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- proletari resistenti - lavoro –
29.07.02
Respingiamo le
privatizzazioni, il Patto per l’Italia e chi le ha sottoscritte
La popolazione
invecchia , entro il 2010 bisogna estendere per tutti\e la vita lavorativa
almeno a 65 anni, magari fino ai settanta con il ricatto di pensioni calcolate
su base contributiva e corrispondenti alla metà dell’ultimo stipendio. Per
raggiungere la soglia del 70% della popolazione occupata bisogna
istituzionalizzare il precariato e considerare lavoro anche contratti per poche
settimane “rimovendo ostacoli alla nuova occupazione. Per gli assunti poi in
deroga all’art 18 non ci saranno più diritti, per loro non varrà a vita la
giusta causa in presenza di licenziamenti, alle imprese sono offerte vie di
fuga per aggirare lo Statuto dei Lavoratori, i redditi e le pensioni
contemporaneamente continuano a perdere potere di acquisto . Si rafforzano le
indennità di disoccupazione per i primi sei mesi ma dopo un anno o al massimo
due il lavoratore viene gettato sul lastrico colpendo soprattutto i\le meno
giovani. La formazione rende felici società e cooperative ma non offre garanzie
occupazionali, si estende l’età scolastica con una scuola sempre meno pubblica
e formativa per favorire invece la vendita della merce- istruzione secondo
canoni aziendali Si favoriscono sostegni per il reinserimento lavorativo di
natura privata e senza alcuna garanzia da parte dello Stato. Nuovi incentivi e
contributi alle imprese senza un loro reinvestimento per ammodernare la
produzione, o per favorire investimenti in ricerca con positive ricadute
occupazionali E’ falso dire che questo Patto “non modifica in alcun modo le
tutele” e le dichiarazioni rese dopo la firma, da parte di alcuni ministri rendono
lo scenario ancora più preoccupante Questo Patto viene firmato dalla Cna, da
Confesercenti e dalla Lega delle Cooperative che confermano una volta per tutte
la loro opzione liberista. Non dimentichiamo che Cna e Lega coop sostengono
l’Ulivo. Le dichiarazioni del Ministro Marzano e di insigni giuristi di diritto
del lavoro confermano la natura non temporanea ma definitiva della deroga
all’art 18, un piccolo assaggio in attesa del disegno complessivo contenuto
dalle leggi Delega, approvate le quali si metterà mano al Welfare e alle
Pensioni Proseguono le privatizzazioni dei servizi locali con le
Amministrazioni che avranno prevalentemente il compito di agenzia dei Fondi
europei e dei loro investimenti (meno lavoro e più speculazione, più precariato
e minori garanzie) Eclatante è
l’esempio del comune di Pisa dove proseguono le esternalizzazioni dei servizi e
la campagna di svendita dei servizi pubblici . Dopo centralino e cimitero
suburbano è la volta delle farmacie comunali ma altre privatizzazioni , Ages,
Aeroporto e Gea sono passate sotto silenzio grazie a Cgil Cisl Uil. Non si
ferma il Patto senza estendere alle aziende piccole l’art 18 e le garanzie
contro i licenziamenti arbitrari, non si combatte il precariato senza opporsi
ai processi di privatizzazione portati avanti dalle Amministrazioni locali.
COBAS ENTI LOCALI PISA
16 luglio 2002