da www.rassegna.it, 12 luglio 2006)
Infortuni sul lavoro
Nel 2006 aumentano. Damiano: pacchetto sicurezza nel decreto Bersani
Se anche l'Inail lancia l'allarme sugli infortuni sul
lavoro, vuol dire che la situazione è seria. L'istituto, infatti, pur evidenziando
un ottimistico calo nel 2005, scorge segnali preoccupanti nei primi mesi del
2006, con un aumento fra il 3 e il 4% degli infortuni tra gennaio e marzo. Ma
non c'è bisogno di queste percentuali, peraltro desunte solo dagli infortuni
denunciati, per rendersi conto dell'allarme su morti e incidentati sul lavoro.
Nella sola provincia di Bergamo, ad esempio, lo scorso mese sono morte cinque
persone. E per domani i sindacati hanno proclamato uno sciopero di due ore per
i 100.000 dipendenti del comparto dell'industria, per chiedere di alzare i
livelli di sicurezza ed evitare altri incidenti. La protesta, spiega Martino
Signori della segreteria generale della Cgil di Bergamo, "vuole richiamare
l'attenzione di tutti su un problema che chiede interventi seri di repressione,
laddove sono presenti sacche di illegalità, e formazione, soprattutto a
beneficio dei lavoratori più deboli, come quelli precari".
I sindacati chiedono non solo alle imprese, ma anche al
governo, di fare qualcosa. E proprio oggi al riguardo si deve
registrare l'iniziativa del ministro del lavoro Cesare Damiano, che ha
annunciato l'intenzione di varare un pacchetto di norme sulla sicurezza con un
emendamento al decreto sulle liberalizzazioni. Per quanto riguarda la normativa
sugli appalti nei lavori pubblici, Damiano ha incontrato il suo omologo alle
Infrastrutture, Antonio Di Pietro, concordando che ne sarà varata la revisione
entro la fine dell'anno. "Oggi abbiamo gettato le basi per una
collaborazione che si muove verso la revisione della normativa degli appalti,
affrontando il problema del general contractor e delle gare al massimo ribasso
- ha spiegato Damiano -. Inoltre siamo d'accordo per l'immediata definizione degli
emendamenti al decreto Bersani su sicurezza e lavoro nero". I due ministri
hanno individuato come punti principali alcune misure urgenti: la sospensione
dei lavori nell'ambito dei cantieri edili qualora si riscontri una presenza
superiore del 20% di personale in nero, con la possibilità di riprendere i
lavori solo con la regolarizzazione della manodopera; la comunicazione
preventiva dell'assunzione del lavoratore almeno un giorno prima dell'inizio
della presentazione della stessa; il tesserino di riconoscimento da utilizzare
nell'ambito dei cantieri da parte dei lavoratori; l'estensione del Durc, il
documento unico di regolarità contributiva, rilasciato esclusivamente dalle
Casse Edili. Previste anche sanzioni pecuniarie per chi viola le norme relative
alla sicurezza del lavoro negli appalti pubblici (dalla sospensione alla
decadenza della possibilità di partecipare alle gare).
I dati Inail
Secondo le prime proiezioni dell'Inail, fra gennaio e marzo di quest'anno gli
incidenti sono aumentati fra il 3 e il 4% rispetto allo stesso periodo del
2005, e in controtendenza rispetto agli anni precedenti. Presentando il
rapporto annuale 2005, l'istituto ha spiegato che la crescita sarebbe
determinata esclusivamente da una ripresa accentuata del fenomeno nell'industria
e nei servizi. L'andamento ''e' riconducibile, probabilmente, ai segnali di
ripresa produttiva in atto nel paese".
Per quanto riguarda le statistiche dell'anno passato, invece, l'Inail non
abbandona il suo tradizionale e progressivo ottimismo. Nel senso che, alla voce
infortuni e morti bianche, per l'istituto ogni annata è migliore di quella
precedente. L'Inail rileva ad esempio che nel 2005 ''per la prima volta nella
storia'' il numero degli incidenti mortali sul lavoro in Italia è rimasto sotto
la soglia di 1.300 casi. In particolare, al 30 aprile 2006, i casi mortali
denunciati sono stati 1.206: 1.065 nell'industria e servizi, 127
nell'agricoltura e 12 tra i dipendenti dello Stato. Nel corso dell'anno -
informa sempre l'istituto - gli infortuni sul lavoro denunciati sono stati
939.566 con un calo del 2,8% rispetto all'anno precedente: 844.852 si sono
verificati nell'industria e nei servizi, 66.286 nell'agricoltura e 28.428 tra i
dipendenti dello Stato. In termini assoluti si sono registrati 27 mila casi in
meno rispetto al 2004. Il Rapporto evidenzia che sarebbero diminuiti gli
incidenti tra gli uomini e i giovani, mentre sono aumentati quelli femminili.
Gli infortuni sono diminuiti in misura maggiore nell'agricoltura e nel
manifatturiero. Incidenti in calo del 5% anche tra i lavoratori dell'edilizia.
Nel quinquennio 2001-2005, secondo l'Inail, gli incidenti sono calati
dell'8,2%.
Ma per la Cgil quelli dell'Inail "sono dati insoddisfacenti e tali da
rendere necessaria una rapida convocazione dai ministri interessati per
discutere le contromisure più urgenti". E’ questa la posizione espressa
dalla segretaria confederale Paola Agnello Modica. "A fronte di questi
dati -dichiara la sindacalista - francamente non ci si può ritenere soddisfatti
della minima riduzione degli incidenti, che tra l’altro andrebbero integrati
con i 200.000 infortuni stimati legati al lavoro nero e con le morti da
malattie professionali, così come con quelli non denunciati a causa della
ricattabilità delle lavoratrici e dei lavoratori". "Né ci
tranquillizza - aggiunge Modica - che l’INAIL abbia già inoltrato al Governo
una bozza di revisione del T.U. sull’assicurazione contro gli infortuni.
Ricordi il Presidente Mungari che, se si tratta della versione precedente su cui
solo il CIV aveva sentito le parti sociali, il sindacato unitariamente non
l’aveva condivisa. “L’impegno di rendere efficace la prevenzione – aggiunge la
sindacalista - dovrebbe essere l’obiettivo prioritario del Paese innanzi tutto
perché gli incidenti e le malattie sono causa di enormi sofferenze, ma anche
perché costano al Paese il 3% del PIL, una cifra pressoché pari alla manovra
finanziaria prevista per aggiustare il dissestato bilancio dello Stato”.
(www.rassegna.it, 12 luglio 2006)