www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 05-02-03


Appello di 100 delegati/e ed rsu del Piemonte
Affinché il 21 febbraio diventi giornata di sciopero generale regionale

Noi sottoscritti delegati/e ed rsu CGIL dei settori pubblici e privati non coinvolti dallo sciopero generale dell’Industria, indetto dalla CGIL per il 21 febbraio prossimo, riteniamo importante, a partire dalla difficile situazione in cui si trovano le nostre realtà lavorative, porre con forza la necessità che la giornata di lotta dell’Industria diventi nell’ambito  regionale, sciopero generale del Piemonte
Riteniamo che esista concretamente nella nostra regione una effettiva “crisi del sistema socio-economico-produttivo piemontese”, che va ben oltre la già difficile situazione della crisi FIAT e del suo indotto, del comparto tessile e dell’informatica. Crisi che coinvolge settori importanti: le Telecomunicazioni, dove alla Telecom si prospettano in Piemonte circa 2000 esuberi; i settori del Credito e delle Assicurazioni coinvolti da una pesante ristrutturazione; il comparto Scuola che a seguito delle scelte negative del ministro Moratti vede nella sola realtà piemontese il possibile esubero di più di 1000 insegnanti, e di centinaia di ATA.
Le scelte della Finanziaria 2003, rispetto al taglio dei finanziamenti ad Enti Locali e Sanità ed il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato nei vari settori pubblici (P.A., Scuola, Università e Ricerca), determinerà  per molte strutture del Piemonte l’inevitabile taglio di  servizi, l’ampliamento dell’utilizzo di esternalizzazioni, appalti e convenzioni, che comporteranno nei fatti un aumento rilevante della precarietà, dei rapporti di lavoro atipici,(questo anche per molti lavoratrici e i lavoratori delle imprese e cooperative del commercio), con la messa in forse di diritti acquisiti. La liberalizzazione in atto a livello regionale nei Trasporti (FF.SS. ecc.), così come la scelta delle privatizzazioni  selvagge nelle aziende dei Servizi Pubblici Locali (acqua, gas, energia), sta determinando nella nostra regione una situazione assai critica, sia sul versante della deregolamentazione contrattuale, della sicurezza sui posti di lavoro  e della tenuta occupazionale, sia in merito alla qualità dei servizi e ai costi sempre  più alti a carico dell’utenza.

Per questo, a partire da questa difficile e assai deteriorata realtà socio-economica e produttiva piemontese, riteniamo doveroso chiedere alla Segreteria Regionale della CGIL piemontese, che lo sciopero del 21 febbraio diventi una giornata di mobilitazione e di lotta generale di tutte le lavoratrici e i lavoratori del Piemonte a difesa dei posti di lavoro nei settori produttivi in crisi, contro le scelte del Governo in materia di Stato Sociale, ammortizzatori, mercato del lavoro e diritti, e a sostegno della richiesta a  Governo e  Regione Piemonte di  forti investimenti per lo sviluppo e l’occupazione in Piemonte.

seguono le firme