da
Confederazione Cobas Pisa
Che cosa vogliono fare dell'indotto Mr. Colannino e le
Amministrazioni locali?
La Piaggio inaugurerà il 26 settembre la officina 10, una officina nuova in una
fabbrica con sempre meno operai con contratto a tempo indeterminato. Crescono,
a dismisura, i precari, tra pochi
giorni scadranno decine di contratti a tempo determinato (senza rinnovo); per i part time verticali non si parla più
di trasformazione del contratto in full time (trattasi di uomini e donne con
famiglie a carico e se non arriviamo alla fine del mese con uno stipendio
intero, immaginiamoci allora con il part time!)
La Piaggio non ha ufficializzato la chiusura della 3rm e della 3ra ma sta
lavorando per la loro dismissione rinunciando ad ammodernare veicoli a trazione
leggera che nei paesi in via di sviluppo hanno ancora mercato . Intanto anche
la sicurezza dei lavoratori è a rischio visto che la Piaggio ha chiuso l'
infermeria nei turni notturni e rinunciato a
climatizzare alcune aree dove in estate la temperatura arriva a quasi
50°.
Alcune aziende hanno già introdotto la cassa integrazione, la Pieracci a
Fornacette, la Poggetti a Bientina, la Leader Pump. ma la lista già nelle
prossime settimane è destinata ad allungarsi (alcuni stabilimenti hanno perfino
chiuso i battenti (la Dayco a Cascina con i lavoratori in mobilità). Ogni posto
di lavoro perso nell'indotto non viene riassorbito dalla Piaggio ma abbandonato
ad un futuro di contratti precari e a tempo determinato nel migliore dei casi
perché per molti di loro non ci sono prospettive specie per gli uomini e donne
in età più avanzata e non ricollocabili "sul mercato". Con i 350
cassaintegrati dell'indotto, il part time verticale (che nei fatti è una
semidisoccupazione) e i contratti a termine non rinnovati, sono ormai centinaia
di posti di lavoro persi negli ultimi mesi
Alcuni credono che la crisi sia dovuta alla Cina e al costo della manodopera ai
minimi termini, dimenticando che oggi la Cina è un mercato appetito dalle
principali multinazionali .Per molti anni le piccole aziende italiane hanno
lavorato sulla riduzione del costo del lavoro e sulla riduzione delle tasse ma
non sulla ricerca , sull'investimento di nuove linee \prodotti, negli anni
novanta decine di fabbriche sono state esternalizzate in Albania e in Romania
dove il costo del lavoro è quasi ai livelli del sud est asiatico. La ricerca è
ai minimi storici, ma attenzione non mancano fabbriche come la Pieracci che
hanno investito in alta tecnologia, tuttavia la Piaggio preferisce rivolgersi
al mercato egiziano.
Nella nostra Provincia non cresce l'occupazione, l'arrivo di Colannino alla
Piaggio ha confermato quello che i Cobas e pochi altri dissero in tempi non
sospetti, ossia che proprio l'indotto avrebbe avuto le ripercussioni negative E' ormai evidente che la strategia di
Colannino è quella di ridurre gli organici, chiudere alcune linee , abbandonare
gran parte dell'indotto al quale non pervengono commissioni
Cgil Cisl Uil hanno per anni pensato che maggiore flessibilità, seppure
controllata, un patto per lo sviluppo industriale e una politica sindacale meno
conflittuale avrebbero aiutato la ripresa della Piaggio, i fatti dimostrano il
contrario perché il potere di contrattazione e di acquisto dei lavoratori è
sempre più debole e nello stesso tempo gli Industriali non hanno investito i
loro profitti preferendo delocalizzare ricchezze o investendole nella
speculazione finanziaria.
Le amministrazioni locali, per esempio il Comune di Pontedera acquistando
capannoni dimessi, hanno agevolato in vario modo Piaggio e fabbriche : sarebbe
stato meglio che questi aiuti avessero avuto una sola merce di scambio: non
delocalizzazione, ma potenziamento degli organici.
Nella nostra Provincia crescono gli sportelli bancari ma cresce il numero delle
famiglie che non arrivano in fondo al mese, aumentano gli immobili di recente
costruzione ma sempre meno famiglie riescono a pagare un affitto. Cresce
l'interinale e il precariato, non solo nelle aziende private ma anche nei
settori pubblici. Cosa fa un co.co.co a 700 euro al mese? Sia esso laureato o
poco scolarizzato, la risposta è sempre la stessa:la fame.
Confederazione Cobas Pisa
(sede via san Lorenzo 38 Pisa tel 050
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