Comunicato della Federazione Sindacale Mondiale (FSM)
Fonte: FSM Dicembre 2002 Traduzione a
cura di Flavio Rossi
Lavoriamo insieme per difendere la Pace e la Sicurezza di tutti i popoli, per
la salvaguardia dei diritti dei lavoratori, le conquiste economiche, lo
sviluppo sociale, la giustizia e il benessere per tutti
La Federazione Sindacale Mondiale comunica i suoi migliori auguri ai
lavoratoti di tutto il Mondo, ai loro sindacati e a tutti gli uomini, donne e
bambini del pianeta che aspirano a una vita migliore, in pace, amicizia e
cooperazione internazionale per il progresso sociale.
Le Nazioni Unite hanno definito il primo decennio del nuovo secolo come il
Decennio Internazionale per promuovere la Cultura della pace e della Non –
Violenza.
Il paese che dispone del maggior arsenale di armi nucleari e di distruzione di
massa, gli Stati Uniti, stanno preparando un attacco militare ad alta
tecnologia contro l’Irak, un paese dove milioni di bambini soffrono la
denutrizione a causa di sanzioni imposte arbitrariamente.
Negli ultimi mesi, milioni di persone hanno partecipato a Marce per la Pace,
per ottenere dalle Nazioni Unite e da tutti i Paesi che ne fanno parte, il
compimento delle risoluzioni internazionali adottate solennemente:
- promuovere la carta dell’ONU;
- promuovere una cultura di pace e non – violenza;
- applicare le decisioni dell’ONU relative allo sviluppo economico e sociale,
in particolare, gli Accordi di Copenhagen circa il pieno impiego e lo sviluppo
sociale;
- iniziare il disarmo per lo sviluppo;
- garantire Cibo per Tutti, Educazione per Tutti, Sanità per Tutti e Diritti
Umani per Tutti.
I sindacati e le forze democratiche nel mondo chiedono che si ponga fine
all’occupazione israeliana del territorio palestinese e dei territori arabi nelle
Alture del Golan siriane e nel sud del Libano, secondo la decisione presa tre
decadi fa dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
I sindacati del mondo e l’opinione pubblica mondiale, chiedono che si ponga
fine ad ogni forma di blocco e sanzioni economiche imposte dalle potenza
dominanti, che privano i lavoratori delle necessità più elementari, come il
cibo e le medicine.
Le politiche economiche neoliberali, di ciò che viene definito Globalizzazione,
Liberalizzazione e Privatizzazione imposte dai paesi che controllano il FMI, la
Banca Mondiale e la OMC, hanno aggravato la crisi ancora di più, la
disoccupazione, la denutrizione, la povertà e l’indigenza.
I sindacati del mondo e altre organizzazioni popolari guidano la lotta di
milioni di vittime di queste politiche. Il rifiuto delle politiche neoliberali
è dimostrato chiaramente nelle manifestazioni dei lavoratori di tutto il mondo
e forgiato dalle forze democratiche nelle recenti elezioni in Brasile ed
Ecuador, dove hanno trionfato i candidati che propugnano politiche alternative.
Le lotte radicali contro le conseguenze negative della globalizzaizone
neoliberale si impone nei cinque continenti. Le forze reazionarie ricorrono ad
una maggiore repressione e violazione dei diritti umani e sindacali per frenare
l’avanzata democratica. I monopoli mondiali e i loro alleati politici tentano
di destabilizzare i paesi in cui i governi popolari al potere, si oppongono
alle politiche neoliberali come nel caso del Venezuela e di altri paesi che
lottano per gli interessi dei poveri e che cooperano con le nazioni che
difendono la loro sovranità nazionale ed indipendenza economica.
La FSM conferma la solidarietà con le lotte che vengono sostenute contro le
politiche neoliberali e per una alternativa democratica, insistendo che “Un
altro mondo è Possibile”, come hanno indicato i Fori Sociali celebrati nei vari
continenti. L’unità, le azioni unitarie e la solidarietà che uniscono i
sindacati con tutte le forze sociali, progettano quest’alternativa realista
all’attuale crisi sociale per trarre pace e sicurezza a tutti i paesi dei
cinque continenti.
La FSM riconferma la profonda convinzione che i lavoratori, i loro sindacati e
tutte le forze democratiche e amanti della pace conquisteranno le
rivendicazioni economiche e sociali nell’Anno Nuovo grazie alle lotte unitarie.