www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 21-06-07

da www.miaeconomia.it
 
Tfr, i fondi non rendono
 
Intervista al prof. Beppe Scienza (università di Torino)
 
Tutti d’accordo, mettere il Tfr nei fondi di previdenza integrativa rende di più. E invece no. Nel coro quasi unanime a favore dei fondi pensione che incita i lavoratori a dare retta all’ultima riforma e a spostare la loro liquidazione tra le braccia di assicurazioni, risparmio gestito e via dicendo, qualcuno punta i piedi, prende la calcolatrice e rivela che non è detto che sia una scelta conveniente. “Del resto c’è si può spostare il Tfr ai fondi anche dopo, ci si può riflettere. Il contrario, invece, non è previsto dalla legge: chi mette il Tfr nei fondi non può più tornare indietro”, dice Beppe Scienza, matematico dell’università di Torino ma anche grande appassionato di investimenti, al punto da essere diventato la bestia nera degli operatori del settore, a cui fa spesso le pulci. In queste settimane è uscito anche un suo libro “La pensione tradita” edito da Fazi editore, in cui spiega “perché conviene tenersi il Tfr e non aderire ai fondi pensione”, come recita il sottotitolo.
 
Professore, ormai mancano pochi giorni alla scadenza della riforma e pochi hanno aderito…
 
Meglio così, come dicevo, la legge permette di aderire con il Tfr anche più in là. Ma una volta che entri non puoi più tornare indietro. Allora, quanto meno è utile avere pazienza e capire bene e poi fare una scelta. Meglio quindi firmare per non passare il Tfr ai fondi.
 
Ma la sua critica si spinge molto più in là
 
Certo, credo che il meccanismo del Tfr sia eccezionale, ti protegge dall’inflazione, metti da parte dei soldi che poi potrai usare come meglio credi. Se la tua azienda fallisce l’Inps ha un fondo di garanzia e te lo versa. Anche per chi lavora in un’azienda con più di 50 dipendenti non cambia nulla rispetto a prima. E non bisogna dare retta a chi dice che l’Inps potrebbe fallire, è una sciocchezza.
 
Allora perché lasciare il Tfr al suo posto?
 
In questi mesi i fondi vantano buone prestazioni, certo, fanno i conti con una borsa che da 4 anni vola, facile far bella figura. Nel 2003 Piazza Affari ha infilato un +19%, poi l’anno dopo il +25%, poi ancora il 21% e il 22% ogni anno.
 
E allora? Mi scusi, un motivo in più.
 
No, perché se le cose prendono un’altra piega non si sa bene come andrà a finire. Ad esempio, dal ’62 al 1982 la Borsa ha perso, in rapporto all’inflazione, l’82%.
 
Però versare i soldi del Tfr ai fondi significa una tassazione alleggerita...
 
Che per un lavoratore dal reddito medio basso è così esigua da essere appena lo 0,5% di sgravi annuali. Pochissimi soldi che vengono poi mangiati dai costi di gestione e amministrazione.
 
C’è anche il fronte inflazione…
 
E’ un altro argomento delicato, nel senso che il Tfr tradizionale deve proteggerti dalla svalutazione inflativa per tutta la tua vita lavorativa, i fondi non sono per niente tenuti a farlo. Non solo, i fondi non possono fallire ma possono anche perdere il 90% senza colpo ferire. Cose che sono già accadute.
 
Mentre il Tfr in azienda...
 
…è inattaccabile, sei sicuro al 100% di averlo un giorno tutto in tasca. Perché anche alla fine della tua vita lavorativa, il Tfr nei fondi non può essere prelevato per intero ma solo il 50%. Il resto ti rimane come rendita vitalizia.
 
C’è anche una sua valutazione di opportunità?
 
Certo, qui tutti fanno i conti con una Borsa tonica. Anche a tenere il quadro ottimistico consiglio di stare alla larga, almeno per ora, dall’aderire con il Tfr ai fondi. Se poi vogliamo essere realistici, credo che il futuro del mercato azionario sia incerto senza contare che ci si affida alle solite bande del risparmio gestito, ovvero le banche, che da tempo stanno subendo pesanti critiche dai risparmiatori.
 
C’è chi dice che pensioni e borsa non vanno d’accordo…
 
Guardi che anche io mi rendo conto che per le pensioni ci sono grossi problemi per il futuro, di tipo demografico e di conti economici. Ma la pensione deve essere sicurezza non l’incertezza dei mercati azionari.
 
Eppure il coro è unanime, da sindacati, governo e imprenditori…
 
Già, del resto i sindacati ora siedono nei consigli di controllo dei fondi di categoria, assieme alle imprese, cosa che credo sia pazzesca, visto che si tratta dei soldi dei lavoratori. E’ vero, le imprese versano un contributo, ma è esiguo e non giustifica una presenza del genere.
 
Allora?
 
Quanto meno è meglio aspettare, lasciare il Tfr dove si trova firmando il modulo. Perché per avvantaggiare i fondi si è arrivati perfino a dire che chi non parla allora aderisce in modo tacito. Per entrare con il Tfr nella previdenza integrativa c’è sempre tempo.