da coordinamento nazionale delle Rsu
http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2005/2005_0630_rsu.htm
CGIL un congresso per finta o un congresso vero ?
Il prossimo congresso Cgil si preannuncia come " il Congresso del
grande balzo indietro ", ma anche come la definitiva deriva della
burocrazia sindacale della Cgil verso un modello sindacale dove contano solo
gli interessi immediati dell'apparato e delle correnti. Con l'avvallo
anche della burocrazia di "Lavoro e Società", (che in cambio dei
posti nell'apparato e nelle segreterie non si fa scrupoli di gettare alle
ortiche anni di battaglie per la difesa del carattere programmatico
congressuale del più grande sindacato italiano) si avvia la trasformazione
della Cgil verso un modello sindacale su base correntizia.
Facciamo il punto
La Cgil ha di fronte un congresso importante. Dopo una stagione di lotta contro
l'offensiva liberista del Governo Berlusconi e della Confindustria il congresso
Cgil è l'occasione, unica ed irripetibile, per una verifica e per affrontare le
contraddizioni che comunque si sono rese evidenti in questi anni. Se da una
parte l'opposizione al Governo è stata forte (anche se poco efficace non
essendo stata capace di evolversi dalla semplice protesta in azione vertenziale
generale) altrettanto non si può dire dell'azione contrattuale nei
confronti di Confindustria.
Nel confronto con i padroni, l'azione della Cgil si è infatti riproposta come
strenua difesa del modello concertativo (con risultanti altalenanti e
addirittura peggiorativi) ed alla limitazione del danno (con guasti però
assai evidenti) in materia di contrattualizzazione della legge 30 e delle
nuove normative in materia di orario.
Possiamo onestamente considerare la recente fase dell'esperienza Cgil come una
stagione di "confusione sindacale", schiacciati tra la necessità di
mettere in campo la massima opposizione al governo, di riannodare i rapporti
con Confindustria da un lato e con Cisl e Uil dall'altro, di denunciare il
peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro difendendo nel contempo il
modello concertativo che di questo peggioramento è stato artefice. Una
confusione resa evidente non solo dalla contraddittoria gestione dei rinnovi
contrattuali (con la Fiom che tiene su una serie di questioni e le altre
categorie che firmano qualsiasi cosa pur di firmare) ma ora anche
dall'assurda posizione Cgil in materia di trasferimento del TFR ai fondi
pensione e dalla paurosa genericità con cui si va al confronto sul modello
contrattuale.
In Cgil è quindi presente una forte necessità di chiarezza.
1 - C'è chi ritiene esaurita la fase della protesta (tanto più che tutti auspicano e prevedono un cambio di governo) e quindi di andare velocemente a ricucire con Cisl e Uil proprio a partire dalle politiche e dai nuovi modelli contrattuali, di aprire a Montezemolo per gettare le basi di un nuovo patto sociale, di preparare per il nuovo prossimo governo di centro sinistra una fase di pace sociale fondata su nuove regole concertative.
2 -C'è invece chi ritiene necessario rimettere al centro dell'azione sindacale i bisogni dei lavoratori e le loro istanze di emancipazione dalle nuove subordinazioni prodotte in anni di legislazione del Governo Berlusconi, liberando l'azione sindacale da qualsiasi vincolo concertativo.
Tutto ciò per dire come il prossimo congresso Cgil dovrebbe rappresentare per
tutti, sopratutto per una sinistra sindacale degna di questo nome, un
appuntamento per una spregiudicata analisi della situazione e dei limiti della
precedente esperienza, e per permettere agli iscritti di esprimersi e di pesare
sulle scelte che la Cgil dovrebbe fare.
La
fase di avvio del congresso ... piano piano ... quasi fermi
A poche settimane dall'avvio del congresso le varie correnti della Cgil sembrano invece preoccupate, non già di costruire un percorso congressuale chiaro e comprensibile, dove ogni opzione diventi oggetto di libero confronto e discussione, ma a tutelarsi reciprocamente affinchè il congresso non modifichi i delicatissimi equilibri che le burocrazie hanno costruito in questi anni. Da mesi tutti, o quasi, i massimi esponenti della burocrazia Cgil sostengono ed auspicano un congresso unitario (anche il quadro dirigente di Lavoro e Società non fa che ripeterlo pur non avendone avuto alcun mandato dalla sua base congressuale) eppure ancora non si vede uno straccio di documento congressuale.
Epifani presenta a Giugno la sua proposta di premessa al documento congressuale
(di una inconsistenza paurosa che però lascia trasparire ampie disponibilità
verso il nuovo patto sociale chiesto da Montezemolo ed auspicato dal centro
sinistra). Una premessa subito ritirata e ripresentata (scarica)
successivamente (praticamente identica alla precedente anche per quanto riguarda
la genericità ... più una proposta di linea Governativa per il centrosinistra
che non una piattaforma sindacale) su cui il direttivo nazionale non riesce
neppure a discutere. I capi corrente non sembrano infatti interessati alla
linea ed alle scelte di merito congressuale ma vogliono sapere se i loro posti
sono o non sono tutelati. Lo stesso Patta nel suo intervento a quel Direttivo
dichiara di non essere interessato a discutere di merito fino a che non saranno
stabilite le regole congressuali (cioè le garanzie per i posti della sua
cordata).
La cosa è buffa e non si era mai vista in precedenza. Quasi tutti (compresi i dirigenti di Lavoro e società) dichiarano di volere un congresso unitario, di sentirsi "parte di questa nuova maggioranza". Mai visto un congresso così facile, eppure il congresso non decolla, si gira intorno ai temi congressuali senza neppure sfiorarli. Tutto procede al rallentatore perchè le correnti che andranno a comporre la nuova maggioranza devono prima trovare un accordo su quanti posti a me e quanti a te .
Nel
frattempo le questioni di merito incalzano.
Sul modello contrattuale la Cisl spinge, Montezemolo spazientisce, e la Cgil
non sa che declamare semplicemente che al confronto sul modello ci andrà solo
dopo aver fatto la quadra con Cisl e Uil. Ma quale sia la posizione Cgil
nessuno lo sa, al di la del generico "difendiamo il CCNL".
Così
è sul furto del Tfr dove la Cgil, d'accordo nel sostenere lo sviluppo delle
pensioni complementari, si agita solo perchè, in nome del libero mercato, il
Ministro Maroni sostiene l'idea che il Tfr possa non andare tutto ai fondi
chiusi, quelli gestiti dai sindacati.
Tutte questioni che dovrebbero essere tema di confronto congressuale a cui i
documenti congressuali dovrebbero dare una risposta. Ma in realtà di questo non
si discute, si lascia che le cose vadano avanti come vengono. Si discute
invece, ed anche animosamente solo di regole e di quote per le singole correnti
che da mesi hanno stabilito un patto per una nuova maggioranza.
Già
... le regole
Democrazia vuole che gli assetti organizzativi e rappresentativi di una organizzazione sindacale siano proporzionali al consenso che le singole posizioni hanno ottenuto nel confronto con gli iscritti. Così è stato negli ultimi due congressi grazie alla organizzazione di un confronto congressuale su documenti contrapposti.
In occasione di questo congresso si è discusso molto se andare con singole tesi alternative su poche ma importanti questioni o se andare presentando un documento complessivamente alternativo. Una discussione tutt'ora aperta che dovrebbe trovare una prima risposta in occasione dell'assemblea nazionale della "rete 28 aprile" il prossimo 15 luglio a Roma, e che ancora la base congressuale di Lavoro e Società aspetta di discutere, impedita in questo dai suoi apparati, ormai decisamente schierati verso l'ipotesi del documento unitario .. a prescindere.
Comunque è chiaro che, sia l'ipotesi delle singole tesi alternative (se collegate alla elezione dei delegati al congresso) che del documento complessivamente alternativo, hanno in comune l'obiettivo di misurare il consenso tra gi iscritti e da questo consenso far discendere i livelli di rappresentatività nell'organizzazione delle varie posizioni in campo.
Le componenti della Cgil che hanno realizzato il "Patto" per
"una nuova maggioranza" si oppongono ovviamente a questa eventualità.
In "commissione regole" è stata definitivamente respinta la
possibilità di presentare tesi alternative collegate alla elezione dei
delegati, e nei corridoi si continua ad irridere ed a sperare che nessuno
riesca a presentare un documento alternativo. I più interessati sono ovviamente
i dirigenti di Lavoro e Società (ormai votati al loro scioglimento nella
maggioranza) che vedrebbero nella presentazione di tesi o di un documento
alternativo un indebolimento delle loro tutele all'interno del Patto siglato
con Epifani.
Che di vero e proprio "patto" si tratti è stato reso esplicito in
occasione dell'ultima riunione della "Commissione regole", nella
quale la segreteria nazionale ha illustrato i contenuti del "patto
precongressuale" sostenuto da tutti i 12 segretari confederali nazionali
della Cgil che prevede, in caso di documento unitario, che la formazione dei
nuovi gruppi dirigenti venga realizzata sulla base delle percentuali del
precedente congresso e che ogni singola corrente sia titolata ad indicare i
nominativi che andranno a comporre queste quote concordate. Terminata questa
fase si andrà allo scioglimento di questo "diritto di proposta", da
parte dei capicordata e si fonderanno le basi definitive della nuova
maggioranza. Si andrà così allo scioglimento di Lavoro e società, che
sopravviverà da ora in poi solo come semplice e diretta emanazione della
cordata Pattiana.
Un'accordo di tutela non già delle diverse sensibilità, come si vuole far credere, ma delle singole cordate di potere a cui fanno riferimento le attuali burocrazie sindacali.
Non abbiamo il testo di questo "Patto" sottoscritto tra i 12
segretari confederali della Cgil, ma sappiamo che di questo è stata
recentemente informata la "commissione regole" per il congresso, che
Rinaldini (segretario nazionale della Fiom) si è dichiarato perplesso e
contrario a questo tipo di accordo e che Cremaschi (della segreteria Fiom)
lo ha esplicitamente denunciato sulla stampa (vedi articolo
di Cremaschi), fino al punto di decidere, assieme ad altri, di
uscire da Lavoro e Società con una lettera (vedi la
lettera) che denuncia la sua contrarietà alla compromissione di
Lavoro e Società in un accordo che di fatto porta allo scioglimento dell'area
programmatica.
Sarebbe bene a questo punto (e lo chiediamo ufficialmente), che in nome della
trasparenza e della democrazia la "commissione regole", e la stessa
segreteria Cgil rendessero pubblico il testo di questo accordo in modo da
permettere agli iscritti alla Cgil la possibilità di sapere quali accordi si stanno
facendo sopra le loro teste e di valutarne la legittimità, oltre che politica
anche legale.
Ma sarebbe bene anche, e sopratutto, che i dirigenti di Lavoro e Società che hanno condotto la trattativa per il "Patto" abbiano il coraggio di sottoporre a verifica della loro base congressuale un accordo, risultato di una trattativa che essi hanno portato avanti senza averne avuto alcun mandato e che certo non rappresenta l'insieme dell'area congressuale.
Ancora più motivi per pensare ad un documento alternativo al prossimo congresso
Come abbiamo sempre detto, non si può evitare di portare alla discussione
congressuale Cgil la necessità di una vera svolta nei confronti della linea
concertativa. A questo si aggiunge ora la necessità di sconfiggere il tentativo
di trasformare la Cgil in una organizzazione correntizia basata essenzialmente
su un Patto tra le diverse cordate attorno alle quale è organizzata la
burocrazia sindacale. L'interesse delle cordate che oggi controllano la
maggioranza degli apparati si propone di trasformare la Cgil in una struttura
essenzialmente burocratica, incapace di promuiovere una vera emancipazione e
partecipazione degli iscritti alla vita dellorganizzazione. Il Patto, siglato
anche da Lavoro e Società ci porta inevitabilmente ad un congresso per finta,
dove le forme dell'organizzazione e la divisione dei posti è già decisa a
tavolino prima ancora di cominciare.
Visto che la commissione regole ha definitivamente chiusa la possibilità di presentare singole tesi alternative al documento congressuale, a chi vuole un congresso vero, aperto al confronto tra le varie opzioni presenti non resta che la presentazione di un documento alternativo.
Una condizione, questa oggi più che mai necessaria, anche per bloccare l'efficacia del Patto correntizio che la burocrazia sindacale della Cgil ha confezionato a propria misura ed a propria tutela, e per riconsegnare agli iscritti la possibilità di dare la misura del consenso alle varie proposte in campo e fare così in modo che sia il consenso degli iscritti a definire anche i livelli di rappresentatività nell'organizzazione.
30 giugno 2005
delegate e delegati che si riconoscono nel movimento
per un coordinamento nazionale delle Rsu