www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 26-02-07
da: rete28aprile.it
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Roma, 26 febbraio 2007
Se le anticipazioni da parte dei giornali sono veritiere le posizioni del Governo sulle pensioni sono inaccettabili e richiedono immediata mobilitazione dei lavoratori e dei pensionati.
L’innalzamento dell’età pensionabile, subito a 58 anni e poi a livelli ancora superiori, colpisce le condizioni di lavoro e la possibilità di occupazione stabile per i giovani. Né ha senso riproporre l’attenuazione per i lavori usuranti, questione sulla quale tutti i governi sono da sempre inadempienti e che non ha mai risolto nulla. Il taglio dei coefficienti dei calcoli sulle pensioni, poi, colpisce proprio quei giovani che si dichiara di voler tutelare, portando per molti di loro la pensione futura, dopo 35 anni di lavoro, al 45% della retribuzione.
Queste misure sono socialmente inique, oltre che sbagliate, e Cgil, Cisl e Uil devono rispondere ad esse non ripetendo l’errore di acquiescenza fatto con la Finanziaria, errore che ha portato anche alle contestazioni nelle assemblee di Mirafiori. Occorre dire no a queste posizioni del Governo e sostenere questo no con la lotta, promuovendo lo sciopero generale.