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- proletari resistenti - lavoro - 19-11-08 - n. 250
da http://www.larinascita.org/
Altri cinque morti sul lavoro in 24 ore
Sono tutti al sud, da Agrigento a San Giovanni Campano
Un'altra giornata macchiata dal sangue di lavoratori, una giornata che come spesso accade, passa tra la generale indifferenza data dalla consuetudine dei fatti
Sì perché di questo si tratta ormai, di consuetudine, o quotidianità, o ordinaria amministrazione che dir si voglia. Perché non fa notizia, o non genera orrore, o stupore, uscire di casa per andare a lavorare e non tornare, perché per quel lavoro si è morti. «Incidenti», «disgrazie», «distrazioni» e «fatalità» si dice, si scrive, si legge, si pensa, ma quanto dovremo aspettare per sentir parlare di «lavoratori uccisi», di «omicidi»? E di responsabilità sia dei padroni che delle istituzioni, preoccupate a mandare l'esercito a presidiare i monumenti, aiutati magari dalle ronde dei leghisti di turno, anziché mandare gli ispettori nei cantieri e nelle fabbriche, sempre più luoghi dove realmente si esplicita il problema sicurezza, sempre più luoghi dove si può morire, e si muore.
A poche ore dalla tragedia della Marconigomma di Sasso Marconi (Bologna) dove sono morti due dipendenti in una esplosione, a poche ore dal rinvio a giudizio deciso ieri per i sei imputati nel rogo criminale alla ThyssenKrupp con l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per l'amministratore delegato e di omicidio colposo per colpa cosciente per gli altri, sentiamo Confindustria dichiararsi «perplessa» per una decisione di portata storica, che potrebbe aprire un varco nel muro di silenzio e condiscendenza attorno alla realtà di uomini e donne che ogni giorno, nell'occidentale Italia, muoiono per lavoro.
Solo tra ieri e oggi un operaio ha perso la vita nello scoppio di un incendio in una fabbrica di Agrigento, un altro operaio edile di 58 anni, Giuseppe Oliveri, nel messinese, è morto nel vicino comune di Fiumedinisi, precipitando da un'impalcatura a dieci metri d'altezza, Gerlando Tedesco, è morto questa mattina sempre ad Agrigento, dopo il capovolgimento di un muletto all'interno della ditta di prodotti plastici “Riplast” presso la quale lavorava, Domenico Sesto è invece il nome di un operaio morto ieri cadendo da una impalcatura a Lamezia Terme, Mario Massoli, sessantenne, ha perso la vita cadendo da un'altezza di tre metri a Monte San Giovanni Campano mentre raccoglieva olive.
f.l.
(19.11.08)