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- proletari resistenti - lavoro - 02-10-07 - n. 196
da: http://news.cgil.it/LavoroSocieta/NewsViewer.aspx?NewsID=86
Firenze, c’è chi dice NO
Pericle Frosetti
Sabato 29 settembre, diecimila tra lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate, precari e precarie, studenti e studentesse si sono ritrovati in piazza a Firenze dietro lo striscione “C’è chi dice NO!” per partecipare al corteo autoconvocato da oltre cento delegate e delegati delle RSU e delle RSA della Toscana. La stampa regionale ha dato ampio risalto alla manifestazione: Repubblica ha pubblicato la foto del corteo in prima pagina di cronaca e gli ha dedicato una pagina intera, ampio spazio anche sugli altri giornali, al TG regionale e su tutte le emittenti locali. Liberazione, Manifesto e Unità ne hanno parlato in cronaca nazionale, con un buon rilievo.
Il corteo è sfilato per oltre un ora su un percorso (chi conosce Firenze, sa quanto il suo centro storico sia grande “quanto una vezzola di cipolla”) di poco più di un chilometro e mezzo, riempiendo di gente, di colori (il rosso delle bandiere della CGIL Toscana, soprattutto) e di striscioni il salotto buono della città. Le compagne di LavoroSocietà erano presenti in modo vivo con striscioni (uno per il coordinamento regionale) ed uno per ognuna delle province della Toscana, una presenza che ha contribuito anche all’ordinato svolgimento del corteo. Presente, come annunciato, il coordinatore nazionale di LavoroSocietà, Nicola Nicolosi, la cui presenza è stata salutata con un applauso durante il comizio conclusivo. Presenti anche altri compagni del Coordinamento nazionale, tra i quali Augustin Breda della FIOM. Alla manifestazione era presente anche Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale della FIOM. Alla iniziativa avevano aderito ed erano presenti in piazza con bandiere e striscioni il Partito della Rifondazione comunista con, tra gli altri, il Segretario regionale, Pecorini, la capogruppo in Regione, Sgherri con altri consiglieri, il Presidente della Commissione Lavoro della provincia di Firenze Calò, il segretario fiorentino De Santis, il Partito dei Comunisti italiani, con il coordinatore nazionale Marco Rizzo, il segretario regionale Frosini, il Presidente della Commissione Lavoro del Consiglio regionale Bruno ed altre formazioni della sinistra.
Un corteo, come ha osservato tutta la stampa, “ordinato e composto”, concluso dagli interventi di delegate e delegati e giovani precari e studenti. A differenza dei tentativi della vigilia (ricordiamo un velenoso articolo su l’Unità del 28 settembre, ndr) di presentare la manifestazione come “una calata degli unni”, antisindacale, il corteo si è caratterizzato proprio per il carattere sindacale, per l’assenza di qualsiasi polemica verbale, negli slogans o negli striscioni, o nei cartelli, nei confronti del sindacato e del Governo ed ha affidato alle delegate e ai delegati che hanno preso la parola sul palco, operai metalmeccanici, dipendenti pubblici, del commercio e dell’agricoltura, precari, la spiegazione delle ragioni della manifestazione.
La manifestazione è stata una rappresentazione viva del dissenso che esiste nelle aziende della regione rispetto all’accordo siglato il 23 luglio 2007. Ha dato voce, più di un’assemblea o di mille comunicati o comitati, ad un punto di vista critico sull’accordo, punto di vista che, sulla base delle decisioni di CGIL CISL e UIL, non può essere illustrato da nessun oratore ufficiale e che è costretto a “rincorrere” le informazioni, tutte finalizzate al sì, diffuse dalle OO. SS.
Il successo dell’iniziativa spiega forse il livore con il quale qualche dirigente sindacale, anche a manifestazione conclusa, ha cercato di continuare a travisarne il senso e gli obiettivi, fino a negarne il successo, certificato perfino da un articolo in cronaca nazionale della stessa Unità del 30 settembre.