La Confederazione Europa dei Sindacati (CES) e la Bolkestein
Bolkestein, quasi Frenkestein, tra il comico e l’horror. Eppure questo
commissario europeo aveva inventato due anni fa, la più geniale, diabolica e
terribile delle novità, bloccare la libera circolazione delle persone e dei
lavoratori, alla quale lo ribadiamo siamo favorevoli, ma permetterla, da una
nazione ad un'altra, solo su richiesta del padronato e “mantenendo” i livelli
giuridici del paese di origine, ovvero vieni dall’Estonia?
Dopo la fine del comunismo la settimana lavorativa è passata da 35 a 50 ore
senza permessi e con solo dieci giorni di ferie, quindi lavori 50 ore pure in
Francia e non vai in ferie se non una settimana ad agosto. Ora, dopo le
proteste, il parlamento europea l’ha corretta, ma non in meglio come dice la
Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e i "sindacati" che vi
aderiscono, ma in … peggio! È stato eliminato infatti il vincolo del paese di
origine ma è stato introdotto un elemento molto negativo: la contrattazione individuale
nel quadro delle norme nazionali, ovvero ogni singolo lavoratore è
"libero" di contrattare/subire un accordo individuale peggiorativo
del contratto nazionale. Furbi non è vero?!
Per lavoratori e studenti è tempo di una duplice battaglia nella scuola e nel
mondo del lavoro. Perché tutto nasce dalla crisi dell’Occidente che deve
contenere il suo declino con conseguente peggioramento delle condizioni di
vita, ai cui i più abbienti ovviamente non vogliono partecipare. Nasce così la
Bolkestein che è figlia dell’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS -
GATS), secondo cui la scuola è ridotta a servizio mercificabile e non è più
un’istituzione chiamata a promuovere cultura e a risponde ad un bisogno
dell’uomo, sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti.
Dobbiamo lottare per una scuola pubblica emancipata da qualunque forma di
interesse e pressione, padronale o confessionale, consapevoli che sempre più,
quando si confonde pubblico con statale, ci si trova nella deprecabile
situazione in cui gli stati europei sono al servizio dei tagli voluti dalla
globalizzazione. La Bolkestein ha quindi a che fare con la scuola, con il
lavoro, con i concetti di pubblico e di statale. È bene che tutti ne siano
informati. È bene iniziare a capire che “servizio statale” è un termine che ha
cambiato significato, diventa un qualcosa da pagare e mettere sul mercato.
Contro la direttiva Bolkestein, ma attenti alle parole.
Davide Rossi
Responsabile relazioni internazionli della CIB-Unicobas
Ambasciatore in Italia del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti
SISA Svizzera