www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 03-06-07

Da:www.coordinamentorsu.it/doc/altri2007/2007_0601_accellerazione.htm
 
Tavoli concertativi: Dopo l'accordo sul pubblico impiego il Governo accelera
 
Coordinamento RSU
 
02-06-07       
 
Ieri, dopo tre ore di vertice (tra governo, rappresentanti dei partiti e della maggioranza) convocato per discutere sopratutto della recente batosta elettorale alle amministrative, la maggioranza di Governo ha concluso che è necessario rilanciare un raccordo più stringente tra azione di Governo e cittadini al fine di ricostruire un forte consenso. Tra le prime cose da fare c'è da mettere mano ad alcune non più rinviabili riforme.
 
Guarda caso, nell'elenco delle cose da fare subito ed alla svelta, al primo posto ci sono le pensioni, il mercato del lavoro e la revisione del modello contrattuale.
 
- Per il Ministro del Lavoro, sulle pensioni bisogna fare in fretta, e dunque chiudere un accordo coi sindacati prima del varo del Dpef a luglio. In una intervista al "Giornale" il ministro Damiano ribadisce però i punti dell'accordo: Innalzamento comunque dell'età pensionabile (scalini invece di scalone), e revisione dei coefficienti (che lui tira in ballo genericamente richiamando l'impegno ad applicare la legge Dini). Nulla di nuovo quindi, nessun ripensamento, tutto a conferma di quanto già il Governo ha chiesto ai sindacati nell'ultimo incontro. Tutto questo mentre i nostri vertici sindacali ancora affermano (tramite le solite interviste ai giornali) la loro delusione per il fatto che il Governo non abbia ancora formalizzato una sua proposta.
 
- Sulla legge 30 il Ministro Damiano già afferma da tempo che la legge 30 non va abolita ma semmai aggiustata. Il suo obiettivo (per altro condiviso dai sindacati che si accontentano) è quello di togliere dalla legge alcune tipologie di lavoro (lavoro a chiamata, staff leasing) per altro già ora scarsamente utilizzate dalle imprese. Il risultato è però che la legge 30 mantiene intatta la sua struttura che si basa, appunto, sull'idea che è il mercato a definire le condizioni di utilizzo della forza lavoro e non già una politica sociale di tutele e di rispetto per le aspettative degli individui.
 
- Sulla Triennalizzazione della contrattazione e sulla defiscalizzazione-decontribuzione del salario variabile (contrattazione decentrata) ormai tutti concordano di poter arrivare ad un accordo abbastanza facilmente (salvo qualche resistenza all'interno della Cgil).
 
In sintesi:
 
- Il Governo pensa di recuperare la sua immagine (uscita un po ammaccata dalle recenti elezioni amministrative) facendo vedere che ha coraggio da vendere per andare fino in fondo su alcune questioni spinose (pensioni ecc.), ed ha quindi fretta di arrivare velocemente a chiudere la partita.
 
- Le difficoltà sindacali di questi mesi per andare velocemente in questa direzione si sono alla fine risolte, in parte grazie alle forzature di Cisl e Uil che di fatto tengono la Cgil sotto il ricatto di accordi separati (vedi pubblico impiego), ed in parte per la conversione sindacale a dedicarsi con più anima e corpo a favorire una via di uscita al Governo che insegue con ancora più brama di prima un'asse con Confindustria ed associazioni padronali.
 
E i lavoratori ??
 
I lavoratori sanno bene almeno due cose: Di cosa hanno bisogno e cosa vuole fare il Governo. Quello che non sanno è quale sia la posizione sindacale che ormai parla solo con le interviste sui giornali (per di più in sindacalese e politichese). Del sindacato sanno solo che anche lui chiede che si arrivi velocemente un accordo. Un pò poco per sentirsi rappresentati.
 
Il fatto è che le trattative in oggetto sono iniziate (anche se qualcuno continua a far finta che ancora non ci siano proposte sul tavolo), e che i sindacati stanno trattando senza di fatto aver ottenuto alcun mandato da parte dei lavoratori.
 
Giustamente già diverse Rsu stanno chiedendo un referendum di validazione dei futuri e probabili accordi su pensioni, mercato del lavoro e contrattazione (e conquistare questo diritto non sarà facile comunque anche se andrà rivendicato) ma le cose oggi sono così fortemente compromesse che diventa necessario chiedere anche l'immediata sospensione delle trattative aperte almeno fino a quando ai lavoratori non sarà stata data la possibilità di discutere e decidere su quali basi e per quali obiettivi i sindacati dovranno tornare a sedersi a quei tavoli).
 
Per questo diventa urgente far sentire la voce della base sindacale, anche attraverso l'adesione ed il sostegno all'appello già lanciato nei giorni scorsi.