www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 30-06-10 - n. 325

Rassegna cooperazione sociale 
 
Giugno 2010
 
Servizi psichiatrici Cesena: non un megafono per i licenziati!
 
Venerdì 25 giugno si è svolto il presidio sotto il loggiato del comune di Cesena dei lavoratori delle residenze e dei centri diurni di Salute Mentale. 
A tutt’oggi, a 4 giorni dalla scadenza dell’appalto per le residenze e centri diurni di Salute Mentale, nessuno dei 50 lavoratori sa se sarà riassunto o meno, gli utenti, più smarriti che mai, non sanno chi si troveranno di fronte il primo luglio ne’ se cambieranno comunità di lì a poco. Le amministrazioni hanno di fatto lasciato carta bianca alle cooperative di assumere chi vogliono, anche personale esterno.
 
Durante il presidio la prima sorpresa è arrivata da due agenti PS che hanno consegnato un decreto del questore in cui si vietava ai manifestanti e ai sindacalisti l’uso finanche del megafono e gli si prescriveva di non muoversi nella piazza ma di restare nella “riserva”a ridosso del loggiato. Ancora una volta il tentativo di imbavagliare le lotte dei lavoratori diviene la scorciatoia scelta dalle amministrazioni, a Cesena è parossistico il divieto di uso del megafono per una manifestazione sindacale, tanto più all’interno di una chiassosa piazza con diverse amplificazioni allestite per la fiera.
 
La decisione del questore tiene probabilmente conto dello “scandalo” suscitato il 6 maggio scorso, con la protesta urlata davanti al comune, e viene in soccorso al sindaco di Cesena e all’amministrazione dell’Ausl, duramente impegnate in questi mesi nel portare avanti operazioni di macelleria sociale.
 
In questi mesi più volte abbiamo cercato un dialogo con amministrazione cittadina e Ausl, più volte abbiamo sollevato il problema della responsabilità nella gestione della cosa pubblica che non può prescindere dalla tutela del livello occupazionale, non può esimersi dal mettere in campo ogni misura necessaria a salvaguardare posti di lavoro, in un momento di crisi economica nel quale il territorio emiliano-romagnolo è tra quelli che paga più dazio bruciando posti di lavoro a centinaia ogni giorno. Ebbene, il dialogo con queste amministrazioni a nulla ha portato, nessuna garanzia (perché il libero mercato delle coop va lasciato a se stesso), nessun reale interesse ad applicare “politiche per il benessere dei cittadini”: licenziamenti a danno dei lavoratori e degli utenti dei servizi psichiatrici, appalti al risparmio alle coop, soldi per ristrutturazioni all’Ausl. Sempre più fumo, sempre meno arrosto…
 
La lotta dei lavoratori dei servizi psichiatrici è la lotta di chi si oppone al processo di smantellamento dei diritti e della qualità del lavoro. Dalla scuola alla sanità, dalla ricerca alle fabbriche, le ristrutturazioni ancora una volta ricadono sui settori popolari. A questo stato di cose opporremo sempre l’organizzazione dei lavoratori per la difesa di salario, diritti e dignità.
 
Bologna, 28/06/2010 
p. RdB/USB Fabio Perretta
 

 
Firenze. Sciopero dei lavoratori delle cooperative
 
Venerdi 2 luglio sciopero dei lavoratori delle cooperative con presidio sotto la direzione generale della Asl 10 P.zza Santa Maria Nuova, 1 ore 9.30
CONTRO:
I tagli ai servizi in appalto alla ASL 10 nei settori della salute mentale, della riabilitazione, delle dipendenze, dell’assistenza sociale ad alta integrazione. Tagli che prevedono riduzioni sostanziali nell’orario di lavoro e in molti servizi una riduzione di personale. Riduzioni che comporteranno:
-Forti decurtazioni di stipendio a lavoratori che già adesso hanno buste paga che difficilmente arrivano ai Mille Euro
-Peggioramento della qualità dei servizi in settori che richiedono elevati livelli di attività assistenziali.
La richiesta del titolo di studio con formazione a completo carico dei lavoratori senza riconoscimento della professionalità acquisita come condizione per svolgere il lavoro fatto
 
Assemblea lavoratori delle cooperative
 

 
Manifestazione-presidio di operatori e operatrici sociali
 
Giovedì, 1 Luglio 2010 dalle ore 10.30
 
All'Assessorato alle Politiche Sociali e Dipartimento V del Comune Viale Manzoni 16 Roma 
Una manifestazione indetta dai coordinamenti di lavoratori e lavoratrici di cooperative sociali ed Enti del terzo settore e dalle rappresentanze sindacali aziendali USI Ait, Cobas, Rdb-Usb.
C'è il rischio che i forti tagli al bilancio comunale 2010 rendano più grave la già precaria situazione degli operatori sociali, provocando ritardi maggiori del solito nel pagamento degli stipendi e la perdita di numerosi posti di lavoro.
 
Rete per la partecipazione
 

 
Napoli, operatori sociali in corteo
 
22/06/10
 
Stipendi bloccati da oltre 15 mesi. Chiesto un incontro alla nuova giunta regionale 
Protestano a Napoli gli operatori sociali di alcuni importanti settori. A muovere la protesta il mancato pagamento degli stipendi, in alcuni casi da oltre 15 mesi. Una situazione che si protrae sin dai tempi della giunta Bassolino: i fondi erano stati bloccati per lo sforamento del Patto di stabilità, poi l'autorizzazione all'erogazione. Ma con l'arrivo del neopresidente Caldoro la vicenda ha subito una nuova battuta d'arresto. Chiesto per lunedi prossimo un incontro con i rappresentanti della nuova giunta regionale, senza risultati la mobilitazione andrà avanti.
 
Blocco degli stipendi
Scatta la protesta a Napoli di un centinaio operatori sociali impegnati in settori importanti come l'immigrazione, l'educativa territoriale e l'ambito socio-sanitario. Lunedì i lavoratori hanno presidiato per due ore i palazzi della Regione Campania, organizzandosi poi in un corteo che ha sfilato due volte per il Centro Direzionale. Alla base dell'agitazione c'è il blocco del pagamento degli stipendi da parte della Regione, che in alcuni casi si protrae da oltre 15 mesi. Le spettanze erano state bloccati già sotto la giunta Bassolino, a causa dello sforamento del Patto di Stabilità per il bilancio. L'ex governatore, seppur con difficoltà, ebbe l'autorizzazione a sbloccarle, ma con l'insediamento del neopresidente Caldoro gli stanziamenti hanno subito una nuova battuta d'arresto.
 
Tagli in bilancio
Gli operatori hanno rivendicato la propria dignità lavorativa e condannato fortemente la scarsa programmazione prevista per le politiche sociali. A fine mattinata è stato consegnato un documento destinato all'esecutivo regionale con cui si richiede un incontro urgente con gli assessori incaricati. Valeria Petitto, operatrice del settore immigrazione, contesta come «una delle cose più sconcertanti è che da mesi ormai nessun rappresentante del consiglio o della giunta abbia cercato di spiegarci la situazione, nessuno ha mostrato la volontà di contrattare con noi». «Appare evidente – aggiunge – come i tagli maggiori saranno diretti alle spese sociali e di come sia sempre più accentuato il tentativo di destabilizzazione degli operatori e dei servizi diretti soprattutto ai cittadini a rischio di disagio».
 
Un incontro con la giunta
La mobilitazione potrebbe protrarsi soprattutto se, spiega ancora Petitto, nell'incontro ottenuto con i rappresentanti della nuova giunta per lunedì prossimo, non si arrivasse all'apertura di un confronto. Al momento, denunciano gli operatori sociali, l'unica cosa che resta è la scarsa fiducia nelle capacità dei responsabili politici di accogliere le loro istanze.
 
 

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