www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 29-09-10 - n. 333

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Tutti i sindacati europei in lotta, tranne Cisl e Uil che preferiscono Berlusconi
 
28/09/10
 
di Giorgio Cremaschi
 
Il 29 settembre è la giornata di lotta europea contro le politiche economiche dei governi. L’ha indetta la Ces, la Confederazione europea dei sindacati, e in tutta Europa ci saranno iniziative, scioperi e manifestazioni. A Bruxelles ci sarà la manifestazione centrale che vedrà la partecipazione di tutti i sindacati europei. Tutti meno due: la Cisl e la Uil. Queste due organizzazioni sindacali sono infatti le uniche che non aderiscono in Europa a questa giornata di lotta. E non che nel nostro continente non ci siano sindacati moderati e concertativi. E, tuttavia, tutti – tranne Cisl e Uil – hanno sentito il bisogno di scendere in piazza e di mobilitarsi contro quelle politiche economiche che, in tutta Europa, stanno imponendo sacrifici ai lavoratori in cambio di promesse di crescita e sviluppo. Tutti i sindacati in Europa dicono basta con queste politiche, tranne Cisl e Uil che invece le condividono e che sono diventate le organizzazioni che più sostengono e appoggiano il governo Berlusconi. (...)
 
Il 29 settembre, d’altra parte, Cisl e Uil saranno impegnate in altro. A concordare con la Federmeccanica la distruzione del contratto nazionale, estendendo a tutti i lavoratori le deroghe e le negazioni dei diritti imposte dalla Fiat a Pomigliano. Tutti i sindacati europei lottano per conservare o estendere il contratto nazionale, Cisl e Uil operano assieme alla Confindustria e al governo per distruggerlo. Basterebbero questi fatti per rimarcare che oggi in Italia non sono la Fiom e la Cgil ad essere isolate, ma la Cisl e la Uil che sono sempre più lontane da ciò su cui si discute e si lotta in Europa. La subalternità al governo e alla Confindustria di questi sindacati è uno dei principali ostacoli a ottenere in Italia una politica economica che difenda il lavoro e crei un vero sviluppo. Invece grazie alla complicità della Cisl e della Uil, la Confindustria può parlare di patto sociale, mentre naturalmente si prepara a distruggere i vincoli sociali del contratto nazionale. E’ ora che la Cgil, invece che continuare a offrire altre guance a chi ti prende a schiaffoni, capisca che il patto sociale con la Confindustria, Sacconi, la Cisl e la Uil è l’ultimo danno che si può fare ai diritti dei lavoratori, in Italia come in Europa.
 

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