"Chiusura di sei unità produttive e 2.400 esuberi: Pirelli affronta così
la difficile situazione del mercato dei cavi e annuncia una perdita netta nei
primi nove mesi di 407 milioni (contro un utile di 290 milioni nell'analogo
periodo 2001) e una contrazione dei ricavi dell'11%"
AVANTI COSI'
Semmai qualcuno avesse avuto ancora qualche dubbio, sarà meglio che
se lo levi: Pirelli è assolutamente, e a buon diritto, un'azienda come le
altre. In piena coerenza con questo
assunto, infatti, di fronte a situazioni non semplici, dovute a crisi di
mercato congiunturali o meno, si comporta come tutte, Fiat compresa: licenziando e chiudendo dove può e come può.
Nessuna sorpresa quindi per le
affermazioni di Tronchetti Provera, solo la conferma di come gli industriali
italiani siano poco inclini a ricercare qualcosa di diverso, in clamorosa e
straordinaria contraddizione con la flessibilità richiesta ad altri.
Troppo facile rimproverare i
lavoratori ed il sindacato di avere poco coraggio e di non voler procedere a
riforme e modifiche, poi quando si tratta di porre in essere provvedimenti per
fare fronte alle avversità, l'unica strada nota è il licenziamento, la
diminuzione dei costi fissi, la chiusura dei siti produttivi, altro che
flessibilità di pensiero e di azione: rimane vigente la prassi che quando si
verifica una crisi, gli imprenditori ne
prendono atto ed i lavoratori la pagano.
E poco importa che il dato numericamente più preoccupante sia rivolto
all'estero e non all'Italia, Pirelli è una multinazionale, e questo dato va
tenuto sempre in considerazione perché le valutazioni saranno sempre prese in
virtù delle condizioni internazionali e non solo italiane, con tutte le
conseguenze del caso. Si è scelta, ancora una volta, la via più semplice,
quella che comporta minore necessità di analisi, che non investe la difficoltà
di verificare quale sia l'attuale stato del processo di produzione, la qualità
del prodotto, la distribuzione e quantaltro.
Meglio perseverare nel licenziare il personale, rinunciando all'esperienza, al
"know how", mettendo in crisi il rapporto generale coi propri
dipendenti ingenerando una condizione di precarietà latente che stride con la
necessità, viceversa, di lavorare tranquillamente ed efficacemente, ma tant'è:
questa è la nuova frontiera dell'imprenditoria italiana, sempre scelte
conservative, di basso profilo.
Mercoledì 13 novembre la RSU avrà un incontro
con la Direzione Cavi, allo scopo di verificare la situazione e le intenzioni
dell'azienda, intenzioni che investono l'andamento generale della Pirelli sotto
ogni profilo, coinvolgendo anche i Pneumatici.
Quale che sia l'esito dell'incontro per Giovedì 14 novembre è convocata
un'ora di assemblea in sciopero, per discutere ed informare i lavoratori in
merito all'andamento della riunione.
Milano, 12 novembre 2002 RSU
Pirelli Bicocca