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- proletari resistenti - lavoro - 20-12-07 - n. 208
Il padronato è unito, gli operai non ancora
17/12/2007
Riccardo Mattei, giovane membro del Partito Comunista e militante del Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) ha rappresentato la Svizzera all'assemblea europea della Federazione Sindacale Mondiale (FSM-WFTU) tenutasi a Barcellona il 24 novembre scorso con un discorso che ha riscontrato l'approvazione dei delegati sindacali presenti. Pubblichiamo degli estratti del suo intervento.
La Svizzera non è membro dell’UE. Tuttavia per una serie di accordi bilaterali ne recepisce per intero le normative. Normative che, anno per anno, peggiorano le condizioni di vita dei lavoratori e di studio degli studenti.
Il quadro sindacale europeo è egemonizzato dalla CES, la Confederazione Europea dei Sindacati, nella quale si ritrovano tutte le maggiori organizzazioni. Il suo orientamento è sempre quello di condividere le politiche della Commissione europea, ovvero riduzione dei diritti, riduzione delle tutele, riduzione dei salari. Crediamo che la Federazione Sindacale Mondiale, in Europa, debba essere la promotrice di una confederazione alternativa alla CES, nella quale si riconoscano le organizzazioni che non aderiscono alla CES ma anche quelle correnti sindacali critiche, anti-imperialiste, favorevoli alla lotta di classe e anti-capitaliste, interne ai sindacati nazionali che sono ancora parte della CES. Dobbiamo aprirci alle associazioni, ai movimenti, ai collettivi di lotta, dobbiamo aiutarli materialmente ma anche politicamente. È tempo di rispondere in modo coordinato ed efficace, perché solo attraverso una risposta unitaria di tutti quei lavoratori e di quegli studenti che vogliono invertire l’attuale distruzione dei diritti sociali possiamo ottenere dei risultati.
Il quadro economico è preoccupante: la crescita del costo dei combustibili, la perdita di 10 miliardi di dollari per le maggiori banche occidentali, i problemi generati al sistemi dei risparmi collegato ai mutui americani. Il salario dei lavoratori europei è condannato a confrontarsi con i salari dei paesi emergenti, notevolmente più bassi. Il SISA ricorda Marx: nel “Capitale” ha trattato con attenzione questo fenomeno concludendo che se si allarga troppo il mercato, mettendo in concorrenza le realtà produttive, i salari si adeguano a quelli più bassi. Marx non poteva immaginare, due secoli fa, ad una globalizzazione planetaria capitalista, tuttavia questa parte delle sue analisi è attualissima.
Questo quadro preoccupante deve favorire la nostra azione, rapidamente e concretamente, coordinando i nostri sforzi, portandoci fra la base, favorendo la democrazia partecipativa dei lavoratori nei sindacati e l’azione diritta del proletariato.
L’unità degli sfruttati è importante, ma noi dobbiamo stare attenti a chi vogliamo avere come partner. Oggi esistono sindacati che sono peggio del padronato! E’ quindi fondamentale creare corsi di formazione politica. La cultura della lotta di classe contraria alla cogestione borghese deve essere ripetuta in continuazione. I sindacati operai, militanti, di lotta di classe e di massa, uniti ai sindacati autogestiti degli studenti e ai movimenti contro la globalizzazione devono creare una forte FSM. Una FSM contraria a forme burocratiche di controllo del movimento operaio, indipendente dal capitale, con una propria identità che si basi sulle analisi dello stato di cose reali, economiche, sociali e politiche, della tradizione marxista.
Termino con una frase di Victor Hugo: “noi non vogliamo la miseria assistita; noi vogliamo la fine della miseria!”.