www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 17-12-07 - n. 207

da Rete 28 Aprile - www.rete28aprile.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1445&mode=thread&order=0&thold=0
 
Dopo il pianto non lasciamo sbollire la rabbia
 
Dopo che sono stati sepolti i lavoratori uccisi alla ThyssenKrupp, dobbiamo continuare a gridare che la precarietà, la flessibilità, la competitività, l’aumento degli orari di lavoro, lo sfruttamento UCCIDONO.
 
In questi giorni tutti hanno pianto i morti di Torino, quanta solidarietà, ma anche quanta ipocrisia! Sappiamo tutti che questi e tutti gli altri lavoratori e lavoratrici uccisi sul lavoro non hanno perso la vita per causa del destino, ma per precise responsabilità delle imprese e per la noncuranza e l’inefficienza dei poteri pubblici.
 
La difesa della salute passa attraverso salari giusti, lavoro sicuro e non precario, orari umani e tempi di lavoro accettabili. Tutto questo oggi non c’è perché in tutti i luoghi di lavoro un’organizzazione della produzione tesa al massimo profitto nel più breve tempo possibile, consuma e distrugge la salute e la vita delle persone. Per dire basta bisogna cambiare davvero il modo di lavorare, deve finire il ricatto: “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”, cioè le imprese devono essere costrette a rinunciare al supersfruttamento del lavoro. Per ottenere questo devono intervenire i poteri pubblici, con la prevenzione e la repressione, senza connivenze e senza indugio e punendo con il carcere chi è responsabile di omicidi sul lavoro.
 
Dopo il pubblico cordoglio non vogliamo più parole ma fatti e i fatti sono che le imprese, i poteri pubblici, il governo devono considerare la persona che lavora prima di tutto, prima della produzione, prima del profitto, prima del mercato. Non si deve più scambiare il diritto alla salute e alla sicurezza con il diritto al posto di lavoro.
 
Nei luoghi di lavoro bisogna lottare per la salute e la vita: se c’è un rischio denunciamolo, fermiamoci, non lavoriamo e non facciamo lavorare.
 
Nel sindacato ci deve essere la massima intransigenza nella difesa della salute dei lavoratori, senza subire ricatti, pressioni, minacce da parte delle imprese.
 
Chiediamo a Cgil, Cisl, Uil lo sciopero generale per la salute e la sicurezza nel lavoro.
 
Fermiamo il paese per fermare la strage
 
Rete 28 Aprile nella CGIL per l'indipendenza e la democrazia sindacale