Crisi Fiat / Lo sciopero dei metalmeccanici
Si ferma la categoria
Lo sciopero generale dei metalmeccanici ha raccolto,
secondo tutte le sigle che l'hanno promosso unitariamente, un'adesione elevata.
Partecipate anche le manifestazioni che si stanno svolgendo in tutta Italia. In
particolare quelle di Torino e Milano. Ma sono ancora gli operai di Termini
Imerese a guadagnarsi la ribalta con una nuova iniziativa choc. L'avevano
annunciato, un gesto eclatante a Messina. E così è stato. Dopo autostrade e ferrovie
oggi gli operai della fabbrica siciliana che rischia di chiudere hanno bloccato
lo Stretto di Messina. Per tutta la mattina le banchine del porto sono rimaste
bloccate. Gli operai hanno impedito la partenza delle imbarcazioni di tutte le
compagnie Ferrovie dello Stato, Meridiano, Caronte, Tourism, Ngi. Nel
pomeriggio il blocco si è allentato.
Per quanto riguarda lo sciopero, piena adesione secondo i sindacati in tutti
gli stabilimenti del gruppo Fiat e alta partecipazione nel resto delle aziende
della categoria. Ecco una sintesi dei dati pervenuti alla sede nazionale dei
sindacati. In Piemonte, l’adesione allo sciopero è stata tra il 70 e l’80%. In
particolare, negli stabilimenti Fiat dell’area torinese si sono registrate
adesioni dell’80% a Mirafiori (carrozzerie e montaggio), e alla Teksid di
Crescentino e del 90% alla Iveco. Circa15.000 persone hanno partecipato alla
manifestazione regionale che si è conclusa a piazza Castello. In Lombardia,
dove la manifestazione principale si è svolta nel centro di Milano con la
presenza di alcune migliaia di persone, tra cui i lavoratori dell’Alfa di
Arese, l’adesione allo sciopero è stata superiore all’80% nelle aziende
dell’area milanese e brianzole; alta anche negli altri comprensori. Molto
buona, con 4.000 persone, la partecipazione al presidio davanti all’Iveco di
Suzzara.
Molto alte le adesioni anche in Emilia-Romagna, con dati regionali dal 60 al
95%. Buone, in particolare, le adesioni alla Magneti Marelli di Bologna
(75-80%), alla New Holland di Imola (70%), nonché alla New Holland e alla
Ferrari di Modena (70%).
Nel Lazio, un migliaio di lavoratori cassintegrati dello stabilimento Fiat di
Cassino hanno manifestato davanti al Senato. Successivamente, una delegazione è
stata ricevuta presso la presidenza del Consiglio dal sottosegretario Gianni
Letta.
In Campania, deserta l‘Alfa di Pomigliano d’Arco davanti alla quale si è svolta
una grande manifestazione con la partecipazione di migliaia di lavoratori
provenienti anche dalle fabbriche non Fiat della locale area industriale.
Pressoché totale l’adesione allo sciopero anche alla Fma di Pratola Serra
(Avellino).
In Puglia, si segnalano in particolare i casi, a Bari, della Marelli (95%),
della Bosch Sistemi Frenanti (90%) e della Graziano Trasmissioni (70%). A Brindisi,
ha scioperato l’85% degli operai della Fiat Avio. A Foggia, lo sciopero ha
toccato una punta del 95% alla Iveco Sofim.
In Sicilia, si è praticamente fermata l’industria dell’intera regione, dove
insieme ai metalmeccanici hanno scioperato anche i lavoratori del comparto
chimico (così come in Piemonte). Piena solidarietà della popolazione ai
manifestanti di Termini Imerese che hanno bloccato il traffico del porto di
Messina.
Oltre ai casi citati, la giornata odierna di mobilitazione ha registrato alte
adesioni anche in Liguria, in Veneto, in Toscana e nelle altre regioni.
Il corteo di Torino
15 mila metalmeccanici torinesi sono scesi in piazza questa mattina.
A fianco delle tute blu di Mirafiori c'erano anche i metalmeccanici
dell'indotto e del settore chimico. Ad aprire il corteo numerosi sindaci dei
comuni della provincia torinese con i gonfaloni: sono presenti i comuni di
Piossasco, Collegno, Rivoli, Nichelino, Moncalieri, La Loggia, Grugliasco,
Orbassano e Venaria Reale. In tutti i negozi per le strade dove è passato il
corteo sono state appese delle locandine con la scritta "I vostri problemi
sono i nostri. Siamo con voi". Ai commercianti i lavoratori si sono
rivolti gridando "Commerciante non stare lì a guardare, vieni con noi in
piazza a protestare. Se chiude Mirafiori chiudete anche voi".
''Non si abbandona la nave. No ai licenziamenti''. E' questa la scritte dello
striscione che un gruppo di lavoratori della Fiat ha steso sotto la sede
dell'Ifi e dell'Ifil di Corso Matteotti a Torino. Torna dunque il riferimento
alla 'nave' gia' contenuto nella lettera inviata ieri all'azienda da paret dei
sindacati in risposta a quella dell'azienda firmata dal presidente Paolo
Fresco. Mentre il corteo sta transitando una delegazione di lavoratori si e' radunata
sotto il palazzo che ospita le finanziarie della famiglia Agnelli gridando e
ritmando slogan: i piu' gettonati sono ''Mirafiori e' scesa in lotta, il posto
di lavoro non si tocca''.
( www.rassegna.it 15 novembre 2002)