www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 05-05-09 - n. 272

da FIOM - http://www.fiom.cgil.it/sindacale/migranti/comunicati/09_04_28-report.pdf
 
Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale
 
Report riunione coordinamento nazionale migranti FIOM del 28.4.2009
 
Situazione generale
 
La discussione ha evidenziato la drammaticità della situazione di crisi e gli effetti pesantissimi sulle lavoratrici e i lavoratori migranti. Aumenta costantemente il numero di persone che perdono il posto di lavoro, spesso dipendenti di piccole e medie imprese, senza possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali o di altre forme di sostegno al reddito, che corrono quindi concretamente il rischio di perdere il permesso di soggiorno tra poco o pochissimo tempo. Questa situazione è aggravata dalla mancanza di informazioni, soprattutto per quanto riguarda lavoratrici e lavoratori delle imprese non sindacalizzate, che non conoscono i propri diritti.
 
Nella gestione delle crisi aziendali aumenta il numero di casi in cui si riscontrano tensioni tra nativi e migranti. In questo contesto preoccupa particolarmente il caso dell’accordo separato della GDP di Treviso. Nel contesto generale di crescente xenofobia e razzismo, si rischia che la crisi diventi uno strumento di “punizione collettiva” nei confronti dei e delle migranti, anche da parte delle stesse imprese.
 
In tutti i territori le file davanti agli Uffici Immigrati delle Camere del Lavoro si allungano. In alcuni territori, le persone migranti che hanno un permesso di soggiorno di lunga durata o la cittadinanza italiana, stanno tentando di trovare lavoro in altri paesi europei. Sta diventando sempre più difficile dare risposte concrete ai problemi delle persone migranti colpite dalla crisi, tra cui aumenta in modo vistoso anche il numero delle donne. Contestualmente aumentano situazioni di lavoro irregolare o in nero e di conseguenza le situazioni di ricatto e di sfruttamento. È necessaria ed urgente una risposta sindacale attraverso l’avvio di una vertenzialità che dia risposte concrete, a partire dalla necessità di perseguire in modo concreto l’obiettivo della sospensione della legge Bossi-Fini.
 
In questo quadro già di per sé drammatico, sta passando inosservata la situazione delle persone migranti residenti nel territorio abruzzese, che hanno perso il lavoro e spesso anche la casa, i documenti e tutti i loro averi a causa del sisma.
Inoltre sta partendo la discussione sul “pacchetto sicurezza” alla Camera dei Deputati, che si arricchisce costantemente di nuove forme di vera e propria rappresaglia nei confronti delle persone migranti. Infatti in caso di introduzione del reato di “clandestinità”, si rischia di andare sotto processo per aver perso il posto di lavoro.
 
Il Coordinamento ritiene necessario anche partecipare alle iniziative locali e nazionali di mobilitazione ed ha quindi deciso di aderire alla manifestazione nazionale contro il “pacchetto sicurezza” indetta per il prossimo 23 maggio a Milano (vedi documento allegato). Nella mattinata del 29 aprile, una delegazione di compagne e compagni del Comitato Centrale ha infatti partecipato al presidio indetto dalla Cgil davanti alla Camera dei Deputati.
Sul tema dell’urgenza della sospensione della legge Bossi-Fini è stato presentato un ordine del giorno al Comitato Centrale, che è stato approvato all’unanimità.
Il Coordinamento ritiene necessario avviare sia un monitoraggio sugli effetti della crisi sulle lavoratrici e sui lavoratori metalmeccanici migranti, che una raccolta di informazioni sugli accordi, anche di contrattazione sociale, per far circolare informazioni sugli strumenti e le soluzioni individuati nei vari territori.
 
Questi strumenti però non sono sufficienti. Serve l’avvio di una fase rivendicativa per dare risposte concrete al dramma che queste persone stanno vivendo. La Fiom nazionale si è quindi impegnata ad individuare possibilità di istruzione di una vertenza specifica sul tema dei permessi di soggiorno.
 
Iniziative Fiom
 
Il Coordinamento ha deciso di costruire due iniziative nazionali. Una più strettamente rivolta all’organizzazione e al congresso (probabilmente a Bergamo). L’assemblea annuale (in Veneto), che dovrà un carattere anche seminariale e formativo, affronterà il tema della crisi e del razzismo. I tempi verranno decisi in un secondo momento. Il Coordinamento ritiene inoltre necessario affrontare con la Cgil la necessità di ricollegare l’immigrazione al lavoro e non solo ai servizi, con l’obiettivo di dare maggiore incisività all’azione sindacale ed alla vertenzialità vera e propria. Questi problemi verranno posti già a partire dalla prossima riunione del Coordinamento Nazionale Immigrati Cgil, che si svolgerà a Roma il prossimo 8 maggio presso la Cgil nazionale.
 
Il Coordinamento intende inoltre necessario sostenere l’iniziativa “Il lavoro in marcia”, in particolare con una presenza visibile all’arrivo a Roma previsto per il 31 maggio 2009.
 
Ufficio Migranti Fiom
 
Roma, 29 aprile 2009