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Il commissario europeo comincia a dettarci la linea; abbassate i salari
13/09/2010
In Italia «la crescita è più lenta» rispetto alle altre principali economie europee, «sono essenziali le riforme strutturali per creare più competitività e più posti di lavoro» così il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari Olli Rehn. In particolare «una maggiore moderazione salariale dovrebbe aiutare l'Italia a ridurre la perdita di competitività e ad aumentare la produttività, i tassi di occupazione e la crescita economica». L'Italia ha continuato il commissario europeo «ha preso delle decisioni per il consolidamento del proprio bilancio nel periodo 2011-2013, misure che aiuteranno il Paese a ridurre il deficit e l'elevato debito pubblico».
Nessuna politica industriale, nessun investimento sull'innovazione, nessuna politica redistributiva, austerity e tagli allo stato sociale per riagganciare una ripresa che in realtà non esiste. Ecco le ricette che arrivano dall'Europa. Ecco quello che deciderà il governo dei governi con il semestre europeo, un'architettura istituzionale che sta trasferendo il potere economico degli stati all'Europa nel silenzio generale di un'opposizione complice delle politiche neoliberiste.
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