Il 15 marzo è una data importante per le ferrovie Europee: è il giorno
prescelto dai governi, dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea per
l’apertura alla concorrenza del traffico merci, ossia l’ingresso dei treni
delle imprese private su tutte le reti ferroviarie pubbliche europee.
Questo è solo
la prima tappa, dopo l’applicazione di questo “ primo pacchetto Ferroviario” è
infatti già previsto “un secondo pacchetto ferroviario”, che accelera il
processo di liberalizzazione, ed un “terzo pacchetto”, che lo estende al
servizio viaggiatori.
Gli esempi delle reti in cui la privatizzazione è stata applicata sono molto
eloquenti:
a) Fatta
l’eccezione di alcuni tecnocrati della commissione Europea, oggi nessuno può
negare la situazione catastrofica in cui sono le ferrovie britanniche. La
manutenzione degli impianti e del materiale rotabile è abbandonata a causa
della scarsa redditività, le coincidenze dei treni non sono assicurate dalle
diverse imprese private, ma soprattutto la sicurezza passa in secondo piano per
il suo costo poiché in contrasto con gli interessi finanziari delle imprese, le
quali investono solo nel breve periodo.
b) In
Italia, alcune imprese private operano da diversi mesi, senza avere i requisiti
previsti dalle norme emanate dal servizio di Vigilanza ministeriale e da RFI.
La tendenza è di applicare questi modelli a tutti i paesi.
1) In
Spagna, il governo ha riaffermato, la sua volontà di privatizzare le ferrovie.
2) In
Francia i governi preparano da diversi anni analoga privatizzazione, tramite lo
smantellamento dell’impresa (creazione di RFF, la regionalizzazione, la
gestione per attività)
In nome dell’“efficienza economica” vengono posti in discussione i diritti
sociali acquisiti attraverso le dure lotte sindacali delle generazioni che ci
hanno preceduto
Questa
politica determina una seria e grave incidentalità che provoca decine di morti
tra i ferrovieri e i viaggiatori.
Un'altra Europa ferroviaria è possibile
I sindacati
CGT (Spagna), CUB (Italia), Or.S.A. ( Italia), RMT ( Gran Bretagna), SUD Rail
(Francia), UCS ( Italia) hanno deciso di procedere con un’azione internazionale
ampia e concreta, per contrastare i facili appetiti finanziari dei
privati nel nostro settore professionale, che rappresenta un comparto dove il
servizio pubblico deve continuare ad essere presente al fine di garantire il
diritto al trasporto di tutti.
Crediamo che un’altra Europa ferroviaria sia possibile. Un’Europa ferroviaria
in cui siano presenti e posti in primo piano: la tutela della sicurezza, la
tutela delle condizioni dei lavoratori (clausola sociale), la salvaguardia del
servizio pubblico, la difesa del diritto di sciopero e dei diritti sindacali.
La nostra iniziativa è aperta a tutte le forze sindacali europee, non
dimenticando la situazione specifica dei paesi dell’Africa, dell’Asia,
dell’America latina e centrale nei quali spesso intervengono le imprese
europee.
Il 14 MARZO la Federazione
Internazionale dei sindacati del Trasporto (ITF) organizza la sua giornata
annuale d’azione, sulla tematica della sicurezza.
Invece i nostri sindacati - CGT
(Spagna), CUB (Italia), Or.S.A. (Italia), RMT (Gran Bretagna), SUD Rail
(Francia), UCS (Italia)- considerano che la posta in gioco è alta e merita una
risposta forte ed incisiva, ritenendo inadeguate le azioni simboliche.
Nelle ferrovie in Europa, dobbiamo organizzare uno sciopero internazionale
unitario
Ritornare al servizio pubblico
ferroviario laddove è stato smantellato e rinforzarlo laddove è stato indebolito.
Assieme possiamo vincere!
CGT (Spagna), CUB (Italia), Or.S.A.
(Italia), RMT (Gran Bretagna), SUD Rail (Francia), UCS (Italia)
gennaio 2003