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- proletari resistenti - lavoro - 11-12-08 - n. 254
Fondi pensione: franano i rendimenti nei primi nove mesi del 2008.
Tra mancato guadagno e perdite realizzate chi ha conferito ai fondi il tfr ha perso il 6%. Nei comparti che investono anche sui prodotti azionari hanno perso oltre il 10%
13/11/2008
In nove mesi i maggiori fondi di categoria gestiti da imprese e cigl, cisl e uil, hanno perso mediamente il 3%, mentre Tfr in azienda si è rivalutato del 3%. Tra mancato guadagno e perdite realizzate chi ha conferito ai fondi il tfr ha perso il 6%.
Nei comparti più aggressivi che investono anche sui prodotti azionari, in nove mesi hanno perso oltre il 10%. Ad esempio Fonchim Crescita perde il 14,78%, Cometa Crescita il 9,89%, Fondenergia dinamico il 12,42%, Cooperlavoro il 10,88%, Previcooper Dinamico l’11,29%, Gommaplastica Dinamico il 14,60%, Fonte Dinamico lo 0,52% (è operativo solo da tre mesi).
E’ utile ricordare che i sostenitori dei fondi considerano la linea di investimento su azioni come la più adatta per incrementare i versamenti! Le linee più prudenti e conservative rendono sempre poco e quasi sempre meno del tfr. La crisi dei mercati finanziari travolge anche i fondi pensione aperti. Infatti su 353 linee di fondi pensione aperti con almeno 1 anno di vita, più della metà, 218 linee, pari al 62% del totale, ha fatto registrare rendimenti negativi.
Ma il dato più allarmante è che nello stesso arco temporale, ben 120 comparti, pari al 34%, ha segnato dei rendimenti negativi a doppia cifra. Esempio: Alleanza Almeglio Azionario 34,29%, Allianz Ras Insieme Linea Dinamica 30,43%, Intesa Previdenza PS Linea Rivalutazione Azionaria 29,76%. Questi dati si riferiscono alle prime due settimane di ottobre.
Anche i fondi già esistenti nel 1993 hanno subito la stessa sorte. L’esplosione della crisi finanziaria ed il crollo dei valori azionari hanno reso evidente a tutti che nel conferimento del tfr ai fondi pensione c’e solo un forte rischio per il salario dei lavoratori e un forte guadagno, a prescindere dalla resa dell’investimento, per i gestori, le banche e gli speculatori che hanno la possibilità di “giocare” con i soldi dei lavoratori.
Saggiamente la stragrande maggioranza dei lavoratori, come proposto dalla Cub, continua a tenere il Tfr in azienda. Le perdite dei lavoratori che hanno aderito ai fondi in Italia per quanto importanti e pesanti, non hanno ripercussioni immediate sul livello di pensione. La crisi finanziaria globale si abbatte sui pensionati messicani e statunitensi. Sui pensionati messicani invece si abbatte la crisi finanziaria globale e i fondi pensione del Paese hanno perso quasi un miliardo di dollari in soli due mesi, settembre e ottobre.
Le perdite medie fatte registrare dai fondi pensione negli Stati Uniti nei primi nove mesi dell'anno sono state del 14,8%, secondo il Financial Times. E il trend non è destinato a migliorare anche in ottobre. Il fondo californiano Calpers, uno dei più grandi negli Stati Uniti, ha fatto segnare un meno 20% nel periodo che va dal 1 luglio al 20 ottobre di quest'anno. Una crisi che preoccupa gli investitori e gli amministratori locali e il governo federale, dal momento che i fondi pensione, negli Usa, comprendono complessivamente 2700 fondi per una raccolta di 1400 miliardi di dollari investiti da 21 milioni di lavoratori. Il risultato è che, ad oggi, ben il 40% dei fondi in questione sono considerati underfunded», cioè non in grado di pagare le pensioni promesse ai lavoratori.
Quanto succede, deve far capire l’importanza di rilanciare la previdenza pubblica, quale strumento unico, universale per il mantenimento del reddito percepito prima del pensionamento e rivendicare, per i lavoratori iscritti ai fondi chiusi, il diritto (oggi negato) al recesso e ad interrompere i versamenti e richiedere quanto versato.
Milano 12/11/08
A cura dell’ufficio studi Cub