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da www.stopbolkestein.org

Direttiva Bolkestein: le aziende potranno applicare le regole dei Paesi dell'Est. Fermiamoli!

In questi giorni il Parlamento Europeo sta prendendo in esame la "Direttiva Bolkestein", una proposta di privatizzazione dei servizi che prende il nome dal suo promotore, il Commissario per la Concorrenza e il Mercato Interno della Commissione Prodi (ora sostituita da quella presieduta da Barroso) che la emanò il 13 gennaio scorso.

Nella sostanza, la proposta di Bolkestein si prefigge di rendere privatizzabili "tutti i servizi che rappresentano un'attività economica", dalla sanità all'istruzione, dalla gestione dei rifiuti alla distribuzione dell'acqua, escludendo solo quelli erogati dallo Stato gratuitamente e in
regime di monopolio.

Quello che ci preme sottolineare è però un altro aspetto preoccupante della Direttiva, riferito specificatamente al mondo del lavoro. Si tratta del "principio del Paese d’origine" (articolo 16), in base al quale chi fornirà servizi in varie nazioni europee potrà operare applicando solo le normative dello Stato nel quale si trova la propria sede legale, senza fare riferimento a quanto previsto dalle direttive dei Paesi in cui i suoi dipendenti distaccati dovessero effettivamente svolgere la prestazione lavorativa. Una ghiotta opportunità per le imprese, alle quali basterebbe trasferire le sedi in nazioni con minori tutele sindacali per iniziare un percorso di livellamento al ribasso dei diritti contrattuali, aggirando ed erodendo in modo del tutto legale le conquiste ottenute dai lavoratori in altri paesi, in barba a decenni di lotte sociali.

Invece di implementare i diritti a chi ne ha di meno, si rischia di ridurli a chi ne ha di più; non è un caso che la direttiva sia stata redatta ascoltando il parere di migliaia d’aziende europee, ma nessun sindacato od organizzazione di difesa dei consumatori. Si tratta dunque, potenzialmente, di un attacco molto duro ai servizi pubblici e ai diritti sindacali europei, capace di incidere profondamente sul nostro tenore di vita e sulle attuali garanzie dello stato sociale, col rischio di incrinare ancor più le nostre certezze sul futuro, già duramente provate dai problemi socioeconomici dell'ultimo periodo.

E' necessario bloccare questa minaccia, che incombe sul futuro di tutti i cittadini e i lavoratori europei e non. Perciò firma anche tu la "Petizione per il ritiro della Direttiva Bolkestein" già sottoscritta da migliaia di persone ed organizzazioni/associazioni della società civile.

Per info e adesioni: www.stopbolkestein.org