Appello
da Catania
Solidarietà e
sostegno a Marco Benanti, giornalista-operaio catanese,
estromesso dal suo posto di lavoro a Sigonella.
Una discriminazione antidemocratica ed inaccettabile è stata operata contro
Marco Benanti, giovane giornalista catanese.
Persona libera, nel pensiero, negli atti e negli scritti. Scevro ad
asservimenti e a “baronie”. Fine denunziatore, con inchieste ed approfondimenti
di merito, dei tanti strutturali malaffari, mafie, intrallazzi, distorsioni
e connubi che caratterizzano storicamente l’area territoriale del
catanese.
Ex, di quotidiani locali, dell’Ansa e di altro. Disoccupato nel
“mestiere” ufficiale, in quanto segnalato per le sue “irruenze” di
pensiero, per sopravvivere si adatta a fare lo scaricatore ( manuale di nono
livello) di aerei a Sigonella.
Un’assunzione a contratto a termine ( sei mesi) effettuata nel giugno del 2003,
assieme ad altri operai, dal consorzio “Algese 2”, che opera, in regime
di appalto, nel settore dei servizi aeroportuali nella base di Sigonella.
Allo scadere del termine, a seguito di un apposito accordo sindacale, tutto il
gruppo degli operai, con l’esclusiva cacciata di Marco Benanti, viene
riassunto per altri nove mesi.
Da parte dell’azienda non viene mai formalmente esposta una “motivazione” di
fatto.
A seguito del ricorso avviato, il Tribunale Sezione Lavoro di Siracusa, in sede
di collegio ex art.700, data la palese discriminazione operata, nell’agosto del
2004 ordina l’immediata riassunzione con reintegro nel posto di lavoro, riattivando
il rapporto di lavoro con le stesse modalità già attuate per gli altri
lavoratori.
L’azienda, per quanto Benanti abbia espresso precisa volontà a riprendere
l’attività lavorativa,rigetta di fatto l’ordine del reintegro e comunica
l’intendimento di retribuire “ a casa” il periodo interessato dei nove mesi (
fino al 30 maggio 2005).
Inoltre, il dispositivo del Tribunale notificato all’azienda dall’ufficiale
giudiziario presso la sede aziendale a Sigonella, viene formalmente respinto,
impedendo a Benanti di presentarsi, come disposto dal Tribunale, al suo posto
di lavoro.
Successivamente,dall’ulteriore ricorso avviato, scaturito in particolare dalla
presa d’atto che, tutto il gruppo di operai interessato alla scadenza del
secondo contratto a termine era stato assunto a carattere
indeterminato,nell’udienza del 24 maggio 2005 presso il Tribunale di Siracusa,
da parte dei rappresentanti dell’azienda viene formalmente dichiarato che”
non può essere accolta la proposta ( la riassunzione) in quanto il
ricorrente non è gradito all’appaltante governo americano o meglio ci ha messo
in difficoltà con i suoi articoli contro le basi americane in Italia ed in
particolare la base di Sigonella”.
Gli atti “incriminati”, articoli pubblicati in un sito on-line di Catania, sono
stati ufficialmente presentati dall’azienda nel corso dell’udienza.Il giudice
ha acquisito i “documenti” al fascicolo della causa.
Tra gli atti, come ulteriore colpa di “reato”, vengono allegati decine di
fotografie (pubblicate nel sito) che si riferiscono alla grande
manifestazione contro la guerra tenutasi a Sigonella il 23 marzo 2003
partecipata da decine di migliaia di persone e da moltissimi rappresentanti
istituzionali.
Richiediamo il rispetto delle violate leggi italiane, il ripristino della
legalità democratica e l’immediata riassunzione di Marco Benanti.
Lo impone l’art. 21 della Costituzione: “ Tutti hanno diritto
di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni
altro mezzo di diffusione”, e l’art. 1 ( della Libertà e dignità
del lavoratore) della Legge n.300 Statuto dei Lavoratori:
“ I lavoratori, senza distinzione di opinione politiche, sindacale e di fede
religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare
liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e
delle norme della presente legge”
Per adesioni
dostimolo@tiscali.it
tittaprato@hotmail.com
gaetano_ven@hotmail.com
graziellaproto@interfree.it
Da Coordinamento RSU