Ex Alfa Romeo di Arese :Accordo con le proprieta’ delle aree
Il 16 febbraio è stata raggiunta un’ipotesi di accordo tra le
proprietà delle aree del comprensorio ex Alfa Romeo di Arese (Estate Sei e Aig
Lincoln) e le organizzazioni sindacali dello stabilimento. Quest’ipotesi di
accordo ora sarà posta al vaglio delle assemblee dei lavoratori convocate per
il 25 febbraio e se approvata sarà definitivamente siglata all’incontro del 26
alla Regione. L’ipotesi di accordo che ha visto la sigla di Cgil-Cisl-Uil e Slai-Cobas,
(la Flmu-cub si è riservata di consultare le strutture esterne prima di
siglare), pone alcuni punti fermi per quanto riguarda le aree, i lavoratori del
consorzio e le condizioni sindacali. Le aree del comprensorio ex Alfa Romeo di
Arese sono state progressivamente smantellate e vendute in questi ultimi anni.
Gli attuali proprietari sono :
Aig Licoln ( ABP SpA ) è proprietaria delle aree definite CRAA e interamente
dismesse
Estate Sei è invece proprietaria delle aree in cui è tuttora in corso l’attività
produttiva di ciò che rimane della Fiat Alfa Romeo.
Dopo vari blocchi alle portinerie, e numerose manifestazioni, le due società
sono state costrette a trattare e si è arrivati ad una ipotesi di accordo.
Per quanto riguarda Estate Sei si
sapeva da tempo che nel 2005 sarebbe scaduto l’affitto alla Fiat delle aree in
cui permane la possibilità di una continuità produttiva. La nostra lotta perché
venga conservata ad Arese la produzione di auto ecologiche doveva per forza
ottenere che Estate Sei garantisse a Fiat la possibilità di proseguire
l’utilizzo di queste aree : per non offrirle l’alibi giustificativo dello
smantellamento definitivo.
E questo è stato sancito nell’accordo :
“Per parte sua, con riguardo alle aree
di sua proprietà, Immobiliare Estate Sei, si impegna a mantenere le attività in
atto, relative all'Alfa Romeo ed all'auto ecologica, se richiesta da FIAT Auto”
Per quanto riguarda le immense aree
già dismesse dovevamo per forza intervenire perché si prefigura
l’istallazione nel prossimo futuro di numerose aziende : a cui i lavoratori
attualmente in Cigs possono essere obbligatoriamente costretti a trasferirsi.
Gli obiettivi che abbiamo rivendicato con la proprietaria Aig Lincoln, che è
quella che insedierà i futuri centri produttivi, sono questi :
Contrastare l’insediamento di attività produttive marginali ( come era
cominciato con Rotamfer e Caris ). L’accordo prevede che “ le attività da avviare dovranno avere
carattere di elevata qualità e specializzazione e/o di servizio alla produzione”
Rivendicare per i lavoratori che in esse saranno collocati la tutela di diritti
che attualmente vengono normalmente manomessi :
1. “le Imprese Insediate
applicheranno, ricorrendone i presupposti di legge attualmente previsti, l'art.
18 della statuto dei lavoratori”
2. “le Imprese Insediate applicherannoil contratto collettivo nazionale di
lavoro”
3. “Le assunzioni dovranno essere di
norma a tempo indeterminato”.
4. “Le imprese insediate metteranno a
disposizione dei lavoratori locali mensa e luoghi destinati alle assemblee”.
L’obiettivo più avanzato che ci siamo prefissati di ottenere è quello che la
frammentazione dei lavoratori nelle aziende che si insedieranno e quindi la
distruzione del loro forte potenziale di lotta che avevano quando tutta l’area
era occupata dalla grande Alfa Romeo fosse contrastato ottenendo una rappresentanza sindacale di sito.
Che vuol dire che tutti i lavoratori, al di là dei settori
produttivi di appartenenza, potranno darsi una rappresentanza sindacale
unificata in grado di rappresentarne totalmente i diritti e quindi di
unificarne il potenziale di lotta. L’accordo prevede che in tutta l’area dello
stabilimento di Arese sarà costituito il Coordinamento delle Rappresentanze
Sindacali di Sito. Questo coordinamento sarà costituito provvisoriamente da due
rappresentanti per ogni sindacato firmatario dell’accordo. Ogni sindacato
nominerà i propri rappresentanti, ed entro 18 mesi si andrà alla elezione con
modalità da stabilire tra le OOSS.
Le proprietà delle aree e le imprese che si insedieranno dovranno :
informare preventivamente il Coordinamento su tutte le attività che si
insidieranno ( denominazione delle
imprese insediate, titolarità delle imprese o composizione sociale, attività
già svolte dalle imprese insediate ed attività da svolgere sulle Aree, numero
di occupati da impiegare all'inizio dell'attività e presumibile evoluzione
occupazionale nei dodici mesi successivi all'insediamento, contratto collettivo
nazionale di lavoro da applicare e tipologie contrattuali, rapporto tra lavoro
diretto e indiretto e metratura occupata )
su richiesta del coordinamento entro 15 giorni dovranno aprire un incontro
i delegati di sito tratteranno tutte le materie previste per le Rsa e RSU sia
di sito che di ogni società.
le aziende metteranno a disposizione del Coordinamento un locale, telefono. Fax
e tutti i mezzi necessari per il suo funzionamento.
A monte di tutto questo l’accordo prevede che i lavoratori ex Alfa licenziati
negli anni scorsi da Fiat e trasferiti “di forza” in alcune aziende che si
erano insediate ad Arese (Caris, Rotamfer, Brb e Satiz) e da questi licenziati
con vari pretesti, saranno riassunti e ricollocati. Questi lavoratori, e gli
eventuali altri lavoratori Alfa, saranno avviati in queste nuove aziende solo
se accetteranno ( previo consenso
degli interessati ) e non obbligatoriamente come previsto dai precedenti
accordi sindacali. “I contratti
saranno a tempo indeterminato e senza il periodo di prova con il mantenimento
dei trattamenti economici e normativi in essere a livello individuale”
La nostra valutazione SUL FRONTE DELLE AREE DISMESSE LA NOSTRA LOTTA HA
PAGATO Questo accordo è scaturito dalle nostre lotte e dalle nostre numerose
manifestazioni. La volontà dei proprietari delle aree era di siglare un accordo
che consentisse loro di modificare la destinazione urbanistica delle aree
mentre noi, senza cedere alle pressioni delle controparti e senza sostituirci
alle istituzioni, abbiamo voluto che si riconfermasse quanto sancito in
passato. I problemi dei lavoratori, a cominciare da quelli dei licenziati del
Craa, nell’accordo sono risolti. La
conquista della rappresentanza sindacale di sito, che potrebbe anche
diffondersi a livello nazionale nelle tantissime analoghe situazioni di esternalizzazioni
finalizzate allo sgretolamento del fronte operaio, ci sembra costituisca un
importante passo in avanti per tentare di dare continuità a quella avanzata
esperienza di combattività che gli operai dell’Alfa hanno espresso negli ultimi
decenni.
Questo accordo non interferisce sulla nostra decisa volontà di continuare con
determinazione la lotta in difesa della produzione dell’auto ecologica ad
Arese.
Stiamo progettando iniziative che coinvolgano tutti i lavoratori dell’Alfa
Romeo, organizzando una manifestazione comune con i lavoratori di Pomigliano.
Occorre imporre alla Regione Lombardia un serio piano per l’auto ecologica ad
Arese, con la ricerca, la sperimentazione e la produzione.
Formigoni deve dare inoltre un sussidio ai lavoratori in CIG., altrimenti si
fanno solo belle parole senza dare prospettive serie ai lavoratori di Arese.
Occorre imporre a tutte le proprietà dove sorge l’Alfa Romeo, (Rotamfer, Caris
e Munich-Re) la sigla dell’accordo sulle aree e imporre che restino ad Arese
tutte le società terziarizzate in questi anni.
Arese 24-2-03 Slai Cobas Alfa Romeo
Arese