www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 02-06-04

ATESIA, un nuovo miracolo italiano: la precarietà diventa stabile e legittima, con buona pace di CGIL-CISL-UIL.


Repubblica di domenica 23 riportava nei titoli: Telecom, la legge Biagi “sistema” 4.300 precari.
La scelta del verbo sistemare, non sappiamo se sia frutto di volontario o  involontario umorismo, comunque, rende molto bene il “servizio” che, Telecom Italia,  CISL, UIL ed anche la neghittosa CGIL, hanno reso a lavoratrici e lavoratori di quell’azienda.

I tre sindacati per anni hanno consentito la precarietà dei CO.CO.CO. ad Atesia spa (Telecom), sino al punto di contrastare, nel comitato provinciale dell’INPS, il parere dell’Ispettorato del lavoro che riconosceva la natura subordinata del lavoro ed accusava l’Atesia di evasione contributiva. Ora che il quadro legislativo è cambiato ed Atesia ha raggiunto dimensioni troppo grandi per essere gestita efficacemente, corrono di nuovo in suo soccorso, fornendo la copertura sindacale allo spezzatino aziendale e legittimando, sotto forme diverse, la precarietà del lavoro.

Con questo nuovo accordo, inoltre, i nostri eroi, danno una mano anche nel limitare la vertenzialità legale che, sin qui, si era ampiamente verificata in centinaia e centinaia di cause di ex Co,Co.Co che, cambiato lavoro, provvedevano ad adire le vie legali.

La CUB si batterà, contro l’accordo bidone e le consultazioni farsa e continuerà la lotta per una vita dignitosa e contro la divisione che rende lavoratrici e lavoratori più deboli e ricattabili e per estendere a tutti/e le garanzie del lavoro a tempo indeterminato. Continuerà, inoltre, la sua mobilitazione per l’iniziativa di legge popolare sul reddito garantito.

Infine, tramite la sua organizzazione FLMUniti, ha promosso in sede legale un atto d’intervento nella causa che l’INPS sta sostenendo contro Atesia per ottenere il pagamento dei contributi pregressi, derivanti dal riconoscimento della natura subordinata del lavoro, espresso dall’Ispettorato del Lavoro negli anni precedenti al 2000.

Contro la legge Biagi, senza se e senza ma, perché rende legittimo il precariato, il caporalato ed ogni altro tipo di sfruttamento.

I CONTENUTI DELL’ACCORDO

4000 cococo si trasformano in apprendisti, somministrati, a inserimento e a progetto. E’ il primo grande sterminio di diritti targato Legge 30.
Buttata all’ortica l’unica richiesta sensata dei lavoratori: l’applicazione di normali contratti di lavoro.
L’accordo e gli "impegni" ad un ulteriore processo di stabilizzazione sono stati firmati dalla Telecom che, però, cederà la maggioranza di Atesia alla subentrante COS.

Il gruppo Telecom conserverà alle proprie dirette dipendenze soltanto 1350 lavoratori, che verranno assunti alla Telecontact (100% Telecom), che si occuperà di telefonia fissa:
600 di loro andranno in apprendistato, un rapporto che può durare da 2 a 6 anni (oppure 4, secondo il contratto delle tlc), percependo una percentuale minore rispetto alla paga base.
750, essendo superiori ai 29 anni e dunque «fuori età massima» per l'apprendistato, verranno presi con «somministrazione a tempo determinato», ovvero in affitto.
I restanti 3000 lavoratori rimangono in Atesia, che a sua volta passa alla COS che si occuperà soltanto di telefonia mobile (Tim) e di altre campagne non Telecom:
1100 operatori saranno assunti in apprendistato.
550 con contratti di inserimento (dai 9 ai 18 mesi, "evoluzione" dei contratti di formazione lavoro)
1350 con i contratti a progetto, ex co.co.co. per un anno
I lavoratori del più grande call center del paese vengono quindi "spezzettati" e confermati nella loro condizione di precarietà e ricattabilità.
Roma 25 maggio 04


Da CUB