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da Rassegna sindacale, 18 febbraio 2005
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Si ferma Mirafiori - Cassa integrazione in tutta Italia


A Torino si è fermata la Fiat. L'adesione allo sciopero di quattro ore indetto a Mirafiori dai sindacati è stata del 70% con punte dell'80%, secondo quanto riferiscono le stesse organizzazioni dei lavoratori. Per l'azienda, invece, ha scioperato il 26% degli operai delle carrozzerie e il 15% di quelli delle presse. Un corteo ha raggiunto il Lingotto, dove alcuni operai si sono incatenati ai cancelli della Palazzina. L'iniziativa è solo un "assaggio" dello sciopero generale dell'11 marzo, quando gli operai della Fiat si ritroveranno a Roma per una manifestazione nazionale. "Non vogliamo assistenza - ha detto Antonio Ferrante, uno dei lavoratori incatenati - ma rivendichiamo il lavoro. Ormai da due anni siamo in cassa integrazione almeno una settimana al mese. Dobbiamo essere in tanti a Roma l' 11 marzo perché vogliamo dire al governo che deve sostenere la più grande industria italiana".

''Lo sciopero dei lavoratori di Mirafiori - ha detto il segretario della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - chiede a Marchionne, nuovo amministratore delegato dell'Auto, di aprire un negoziato in cui si dica con quali investimenti, quali prodotti e in quale tempo puo' cessare la cassa integrazione. Lo sciopero di oggi prepara la manifestazione dell' 11 marzo che sara' dei lavoratori di Mirafiori e di tutti gli stabilimenti italiani, alla quale vogliamo che partecipi la Citta' e la Regione''.

Ieri l'azienda ha comunicato il ricorso a lunghi periodi di cassa integrazione in quasi tutti gli stabilimenti italiani: cinque mesi a Termini Imerese, otto settimane a Mirafiori, e diversi periodi per Pomigliano e per Melfi. I sindacati l'hanno appreso nell'incontro romano coi vertici Fiat, il primo dopo il divorzio dalla General Motors. "I volumi di produzione e le vendite previste per l'anno sono uguali o inferiori all'anno scorso ma ci sarà cassa integrazione dovuta soprattutto al passaggio ai nuovi modelli - ha annunciato il segretario generale della Fim Cisl Giorgio Caprioli al termine dell'incontro -. La cosa importante - prosegue il sindacalista - è che tutti gli stabilimenti sono confermati'. Caprioli ha spiegato che la cassa integrazione a Cassino dovrebbe ridursi con la produzione della Croma mentre a Melfi, a metà anno, ci sarà un periodo di cassa per attrezzare gli impianti per la costruzione della Punto. A Termini Imerese, da fine marzo sono previsti cinque mesi di cassa integrazione con la ripresa della produzione attesa per settembre per la costruzione della Ypsilon. A Pomigliano la cassa integrazione è prevista per attrezzare gli impianti in vista della produzione della 159. 'La situazione è stata presentata come critica - ha concluso il leader della Fim -, ma l'azienda vuole gestire il momento nel modo meno doloroso possibile. Per ora è confermato lo sciopero con la manifestazione a Roma per l'11 marzo'.

Ieri sera, inoltre, s'è aggiunta all'incertezza di questi giorni la mossa a sorpresa di Sergio Marchionne: l'amministratore delegato del Gruppo Fiat ha licenziato Herbert Demel, che guidava il settore auto da poco più di un anno, e ne ha assunto le responsabilità. Marchionne ha spiegato che la decisione rientra ''nella logica di concentrare gli sforzi del Gruppo per il risanamento e per il rilancio dell'auto''.

Una decisione che il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commenta così: "Mi pare di capire che Marchionne voglia imprimere un'accelerazione al settore dell'auto. Ma il problema e' di fare le cose bene accelerando, e questo vuol dire sostanzialmente investire di piu' e meglio. C'e' un grande lavoro da fare per fare uscire la Fiat dalla situazione di difficolta' in cui si trova".

da Rassegna sindacale, 18 febbraio 2005