ai suoi alleati;

2 - per aver violato tutti i principi del Diritto Internazionale ed in particolare la Carta delle Nazioni Unite, i principi del Tribunale di Norimberga, le Convenzioni di Ginevra ed i protocolli aggiuntivi sulla tutela delle popolazioni civili nonché lo stesso trattato della NATO

3 - per aver consentito che dal proprio territorio partissero attacchi contro installazioni e popolazioni civili, condotti su obiettivi e con armi appositamente studiate per infliggere il massimo danno, anche protratto nel tempo, alle persone ed alle loro condizioni di vita (attacchi deliberati contro strutture civili, bombe a grappolo)

4 - per aver danneggiato l’economia  della costa adriatica con la chiusura degli aeroporti civili.

5 - per aver consentito lo smaltimento nelle acque territoriali italiane d’ordigni bellici non utilizzati causando danni alle persone, all’ambiente, all’economia

6 - per aver consentito l’utilizzo in maniera massiccia di proiettili e missili all’uranio impoverito causando danni incalcolabili e per un tempo indeterminato contro le popolazioni della Repubblica Federale Jugoslava e dei paesi limitrofi, con enormi rischi attuali anche per i volontari civili e per i militari italiani impegnati nel Kosovo

7 - per aver partecipato al bombardamento d’impianti chimici e farmaceutici causando deliberatamente danni ambientali d’enorme rilevanza tali da configurare una vera e propria guerra batteriologica, chimica e nucleare

8 - per aver violato la Costituzione Italiana e aggirato le procedure che essa impone in caso di guerra (concepibile solo come difesa da attacchi contro il nostro paese ed i suoi alleati)

9 - per aver collaborato alla politica della forza d’occupazione della NATO che obiettivamente ha portato all’instaurazione di un potere criminale nella provincia jugoslava di Kosmet ed alla persecuzione ed espulsone della popolazione d’etnia serba e d’altre etnie non albanesi, e degli albanesi considerati indesiderabili dal nuovo potere

10 -  per aver obiettivamente tollerato l’emergere e il consolidarsi di un potente centro d’attività criminali a ridosso del nostro paese nel triangolo Albania-Kosovo-Montenegro.

11 - per aver attivamente collaborato ad affamare e sacrificare la popolazione della Jugoslavia con l’imposizione di misure d’embargo internazionalmente illegittime

12 - per aver attivamente collaborato ad esercitare pressioni ed ingerenze contro un paese sovrano e le sue legittime istituzioni

13 - per aver inviato truppe e personale civile a governare territori ridotti di fatto a nuovi protettorati e colonie in violazione della stessa risoluzione ONU 1244

14 - per aver messo in piedi al fine di giustificare l’intervento militare la scandalosa campagna della Missione Arcobaleno e per aver mentito al popolo italiano al fine di convincere l’opinione pubblica delle necessità di partecipare ala guerra

15 - per aver rinunciato all’esercizio della sovranità del nostro paese e al diritto di controllo di tutte le attività che vi svolgono comandi, strutture e mezzi militari stranieri

16 - per aver consentito a modificare, senza nessuna decisione del Parlamento, lo statuto della NATO

Queste accuse, saranno esposte ed ampiamente documentate il 3 giugno a Roma nella sessione plenaria del Tribunale Indipendente contro i crimini NATO costituitosi in Italia che si terrà presso l’Università Valdese (via P. Cossa 40) e saranno quindi portate a New York, dove il 10 giugno si riunirà il Tribunale Internazionale Indipendente promosso dall’ex Ministro della Giustizia USA, Ramsey Clark.

  Invitiamo tutti i cittadini, le associazioni, le personalità consapevoli della necessità d’impedire che tali crimini siano perpetuati e diventino anzi la norma delle relazioni internazionali, a sostenere l’iniziativa della sezione italiana del Tribunale Clark e la raccolta di testimonianze e documenti per partecipare all’assemblea del 3 giugno a Roma.