www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 18-04-05

da www.cub.it

La CUB, nell’ambito della campagna nazionale contro la precarieta’ e per il sostegno al reddito


ha presentato oggi una proposta innovativa e controcorrente per l’istituzione di un

FONDO REGIONALE PER IL SOSTEGNO AL REDDITO PER LAVORATORI PRECARI, DISOCCUPATI,  IN CASSA INTEGRAZIONE o in MOBILITÀ e PENSIONATI DELLA LOMBARDIA 

E’ un dato allarmante: la Lombardia, la Regione più ricca d’ Europa, da anni registra un forte aumento del livello di povertà che ormai riguarda oltre a una moltitudine di lavoratori precari e a contratto determinato, anche lavoratori che vengono collocati in cassa integrazione o licenziati o messi in mobilità. Questo è il risultato di varie politiche scellerate, e un grosso contribuito è arrivato sicuramente dalla legislazione nazionale che ha precarizzato e sta precarizzando sempre più i rapporti di lavoro mettendo intere generazioni nella pratica impossibilità di programmare la propria esistenza.  

E’ davanti a questa situazione intollerabile che la CUB, nell’ambito della campagna nazionale contro la precarietà e il sostegno al reddito ha presentato, nella conferenza stampa di oggi, a Milano, una proposta innovativa e controcorrente per porre un freno alla precarizzazione dell’esistenza di migliaia di persone. 

Una proposta regionale come primo passo verso una proposta di legge di iniziativa popolare. Il fine è permettere a tutti l’accesso ai servizi primari (casa, sanità, mobilità, sicurezza, formazione, cultura). Perché la vita, diventata, per milioni di persone, una perenne ricerca di sopravvivenza, torni ad avere dignità. 

E’ anche uno dei primi contributi verso l’edizione dell’Euro Mayday Parade ’05, il primo maggio dei precari, manifestazione creata e organizzata dalla CUB in alternativa a quella dei confederali e cresciuta di anno in anno sia per numero di partecipanti che per ricchezza e articolazione di contenuti. 

In concreto la proposta della CUB crea per la prima volta un legame tra soggetti diversi ovvero tra lavoratori precari, in mobilità, pensionati, cassaintegrati e disoccupati per evidenziare, attraverso una soluzione pratica, la nuova emergenza sociale di cui tutti devono prendere atto.

Come da anni la CUB ha già sottolineato attraverso l’organizzazione della MaydayParade, il primo maggio dei precari, la manifestazione che l’anno scorso ha portato in piazza 100.000 persone ridando un vero significato alla festa dei lavoratori, la precarizzazione del lavoro ha investito, investe e investirà in realtà molti più soggetti di quanto comunemente si pensa, portando milioni di persone a non poter programmare la propria vita al di là della pura sussistenza.  

Nell’ambito della lotta contro la precarietà del lavoro e della vita dunque la CUB presenta una proposta di integrazione al reddito che rivoluziona il concetto di assistenza ai poveri con puri trasferimenti di denaro.

Infatti nella proposta di integrazione al reddito si individuano forme di finanziamento dirette e indirette perché è ormai evidente che è l’accesso stesso ai beni primari che viene a mancare a milioni di persone.  

Si individuano dunque forme di erogazione dirette con contributi di 250 euro al mese che vengono finanziate da una serie di soggetti diversi pubblici e privati, comprese le aziende che godono di un bel risparmio ( 33%) assumendo lavoratori a progetto. Anche le agenzie di somministrazione potranno partecipare al finanziamento.

Ma si individuano anche forme di erogazione indirette molto importanti per poter accedere a servizi primari quali casa, gas acqua, elettricità, cultura. Ad esempio si individua la possibilità di erogazione gratuita del trasporto urbano e contributi del 50% sulle utenze per fornitura di elettricità, gas acqua, telefonia fissa e non ultimi contributi per l’alloggio. 

Si è creato un esempio di previsione applicativa per 100.000 lavoratori l’anno per un valore annuo di 300.000.000 euro. I destinatari però potrebbero essere 100.000 come 400.000. Infatti il contributo totale potrebbe essere diviso in 12 mesi per 100.000 lavoratori ma anche in 6 mesi per 200.000 o in 3 per 400.000, eccetera individuando i diversi bisogni.  

Alcuni precari possono avere infatti periodi di tempo “scoperti” più brevi di altri e avere bisogno dunque di tre, quattro, cinque mesi invece dei 12 di un disoccupato. La copertura dei costi come si diceva in apertura, può arrivare da molti soggetti oltre alla Regione Lombardia, il cui bilancio di previsione 2005 si aggira comunque intorno ai 50,00 miliardi di euro.  

Milano, 14 aprile ‘05

Confederazione Unitaria di Base