da www.cub.it
La CUB, nell’ambito della
campagna nazionale contro la precarieta’ e per il sostegno al reddito
ha
presentato oggi una proposta innovativa e controcorrente per l’istituzione di
un
FONDO REGIONALE
PER IL SOSTEGNO AL REDDITO PER LAVORATORI PRECARI, DISOCCUPATI, IN CASSA INTEGRAZIONE o in MOBILITÀ e
PENSIONATI DELLA LOMBARDIA
E’ un dato
allarmante: la Lombardia, la
Regione più ricca d’ Europa, da anni registra un forte aumento del livello di povertà che ormai riguarda oltre a una moltitudine di lavoratori precari e a
contratto determinato, anche lavoratori che vengono collocati in cassa
integrazione o licenziati o messi
in mobilità. Questo è il risultato di varie politiche scellerate, e
un grosso contribuito è arrivato sicuramente dalla legislazione nazionale che ha precarizzato e sta precarizzando sempre più
i rapporti di lavoro mettendo intere generazioni nella pratica impossibilità di
programmare la propria esistenza.
E’ davanti a
questa situazione intollerabile che la CUB, nell’ambito della campagna nazionale contro la precarietà e il
sostegno al reddito ha presentato, nella conferenza stampa di oggi, a Milano, una proposta innovativa e controcorrente per
porre un freno alla precarizzazione dell’esistenza di migliaia di persone.
Una proposta
regionale come primo passo verso una proposta di legge di iniziativa popolare.
Il fine è permettere a tutti l’accesso ai servizi primari (casa, sanità, mobilità, sicurezza, formazione,
cultura). Perché la vita, diventata, per milioni di persone, una perenne
ricerca di sopravvivenza, torni ad avere dignità.
E’ anche uno
dei primi contributi verso l’edizione dell’Euro Mayday Parade ’05, il primo
maggio dei precari, manifestazione creata e organizzata dalla CUB in alternativa a quella dei confederali e cresciuta di
anno in anno sia per numero di partecipanti che per ricchezza e articolazione
di contenuti.
In concreto la proposta della CUB crea
per la prima volta un legame tra soggetti diversi ovvero tra lavoratori
precari, in mobilità, pensionati, cassaintegrati e disoccupati per evidenziare,
attraverso una soluzione pratica, la nuova emergenza sociale di cui tutti
devono prendere atto.
Come da anni la CUB ha già
sottolineato attraverso l’organizzazione della MaydayParade, il primo maggio
dei precari, la manifestazione che l’anno scorso ha portato in piazza 100.000
persone ridando un vero significato alla festa dei lavoratori, la
precarizzazione del lavoro ha investito, investe e investirà in realtà molti
più soggetti di quanto comunemente si pensa, portando milioni di persone a non
poter programmare la propria vita al di là della pura sussistenza.
Nell’ambito della
lotta contro la precarietà del lavoro e della vita dunque la CUB presenta una
proposta di integrazione al reddito che rivoluziona il concetto di assistenza ai poveri con puri trasferimenti
di denaro.
Infatti nella proposta di integrazione
al reddito si individuano forme di finanziamento dirette e indirette perché è
ormai evidente che è l’accesso stesso ai beni primari che viene a mancare a
milioni di persone.
Si
individuano dunque forme di erogazione dirette con contributi di 250 euro al
mese che vengono finanziate da una serie di soggetti diversi pubblici e
privati, comprese le aziende che godono di un
bel risparmio ( 33%) assumendo lavoratori a progetto. Anche le agenzie di
somministrazione potranno partecipare al finanziamento.
Ma si individuano
anche forme di erogazione
indirette molto importanti per poter accedere
a servizi primari quali casa, gas acqua, elettricità, cultura. Ad esempio si
individua la possibilità di erogazione gratuita del trasporto urbano e
contributi del 50% sulle utenze per fornitura di elettricità, gas
acqua, telefonia fissa e non ultimi contributi per l’alloggio.
Si è creato un esempio di previsione
applicativa per 100.000 lavoratori l’anno per un valore annuo di 300.000.000
euro. I destinatari però potrebbero essere 100.000 come 400.000. Infatti il
contributo totale potrebbe essere diviso in 12 mesi per 100.000 lavoratori ma
anche in 6 mesi per 200.000 o in 3 per 400.000, eccetera individuando i diversi
bisogni.
Alcuni precari possono avere infatti
periodi di tempo “scoperti” più brevi di altri e avere bisogno dunque di tre,
quattro, cinque mesi invece dei 12 di un disoccupato. La copertura dei costi
come si diceva in apertura, può arrivare da molti soggetti oltre alla Regione
Lombardia, il cui bilancio di previsione 2005 si aggira comunque intorno ai
50,00 miliardi di euro.
Milano, 14 aprile ‘05
Confederazione
Unitaria di Base