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- proletari resistenti - lavoro - 09-03-10 - n. 309
12 marzo: sciopero generale CGIL, in piazza per 'Lavoro, Fisco e Cittadinanza'
Tutti i lavoratori pubblici e privati saranno chiamati a scioperare per 4 ore, organizzate manifestazioni in tutte le piazze
25/02/2010
Il Governo nega la crisi e promette che nessuno “verrà lasciato indietro”. Intanto cresce la disoccupazione, si licenziano i precari della scuola e della pubblica amministrazione, si moltiplicano le vertenze sull'occupazione e le risposte continuano a non essere date.
La prima richiesta della CGIL al Governo, a Confindustria e a tutte le imprese è fermare i licenziamenti. E' necessario garantire la prosecuzione della CIG in deroga, raddoppiare la durata dell'indennità di disoccupazione e aumentare i massimali CIG, sostenere il reddito e prevedere gli ammortizzatori sociali per i precari.
E' necessario affrontare le vertenze impedire la chiusura delle aziende, definire strumenti di politica industriale, avviare subito un piano per la ricerca e un piano per il Mezzogiorno. Una risposta immediata della CGIL è una prima restituzione di 500 euro per il 2010 di quanto già lavoratori e pensionati hanno pagato in più.
E' necessario ridurre le tasse per lavoratori e pensionati, attraverso la lotta all'evasione e all'elusione fiscale, la tassazione come in Europa delle rendite finanziare, dei grandi patrimoni e delle stock option, attraverso l'abbassamento della prima aliquota al 20 %.
E' necessario costruire un futuro per il Paese attraverso politiche di accoglienza e lotta alle nuove schiavitù. Fondamentale è la regolarizzazione dei migranti che lavorano, la sospensione della Bossi-Fini per i migranti in cerca di rioccupazione, abolire il reato di clandestinità, riconoscendo la cittadinanza alla nascita nel nostro Paese, estendere l'art. 18 del Testo Unico sull'immigrazione equiparando il reato di caporalato a quello di tratta sugli esseri umani
IL 12 MARZO SCIOPERO GENERALE IN DIFESA DELL’ART. 18
Il «collegato lavoro» deciso dal Governo contiene norme che destrutturano i Contratti e annullano le tutele previste dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.
Potrà essere chiesto alle lavoratrici ed ai lavoratori, attraverso la certificazione individuale, di sottoscrivere all’atto dell’assunzione condizioni in deroga ai Contratti nazionali e peggiorative anche per i termini che riguardano la giusta causa.
Potrà essere richiesta la sottoscrizione della rinuncia a ricorrere al Giudice del lavoro per ogni contenzioso riguardante il rapporto di lavoro e il licenziamento.
IN QUESTO MODO LA TUTELA DELL’ART. 18 VIENE ANNULLATA E RESA INAGIBILE
Altri aspetti inaccettabili della legge approvata sono:
- la limitazione nei tempi per impugnare i licenziamenti;
- il peggioramento delle condizioni dei precari e l’annullamento delle procedure di stabilizzazione;
- la limitazione quantitativa per l’accesso ai benefici del prepensionamento dei lavoratori «usurati»;
- l’abbassamento dell’età di apprendistato a 15 anni;
- la delega di 24 mesi al Governo per fare la riforma degli ammortizzatori sociali e per le politiche dell’occupazione del lavoro femminile, che sottrae queste materie al Parlamento e al confronto con le parti sociali.
Si vuole ripristinare un potere autoritario e indiscutibile del datore di lavoro per cancellare cento anni di lotte con cui si è conquistato il diritto nel lavoro.
Per la Fiom questo nuovo e gravissimo attacco ai diritti del lavoro e della democrazia, ulteriore frutto velenoso dell’Accordo separato sul sistema contrattuale, va respinto con la massima mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori.
LA FIOM CHIAMA TUTTE LE METALMECCANICHE E I METALMECCANICI
A SCENDERE IN PIAZZA IL 12 MARZO PER LO SCIOPERO GENERALE A DIFESA DEL CONTRATTO NAZIONALE E DELL’ART. 18 PER AVVIARE UNA VERA E PROPRIA VERTENZA NEI CONFRONTI DEL GOVERNO E DELLA CONFINDUSTRIA
5 marzo 2010
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