www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 26-09-05

da Confederazione Cobas Pisa

Che cosa vogliono fare dell'indotto Mr. Colannino e le Amministrazioni locali?


La Piaggio inaugurerà il 26 settembre la officina 10, una officina nuova in una fabbrica con sempre meno operai con contratto a tempo indeterminato. Crescono, a dismisura, i precari,  tra pochi giorni scadranno decine di contratti a tempo determinato (senza rinnovo);  per i part time verticali non si parla più di trasformazione del contratto in full time (trattasi di uomini e donne con famiglie a carico e se non arriviamo alla fine del mese con uno stipendio intero, immaginiamoci allora con il part time!)

La Piaggio non ha ufficializzato la chiusura della 3rm e della 3ra ma sta lavorando per la loro dismissione rinunciando ad ammodernare veicoli a trazione leggera che nei paesi in via di sviluppo hanno ancora mercato . Intanto anche la sicurezza dei lavoratori è a rischio visto che la Piaggio ha chiuso l' infermeria nei turni notturni e rinunciato a  climatizzare alcune aree dove in estate la temperatura arriva a quasi 50°.

Alcune aziende hanno già introdotto la cassa integrazione, la Pieracci a Fornacette, la Poggetti a Bientina, la Leader Pump. ma la lista già nelle prossime settimane è destinata ad allungarsi (alcuni stabilimenti hanno perfino chiuso i battenti (la Dayco a Cascina con i lavoratori in mobilità). Ogni posto di lavoro perso nell'indotto non viene riassorbito dalla Piaggio ma abbandonato ad un futuro di contratti precari e a tempo determinato nel migliore dei casi perché per molti di loro non ci sono prospettive specie per gli uomini e donne in età più avanzata e non ricollocabili "sul mercato". Con i 350 cassaintegrati dell'indotto, il part time verticale (che nei fatti è una semidisoccupazione) e i contratti a termine non rinnovati, sono ormai centinaia di posti di lavoro persi negli ultimi mesi

Alcuni credono che la crisi sia dovuta alla Cina e al costo della manodopera ai minimi termini, dimenticando che oggi la Cina è un mercato appetito dalle principali multinazionali .Per molti anni le piccole aziende italiane hanno lavorato sulla riduzione del costo del lavoro e sulla riduzione delle tasse ma non sulla ricerca , sull'investimento di nuove linee \prodotti, negli anni novanta decine di fabbriche sono state esternalizzate in Albania e in Romania dove il costo del lavoro è quasi ai livelli del sud est asiatico. La ricerca è ai minimi storici, ma attenzione non mancano fabbriche come la Pieracci che hanno investito in alta tecnologia, tuttavia la Piaggio preferisce rivolgersi al mercato egiziano.

Nella nostra Provincia non cresce l'occupazione, l'arrivo di Colannino alla Piaggio ha confermato quello che i Cobas e pochi altri dissero in tempi non sospetti, ossia che proprio l'indotto avrebbe avuto le ripercussioni negative  E' ormai evidente che la strategia di Colannino è quella di ridurre gli organici, chiudere alcune linee , abbandonare gran parte dell'indotto al quale non pervengono commissioni

Cgil Cisl Uil hanno per anni pensato che maggiore flessibilità, seppure controllata, un patto per lo sviluppo industriale e una politica sindacale meno conflittuale avrebbero aiutato la ripresa della Piaggio, i fatti dimostrano il contrario perché il potere di contrattazione e di acquisto dei lavoratori è sempre più debole e nello stesso tempo gli Industriali non hanno investito i loro profitti preferendo delocalizzare ricchezze o investendole nella speculazione finanziaria.

Le amministrazioni locali, per esempio il Comune di Pontedera acquistando capannoni dimessi, hanno agevolato in vario modo Piaggio e fabbriche : sarebbe stato meglio che questi aiuti avessero avuto una sola merce di scambio: non delocalizzazione, ma potenziamento degli organici.

Nella nostra Provincia crescono gli sportelli bancari ma cresce il numero delle famiglie che non arrivano in fondo al mese, aumentano gli immobili di recente costruzione ma sempre meno famiglie riescono a pagare un affitto. Cresce l'interinale e il precariato, non solo nelle aziende private ma anche nei settori pubblici. Cosa fa un co.co.co a 700 euro al mese? Sia esso laureato o poco scolarizzato, la risposta è sempre la stessa:la fame.

Confederazione Cobas Pisa
(sede via san Lorenzo 38 Pisa tel  050 8312172  e mail confcobaspisa@inwind.it)