Inviato da: Cobas Dalmine cobasdalmine @ infinitoit
Lettera aperta a Cofferati
Siamo un gruppo di operai della Dalmine di
Bergamo di diversi reparti.
Abbiamo denunciato gli attacchi alla Cgil,
abbiamo solidarizzato con il suo segretario generale attaccato dal governo, pensiamo di aver dato anche una risposta a questo
scioperando contro il patto scellerato
firmato da Cisl e Uil, che attacca i
diritti e la dignità di tutti i
lavoratori e vogliamo portare un contributo alla battaglia per costruire un vero sciopero
generale contro il governo e la
politica di Berlusconi, che con questo
accordo e la pesante propaganda per
sostenerlo, vuole far passare tra i
lavoratori un moderno neo-corporativismo fascista. Ovvero l'idea che operai e padroni possano sposare gli stessi interessi. Si
tratta in realtà di un passo ulteriore
verso un regime che cancella la
democrazia, attacca l'unità dei
lavoratori e criminalizza il dissenso a partire dai posti di lavoro.
Ma ci sono nati degli interrogativi e ci piacerebbe avere delle risposte:
-fino a che punto è disposta ad arrivare la CGIL nello scontro con questo governo per difendere i lavoratori?
-come è possibile andare avanti senza rispondere agli attacchi di Cisl e Uil,, che in particolar modo in questi giorni in fabbrica sono
pesanti?
-quale credibilità può crescere tra gli operai, per la lotta contro il patto, se localmente e nazionalmente delegati e intere
strutture sindacali della Cgil
difendono e portano avanti accordi con
Cisl e Uil, che tra l'altro toccano gli
stessi temi del patto, come il lavoro
precario/interinale, cioè la condizione di quei lavoratori che d'anticipo sul resto della
classe stanno vivendo senza diritti,
senza art 18?
Ma la fabbrica e in particolare i fatti di questi giorni, prima, durante e dopo lo sciopero indetto dalla Fiom anche alla Dalmine dopo la firma
del patto, ce li rende ancora più pressanti:
-viene indetto lo sciopero ma il sostegno della Fiom è formale. La Cisl invece organizza con i propri delegati un crumiraggio vergognoso
e attivo nei reparti, al limite
dell'intimidazione quando consiglia,
soprattutto i giovani precari che 'è meglio
non scioperare con la Cgil'; con
attività di appoggio con volantini, falsi ma insidiosi. Perché non si risponde sul campo contro questi traditori?
-durante lo sciopero vengono organizzate delle
assemblee ma divise per reparto che coinvolgono un numero limitato di operai. Nei reparti
Cisl Uil e azienda si dando da fare per
far marciare la produzione pure sotto
organico per gli operai in sciopero.
Come operai chiediamo subito al
sindacalista di unire le assemblee e di andare a fare un giro nei reparti per sollecitare
allo sciopero gli altri lavoratori.
Nulla da fare!
-Abbiamo fatto sciopero mercoledì e giovedì e
domenica notte dobbiamo venire in straordinario per 'recuperi produttivi' a causa di un
accordo aziendale firmato da fim-fiom-uilm:
il sindacalista svicola dicendo che non
dobbiamo guardare al particolare ma
alla gravità del quadro generale.
-Parliamo dei precari/interinali numerosi in
fabbrica, della loro condizione di lavoro ricattato, della difficoltà a partecipare allo sciopero. In assemblea il parere generale è
che debbano essere tutti assunti, si
potrebbe inserirlo nel contratto aziendale
in discussione. Ma per la Cgil non è
così, i rapporti con Cisl e Uil sono
più forti di queste richieste.
-Le assemblee vengono tenute al ribasso, solo gli operai che intervengono le animano, anzi diverse vengono chiuse mezz'ora, un'ora prima e gli operai liquidati.
Ma quello che è inaccettabile è il richiamo che ancora viene fatto all'unità con cisl uil quando queste sono apertamente antiopeaie e
filo padronali. Per noi non è questa
l'unità che serve ai lavoratori ma
quella della lotta, con gli operai che
ci stanno, unendo tutti gli sforzi per
coinvolgere gli operai indecisi, al di la delle tessere, realizzando dei 'comitati di lotta
per lo sciopero generale'.
Dalmine 09/09/02
Operai Dalmine per lo sciopero generale