www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 12-09-07 - n. 193

da FIOM
http://www.fiom.cgil.it/cc/cc_110907_rinaldini.pdf
 
Documento presentato da Gianni Rinaldini
 
Il Comitato Centrale non approva l’intesa del 23 luglio 2007 su Previdenza, lavoro e competitività pur esprimendo un apprezzamento positivo sulle seguenti questioni:
 
- Incremento delle pensioni basse con il riconoscimento del percorso lavorativo individuale. Il reddito individuale come parametro di accesso permette di riconoscere l’aumento a tante donne pensionate fino ad ora escluse.
 
- Miglioramento del sistema di rivalutazione delle pensioni dal 90% al 100% della variazione dei prezzi dell’indice Istat, per le fasce compreso tra 3 volte e fino a 5 volte, il minimo attuale (da 1.308,48 a 2.180,70)
 
- Norme sulla totalizzazione dei contributi previdenziali, il riscatto della laurea, e primi interventi nel sistema degli ammortizzatori, come l’indennità di disoccupazione.
 
Questi interventi sono finanziati con una parte dell’extra-gettito suddiviso 1/3 per interventi sociali e 2/3 per la riduzione del debito pubblico.
 
Viceversa sui capitoli dell’intesa relativi al superamento dello scalone del governo Berlusconi, sul mercato del lavoro e competitività esprimiamo le seguenti valutazioni:
 
Il superamento dello scalone avviene con la condivisione del vincolo finanziario posto dal Governo dell’autofinanziamento di 10 miliardi di euro nell’arco di 10 anni, escludendo in questo modo, gli aumenti contributivi sui lavoratori dipendenti decisi nell’ultima finanziaria, che vengono impropriamente utilizzati per ridurre il debito pubblico. Ci riferiamo ad esempio all’aumento degli oneri previdenziali dello 0,30 equivalente a circa 1 miliardo di euro annuo, cioè 10 miliardi di euro nell’arco di 10 anni.
 
Questa scelta sbagliata attraversa tutti i diversi aspetti della nuova normativa, dall’incomprensibile meccanismo delle quote associate alla crescita dell’età minima, che ha la sola funzione di sommare l’aumento dell’età anagrafica con l’elevamento dell’età contributiva da 35 a 36 anni, fino a prevedere una “clausola di salvaguardia” di un eventuale ulteriore aumento contributivo dello 0,09% dal 2011 come elemento di garanzia sui conti generali.
 
Gli stessi aspetti potenzialmente positivi sono negativamente segnati da questa scelta.
 
a) Il ripristino delle 4 finestre con 40 anni di contributi, quantificato in un costo di 4 miliardi di euro, viene totalmente finanziato attraverso l’introduzione delle finestre sulle pensioni di vecchiaia, per garantire una operazione a costo zero.
 
b) I lavori usuranti particolarmente faticosi e pesanti sono definiti sulla base di criteri che hanno un vincolo finanziario di un massimo di 5.000 lavoratori all’anno.
 
c) Per quanto riguarda la revisione dei coefficienti di trasformazione del sistema contributivo, viene demandato al lavoro di una Commissione la definizione di nuovi e diversi criteri che potrebbero assumere come riferimento il 60% dell’ultima retribuzione. In assenza di nuovi
 
criteri a partire dal 2010 si applicano gli attuali coefficienti con la riduzione del 6–8%. Si tratta di fatto di un rinvio condizionato che richiede da parte del movimento sindacale la costruzione di una proposta precisa che garantisca una copertura pubblica del 60% con 35 anni di contributi.
 
Su mercato del lavoro e competitività l’intesa prevede scelte sbagliate, giocate esplicitamente contro la Cgil come scelta politica, tanto più evidente, perchè riguarda misure che non hanno particolari costi finanziari.
 
a) Per i contratti a termine e sullo staff leasing siamo alla conferma della legge del governo precedente sempre osteggiata dalla Cgil. Ciò che viene confermato e per certi aspetti peggiorato non è soltanto la possibilità di proroga oltre i 36 mesi , ma l’assenza di causali specifiche per attivare rapporti di lavoro a tempo determinato. In questo modo il Lavoro Interinale ed il Contratto a Termine mantengono la stessa causale “esigenze tecnico,
 
produttive, organizzative o sostitutive” che sono cumulabili nel tempo
 
b) Sulla contrattazione l’eliminazione della sovracontribuzione per il lavoro straordinario costituisce un preoccupante incentivo all’aumento dell’orario di lavoro, mentre la detassazione del salario aziendale totalmente variabile indebolisce la contrattazione collettiva e, in particolare, il contratto nazionale.
 
Il Comitato Centrale della Fiom valuta positivamente la decisione di Cgil, Cisl, Uil di promuovere la consultazione certificata delle lavoratrici, dei lavoratori e dei pensionati ed applicherà rigorosamente le modalità che saranno definite dagli esecutivi Cgil, Cisl, Uil convocati per il 12 settembre.
 
Il Comitato Centrale della Fiom impegna tutte le strutture ad operare per favorire la più ampia informazione e partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici alla consultazione democratica.