Pubblico impiego: RdB/CUB non firma l'accordo e lancia il referendum e le lotte
(29
maggio 2005)
L'accordo sottoscritto questa notte tra
il Governo dei miliardari e tutte le confederazioni rappresentative nel
pubblico impiego, con l'unica eccezione della RdB/CUB che non ha accettato di
sottoscrivere l'accordo, rappresenta un ulteriore passo avanti nel definitivo
smantellamento della pubblica amministrazione che deve necessariamente passare
per l'attacco a chi ci lavora
Davvero un pessimo accordo, una purga a
lento rilascio, i cui effetti si avranno nei prossimi mesi quando si apriranno
i tavoli negoziali di settore e quando il Governo deciderà di presentare il
conto dei 3 euro graziosamente concessi chiedendo di modificare
sostanzialmente, peggiorandoli, gli assetti attuali della pubblica
amministrazione.
Come in tutti i protocolli che negli
anni si sono succeduti, anche in questo caso, le cose non scritte e sottintese
sono ben più pesanti di quelle scritte.
Le risorse stanziate per il rinnovo di
un contratto scaduto ormai da oltre 17 mesi, sono non solo irrisorie rispetto
alla perdita reale del potere di acquisto dei salari - quantificata da
autorevoli centri studi in un 15% in due anni - ma soprattutto allo stato
attuale non ci sono e saranno stanziate con la prossima finanziaria ed erogate
presumibilmente a 2006 inoltrato. Questo con buona certezza significa che il
rinnovo quadriennale in scadenza il prossimo 31 dicembre subirà, se ci sarà,
uno slittamento analogo: in buona sostanza è saltato nei fatti almeno un anno
di rinnovo contrattuale.
Se a ciò si aggiunge la disponibilità
delle Confederazioni concertative ed autonome a mettere mano alle attuali
modalità di contrattazione, accogliendo l'esigenza di governo e confindustria
di allungare la vigenza normativa ed economica, facendo sparire il biennio
economico, lo scippo del contratto diventa certezza. Questo aspetto, che è
forse il più grave sul piano generale, apre la strada all'attacco al contratto
nazionale di categoria e e alla contrattazione integrativa non solo nel
pubblico impiego ma in tutte le categorie, puntando anche ad impedire che sul
piano aziendale vengano stravolti e migliorati gli accordi nazionali attraverso
il protagonismo diretto e le lotte dei lavoratori e riducendo ulteriormente il
ruolo delle RSU.
Il Protocollo punta inoltre a mettere
un definitiva pietra tombale sulla richiesta che ormai sale fortissima di
assunzione degli ormai 350.000 precari presenti nella pubblica amministrazione;
è ovvio che se l'intenzione reale è quella di operare un ulteriore drastico
ridimensionamento del numero dei dipendenti pubblici a tempo indeterminato,
almeno 110.000 posti di lavoro stabili in meno, ai precari si vuole negare
qualsiasi possibilità di assunzione stabile. La mobilità, falso problema se si
considera che ad esempio la Lombardia ha 412.000 dipendenti pubblici ed è la
seconda regione dopo il Lazio che ne ha solo 1.000 in più, non sarà quindi
finalizzata a riempire buchi di organico strutturali, ma a coprire quelli che
si produrranno per il blocco del turn over che ha ormai caratteristiche
strutturali e che viene reiterato con l'unico obbiettivo di fare cassa.
Riappare, sotto la veste di incrementi
di produttività, la valutazione meritocratica che negli anni scorsi, a fronte
di aumenti di produttività veri e pesantissimi già realizzati proprio a causa
delle forti scoperture di organico, ha consentito ai dirigenti di assumere
potere assoluto sulla erogazione clientelare del salario accessorio.
La RdB/CUB, CHE HA RIFIUTATO LA
SOTTOSCRIZIONE DEL PROTOCOLLO, LANCIA IL REFERENDUM TRA TUTTI I LAVORATORI
PUBBLICI CON L'OBIETTIVO DI RACCOGLIERE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI NO
ALL'ACCORDO, DECIDE UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE STRAORDINARIA IN TUTTO IL
PAESE E IN TUTTI GLI UFFICI PUBBLICI E DI PROPORRE ALLA CUB E TUTTI QUEI
SOGGETTI CHE IN QUESTI ANNI HANNO PRATICATO IL CONFLITTO SOCIALE UNO SCIOPERO
GENERALE CON MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE
DEL DPEF E DELLA LEGGE FINANZIARIA 2006, CONSAPEVOLI CHE L'ATTACCO IN CORSO NON
E' RIVOLTO SOLO AL PUBBLICO IMPIEGO MA RIGUARDA TUTTO IL MONDO DEL LAVORO.
28 maggio 2005 RdB CUB
Pubblico Impiego