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- proletari resistenti - lavoro - 17-02-09 - n. 261
Altra cura Shock per la Telecom, adesso nel mirino ci sono i call center, parla Mergoni operaio Telecom
di Monica Perugini
13/02/2009
Oltre 20 call center in tutta Italia dovranno essere ridemensionati per far fronte ad un ulteriore "dimagrimento" di 5000 posti di lavoro imposto da Telecom ...
a causa dei costi elevati e della mancanza di risorse economiche che per fronteggiare gli esuberi mette in gioco anche il servizio del 12 (54, 88 ...) tanto pubblicizzato come call center tutto fare.
La scelta è operativa, non c'è più niente da fare e a pagare saranno soprattutto le donne, visto che sono la maggiorana dei dipendenti del servizio e che l'azienda ha dato un tempo limitatissimo per individuare i tagli; sindacato e lavoratori, dovranno accettare di traslocare da Mantova a Verona, da Bergamo a Brescia e da Pavia a Milano, solo per fermarci alla Lombardia.
Chi non accetta va a casa insieme ai prepensionamenti, tempo per decidere ce n'è poco, poi si chiude.
A parlare è Massimo Mergoni, della RSU SLC CGIL di Mantova, che in questi giorni tenta di strappare l'impossibile nelle trattative con la direzione aziendale. "Telecom è decisa a ridurre i costi, anche la storica sede di Mantova di Via Corridoni, dove sono ancora impegnati 24 lavoratori, prevalentemente donne, al call center interno, chiuderà. Dovranno andare a Verona se vorranno salvare il posto e considerando che quì si lavora su tre turni, il cambio mette in seria difficoltà i lavoratori che dovranno raggiungere il Veneto da una sede perifierica come quella di Mantova, notoriamente priva di collegamenti pubblici. Aggiungiamo che l'ultimo turno termina alle 22 mentre il primo inizia alle 7 del mattino per cui il lavoratore deve stare fuori praticamente tutto il giorno per fare un solo turno, ricordando che, solo per MANTOVA, quasi tutti i dipendenti del call center non abitano in città e quindi hanno ulteriori difficoltà per raggiungere la stazione ferroviaria o il passante degli autobus.
Ma la situazione è uguale dappertutto. Andare in auto, poi, se possibile, significherebbe lavorare per pagare la benzina!
Non c'è bisogna di specificare quello che ciò significa per le dipendenti con figli messe difronte ad un vero e proprio aut aut. La politica di Telecom quindi è chiara, d'altra parte l'azienda non fa mistero che il call center interno gli costa 9 euro all'ora, quello esterno 2! Naturalmente sappiamo bene le condizioni di lavoro degli addetti ai famigerati call center a basso costo quanto a precariato e diritti dei lavoratori...
La privatizzazione dell'ex 12, un tempo gestito dalla sola Telecom e oggi parcellizzato in mille rivoli quanti (e di più) sono i gestori telefonici, ha portato a questo risultato, con la conseguenza che se i costi del servizio non sono diminuiti e quindi a pagare sono gli utenti, il resto lo pagano direttamente i lavoratori.
Privatizzare è stato bello, ma solo per i padroni.