www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 17-11-02

Crisi Fiat / Lo sciopero dei metalmeccanici


Si ferma la categoria

Lo sciopero generale dei metalmeccanici ha raccolto, secondo tutte le sigle che l'hanno promosso unitariamente, un'adesione elevata. Partecipate anche le manifestazioni che si stanno svolgendo in tutta Italia. In particolare quelle di Torino e Milano. Ma sono ancora gli operai di Termini Imerese a guadagnarsi la ribalta con una nuova iniziativa choc. L'avevano annunciato, un gesto eclatante a Messina. E così è stato. Dopo autostrade e ferrovie oggi gli operai della fabbrica siciliana che rischia di chiudere hanno bloccato lo Stretto di Messina. Per tutta la mattina le banchine del porto sono rimaste bloccate. Gli operai hanno impedito la partenza delle imbarcazioni di tutte le compagnie Ferrovie dello Stato, Meridiano, Caronte, Tourism, Ngi. Nel pomeriggio il blocco si è allentato.

Per quanto riguarda lo sciopero, piena adesione secondo i sindacati in tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat e alta partecipazione nel resto delle aziende della categoria. Ecco una sintesi dei dati pervenuti alla sede nazionale dei sindacati. In Piemonte, l’adesione allo sciopero è stata tra il 70 e l’80%. In particolare, negli stabilimenti Fiat dell’area torinese si sono registrate adesioni dell’80% a Mirafiori (carrozzerie e montaggio), e alla Teksid di Crescentino e del 90% alla Iveco. Circa15.000 persone hanno partecipato alla manifestazione regionale che si è conclusa a piazza Castello. In Lombardia, dove la manifestazione principale si è svolta nel centro di Milano con la presenza di alcune migliaia di persone, tra cui i lavoratori dell’Alfa di Arese, l’adesione allo sciopero è stata superiore all’80% nelle aziende dell’area milanese e brianzole; alta anche negli altri comprensori. Molto buona, con 4.000 persone, la partecipazione al presidio davanti all’Iveco di Suzzara.
Molto alte le adesioni anche in Emilia-Romagna, con dati regionali dal 60 al 95%. Buone, in particolare, le adesioni alla Magneti Marelli di Bologna (75-80%), alla New Holland di Imola (70%), nonché alla New Holland e alla Ferrari di Modena (70%).
Nel Lazio, un migliaio di lavoratori cassintegrati dello stabilimento Fiat di Cassino hanno manifestato davanti al Senato. Successivamente, una delegazione è stata ricevuta presso la presidenza del Consiglio dal sottosegretario Gianni Letta.
In Campania, deserta l‘Alfa di Pomigliano d’Arco davanti alla quale si è svolta una grande manifestazione con la partecipazione di migliaia di lavoratori provenienti anche dalle fabbriche non Fiat della locale area industriale. Pressoché totale l’adesione allo sciopero anche alla Fma di Pratola Serra (Avellino).
In Puglia, si segnalano in particolare i casi, a Bari, della Marelli (95%), della Bosch Sistemi Frenanti (90%) e della Graziano Trasmissioni (70%). A Brindisi, ha scioperato l’85% degli operai della Fiat Avio. A Foggia, lo sciopero ha toccato una punta del 95% alla Iveco Sofim.
In Sicilia, si è praticamente fermata l’industria dell’intera regione, dove insieme ai metalmeccanici hanno scioperato anche i lavoratori del comparto chimico (così come in Piemonte). Piena solidarietà della popolazione ai manifestanti di Termini Imerese che hanno bloccato il traffico del porto di Messina.
Oltre ai casi citati, la giornata odierna di mobilitazione ha registrato alte adesioni anche in Liguria, in Veneto, in Toscana e nelle altre regioni.

Il corteo di Torino
15 mila metalmeccanici torinesi sono scesi in piazza questa mattina. A fianco delle tute blu di Mirafiori c'erano anche i metalmeccanici dell'indotto e del settore chimico. Ad aprire il corteo numerosi sindaci dei comuni della provincia torinese con i gonfaloni: sono presenti i comuni di Piossasco, Collegno, Rivoli, Nichelino, Moncalieri, La Loggia, Grugliasco, Orbassano e Venaria Reale. In tutti i negozi per le strade dove è passato il corteo sono state appese delle locandine con la scritta "I vostri problemi sono i nostri. Siamo con voi". Ai commercianti i lavoratori si sono rivolti gridando "Commerciante non stare lì a guardare, vieni con noi in piazza a protestare. Se chiude Mirafiori chiudete anche voi". 

''Non si abbandona la nave. No ai licenziamenti''. E' questa la scritte dello striscione che un gruppo di lavoratori della Fiat ha steso sotto la sede dell'Ifi e dell'Ifil di Corso Matteotti a Torino. Torna dunque il riferimento alla 'nave' gia' contenuto nella lettera inviata ieri all'azienda da paret dei sindacati in risposta a quella dell'azienda firmata dal presidente Paolo Fresco. Mentre il corteo sta transitando una delegazione di lavoratori si e' radunata sotto il palazzo che ospita le finanziarie della famiglia Agnelli gridando e ritmando slogan: i piu' gettonati sono ''Mirafiori e' scesa in lotta, il posto di lavoro non si tocca''. 

(
www.rassegna.it 15 novembre 2002)