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Edilizia - Rapporto della Fillea Cgil sugli infortuni mortali
109 vittime nei primi sei mesi del 2004
Sono già 109 i lavoratori edili
vittime di incidenti mortali nei primi sei mesi del 2004. E ben 18 (il 16,6 per
cento) sono extracomunitari, una quota in crescita rispetto allo scorso anno.
La regione che registra il più alto numero di infortuni mortali è la Lombardia
(17), seguita da Piemonte (13), Sicilia (10) e Calabria (7). Riguardo le aree
geografiche, nel nord si contano il 46,7 per cento di vittime, seguono il
Mezzogiorno (37,6) e il centro Italia (15,6). A fornire questi dati è la Fillea
Cgil, presentando oggi a Roma una ricerca nel corso del Direttivo nazionale
dell'organizzazione, cui ha partecipato anche il segretario generale della Cgil
Guglielmo Epifani.
Sono già due anni che il sindacato degli edili Cgil monitora le "morti
bianche" nei cantieri, che nel 2003 sono state complessivamente 215.
"Nell'anno per la sicurezza del lavoro nel settore edile - dice il
segretario generale della Fillea Franco Martini - il numero degli infortuni
continua a essere troppo elevato. La delega approvata dal governo Berlusconi in
materia di sicurezza è il segnale della volontà di allentare l'attenzione e il
controllo per quanto riguarda la salvaguardia della salute e della sicurezza
dei lavoratori, nonostante le continue condanne della Corte dell'Unione Europea
sulla legge 626, che viene considerata incompleta".
Raffrontando i dati attuali con quelli dello scorso anno, colpisce l'aumento
degli infortuni mortali di lavoratori extracomunitari. Le vittime sono già 18
(di cui 5 in Piemonte e 4 in Lombardia), contro le 12 del medesimo periodo del
2003. Sono in larga parte giovani: la metà avevano tra 26 e 35 anni, in
maggioranza provenivano dai paesi dell'est europeo. Gli immigrati - ricorda la
Fillea Cgil - stanno pagando un prezzo elevatissimo per le condizioni di
sicurezza spesso inesistenti: secondo una recente ricerca i lavoratori
immigrati hanno una probabilità doppia di infortunarsi rispetto agli italiani.
Nel 2003, su 215 vittime il 15 per cento era extracomunitario, quindi una
persona su sei. Un dato che rileva come sia cambiata la mappa di chi lavora nei
nostri cantieri edili.
La ricerca indaga anche modalità e condizioni degli incidenti. La causa più
frequente è la caduta dall'alto (46 per cento). Le altre cause sono: travolto
da gru o altre macchine (19 per cento), colpito da materiali di lavoro (19),
crollo di una struttura o muro (7), folgorato (5), o altre cause (4). Gli
infortuni mortali accadono più frequentemente nelle giornate di lunedì e
venerdì, ma ci sono anche parecchi incidenti che accadono nei giorni festivi.
La sicurezza - aggiunge la Fillea - è l'ultima voce presa in considerazione nel
preventivo dei costi e nella programmazione dei lavori, viene spesso
considerata accessoria e assolutamente discrezionale.
"Ad aggravare ulteriormente la situazione - conclude il segretario
generale degli edili Cgil Franco Martini - è l'approvazione della legge 30 che
ha reso ancora più flessibile il mercato del lavoro, anche attraverso estesi
meccanismi di depenalizzazione, e acuito i problemi che sono causa degli
infortuni in questo settore, come la frantumazione produttiva eccessiva, i
ritmi di lavoro troppo sostenuti, la precarizzazione, la mancanza di formazione
e di prevenzione. La domanda di ulteriore flessibilità ha investito anche
l'edilizia, con l'introduzione di rapporti atipici in un settore dove il
problema reale è esattamente opposto, ossia la fidelizzazione dei dipendenti,
data la scarsità di manodopera in vaste aree del paese".
(15 luglio 2004)