I
lavoratori della FNAC da un mese in lotta!
Siamo lavoratori di
diversi settori, alcuni precari, altri
fissi, studenti-lavoratori e proletari in genere che cercano
di contribuire allo sviluppo di una rete di contatti e di
scambio d'informazioni tra lavoratori. Una rete che funga da
collegamento e da cassa di risonanza delle lotte che ci sono,
che stimoli l'organizzazione diretta di classe e sostenga le
iniziative che i lavoratori decidano di intraprendere.
Siamo venuti a conoscenza della lotta dei lavoratori della
FNAC e pensiamo che le sue ragioni e le sue forme siano
condivisibili anche in Italia, perché la condizione dei
lavoratori della FNAC a Parigi non è una
condizione particolare, ma è sempre più
generale. Questa lotta parla a tutti i lavoratori che non
vogliono piegare la testa, accettando supinamente di pagare
la crisi! A Milano, i lavoratori della Virgilio-Matrix hanno
scioperato contro i licenziamenti e manifestato di fronte
alla loro sede, usando la rete informatica come mezzo di
comunicazione, i lavoratori delle pulizie ferroviarie stanno
lottando contro i licenziamenti e hanno bloccato i binari
dopo quasi una settimana di sciopero 'bianco', I lavoratori
della Nokia a Cusano milanino hanno occupato la fabbrica e
fatto un blocco dei binari, inondando di fax e di mail tutti
gli stabilimenti Nokia del mondo... I
lavoratori/trici della FNAC Champs-Elisées a Parigi sono in sciopero
dal 13 Febbraio. La loro lotta si è estesa a molti
magazzini della FNAC della Capitale francese e ad altri siti
di tutto il paese. Molti lavoratori di quell'immenso centro
commerciale, che è il centro di Parigi, sono in lotta: da
McDonald's, alla Virgin, da Go Sport a Sephora. Hanno formato
un coordinamento di base per continuare ed estendere
la mobilitazione. Questi lavoratori picchettano
l'entrate dei centri, fanno cortei in cui cercano di
coinvolgere tutti gli altri lavoratori delle catene
commerciali, gridano: "Fnac, Mco, Virgin...Stessa lotta",
organizzano pique-nique domenicali di fronte agli ingressi,
in cui cercano di spiegare alla clientela le loro ragioni,
invitandoli a boicottare i vari negozi: Ora stanno cercando
di unirsi alla lotta dei lavoratori della EuroDisney che
aprirà un'altra sede, ma non assumerà nessun lavoratore,
spremendo l'organico già a sua disposizione! I
lavoratori della FNAC hanno tutte le retribuzioni ferme dal '93 e
molti lavoratori sono assunti con contratti a tempo
determinato e tramite agenzie di lavoro
interinale. I lavoratori precari chiedono di essere
retribuiti come i loro colleghi: stesso lavoro, stesso
salario, dicono, i lavoratori fissi richiedono un aumento di
stipendio. Questa lotta, portata avanti da più di un mese
vive grazie alla sua estensione, al sostegno attivo dato da
questo coordinamento di base, alla cassa di mutuo soccorso
che è stata appositamente creata. Deve sopportare le infamie
dei mezzi di comunicazioni, le provocazioni di polizia e
l'atteggiamento ambiguo dei sindacati, che si muovono solo
su pressione dei lavoratori, com'è avvenuto per far estendere
la lotta ai magazzini FNAC ad Etoile, Monparnasse,
Saint-Lazare,.... Recentemente i lavoratori di McDonald's a
Strasburgo Saint-Denis hanno vinto, dopo 115 giorni di
sciopero, contro la multinazionale del pagliaccio che ride,
una dura vertenza che ha fatto un po' da apripista per le
altre lotte. In tutto il mondo, le grandi catene
commerciali hanno standardizzato le condizioni di
sfruttamento, imponendo i bassi salari, la
precarietà contrattuale e l'arroganza padronale ad ogni
minima richiesta attraverso tra l'altro il sistematico
licenziamento degli 'indesiderati'. I sindacati in Italia
hanno avvallato tutto questo, facendo del commercio il
terreno di prova dello stravolgimento dell'orario, della
precarizzazione selvaggia, del contenimento delle richieste
salariali e del peggioramento delle condizioni di lavoro,
attraverso il rinnovo di contratti collettivi "bidone" o
l'accettazione delle condizione dettate dai padroni, nel
caso dell'apertura di nuovi centri commerciali. In
tutto il mondo le grandi catene commerciali, e non solo, conoscono
la risposta dei lavoratori che non piegano la testa e non
cedono ai ricatti. In alcuni paesi, come in Argentina, sono
il bersaglio di interi strati della popolazione che li vedono
come corresponsabili, giustamente, del peggioramento delle
proprie condizioni e da un po' di tempo, quando aumentano
senza motivo i prezzi dei beni, sono assaltati. Abbiamo
mezzi comunicazione diretta che ci permettono di relazionarci da
un capo all'altro del continente, internet, fax, telefoni,
tutte le risorse "vecchie" e "nuove" che duecento e
cinquant'anni di azioni dei lavoratori hanno
prodotto. Abbiamo soprattutto, come lavoratori, la capacità
di fermare i flussi delle merci prima che vengano stockate,
prima che siano messe sugli scaffali o che siano vendute.
Blocchi delle merci "in entrata", sciopero bianco
con un'auto-riduzione dei ritmi e blocco delle entrate
smontano subito l'arroganza dei padroni e scavalcano
l'immobilismo del sindacato e contribuiscono ad incrinare le
catene del nostro sfruttamento a Parigi come a Milano, a
Buenos Aires, come a Seoul...
Collettivo per La Rete dei
Lavoratori, ogni martedμ alle 21.30 presso la Panetteria
Occupata in via Conte Rosso n.20 Lambrate-Milano, e-mail: rossoconte@hotmail.com
Molte domande...Nessuna risposta! Mentre le lettere di
conferma del licenziamento con preavviso per cessazione
appalto stanno arrivando e manca meno di un mese alla
fine dell'ennesima proroga, i sindacati confederali, dopo un
periodo di oscura latitanza, indicono un'assemblea con i
lavoratori. Dal 5 aprile dovevano incominciare gli incontri
con le altri parti interessate a Roma, per una trattativa,
cui gli scopi e le proposte, come i modi di portarle avanti,
non sono stati decisi da chi, da mesi, sta portando avanti
una lotta durissima dalle prospettive sempre più
incerte. Cosμ ci ritroviamo all'ennesima replica di una
situazione già vista altre volte, a Dicembre e a Febbraio,
agli sgoccioli di una vertenza attraverso la quale si decide
della nostra permanenza o dei nostri licenziamenti, delle
nostre assunzioni in pianta stabile o della nostra precarietà a
vita, del miglioramento o dell'ulteriore peggioramento delle
nostre condizioni di lavoro. In Maggio scade anche
il termine ultimo per la validità della gara d'appalto, che
se no, dovrà essere rifatta, mentre la ditte vincitrici
come la Mazzoni stanno facendo pressione per
subentrare. Il governo ha più volte lodato Cimoli per il suo
operato, Cimoli ha più volte dichiarato di non volere fare un
passo indietro. Si profila l'ennesimo, sta volta più critico,
muro contro muro? Intanto a Milano quasi duecento persone si
sono licenziate e molte sono state assunte con contratti a
tempo determinato o tramite agenzia di
lavoro interinale. La scrematura dell'organico e
l'abbassamento del costo di lavoro procede incessantemente da
quando il cono di luce dei telegiornali e le cronache dei
giornali non si occupano più di noi, mentre sui parchi e sui
piazzali la ristrutturazione continua. Le sole
certezze per i lavoratori "fissi": Le multe che prima o poi
dovranno arrivare ai lavoratori più attivi per interruzione
di servizio e menate varie, ammende per cui si sta
creando indipendentemente una cassa di
solidarietà! Le lettere di licenziamento in tasca che alcuni
lavoratori autonomamente hanno già impugnato! Il
premio aziendale bloccato dal 1986, con una busta paga che nel
corso degli anni è rimasta la stessa! La massima
flessibilità nell'orario di lavoro senza avere ottenuto
nulla come contro-partita...In centrale si lavora su 18
turni! Le sole certezze per i nuovi assunti e i precari in
genere: La Gorla non ha passato i lavoratori part-time a
full-time come da accordo! Nessuna certezza sul proprio
futuro dopo il 6 Maggio! Mancata fornitura del più elementare
materiale anti-infortunistico! Indennità Domenicale inferiore
e diminuzione del valore del
Ticket Restaurant! Abbassamento dei minimi
salariali! Prima che sia troppo tardi... Siamo
riusciti ad evitare temporaneamente solo con la forza della lotta
il nostro licenziamento, senza intaccare in profondità il
piano di ristrutturazione in atto, mentre i sindacati
confederali, dopo essere stati scavalcati, sono riusciti solo
a strappare proroghe, che altro non hanno fatto, se non
allungare la nostra agonia fino ad oggi. Se piegamo la testa,
sta' volta ci mozzano il capo! Se vogliamo far ritirare le
multe, impedire i licenziamenti, far assumere tutti i precari
e quanto meno non peggiorare le condizioni che la nuova gara
d'appalto ha imposto, insieme ad altre gabbie contrattuali,
bisogna far affidamento solo sulle nostre forze e sulla
solidarietà attiva almeno di tutti gli altri lavoratori delle
ferrovie e della Gorla. È per questo che stiamo cercando di
coordinarci a livello nazionale con altri lavoratori delle
pulizie ferroviarie, è per questo che abbiamo proseguito a
far interessare della nostra vicenda altri lavoratori, è
per questo che l'unica soluzione realistica al problema sta
nell'aumentare la nostra organizzazione, la nostra capacità
d'azione e collegarci autonomamente, prima di tutto tra di
noi a cominciare da questa assemblea.
Alcuni lavoratori per il
Coordinamento nazionale dei lavoratori