www.resistenze.org
- proletari resistenti - lavoro - 11-10-10 - n. 335
da www.fiom.cgil.it/puntofiom/10_10_01-puntofiom-8.pdf
Verso la manifestazione del 16 ottobre [Roma]
«Sì ai diritti, no ai ricatti. Il lavoro è un bene comune»
Manifestiamo per il lavoro
In questi ultimi anni il lavoro è stato reso precario, è stato svalorizzato sul piano del salario – redistribuendo la ricchezza prodotta da chi lavora verso i profitti e le imprese – e oggi siamo in presenza di un attacco ai diritti sul lavoro che non ha precedenti. Basta pensare alla discussione in Parlamento sulle proposte del ministro Sacconi, che riguardano il collegato al lavoro, la sostituzione dei giudici e dei tribunali con arbitri, l’attacco allo Statuto dei lavoratori e la messa in discussione del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di poter liberamente contrattare la propria prestazione lavorativa in azienda.
Le imprese pensano che il lavoro come soggetto portatore di diritti non deve più esserci, pensano a un sistema in cui chi lavora deve aderire e sostenere le posizioni dell’azienda e non invece avere l’ambizione di poterle contrattare. Si riduce cioè il lavoro a pura merce e ad appendice dell’impresa.
Tutto questo è sbagliato, perché anche alle imprese servono l’intelligenza e la responsabilità delle persone. La storia del nostro paese insegna che proprio laddove ci sono stati accordi, contrattazione, valorizzazione delle professionalità delle persone, ci sono stati processi di innovazione, di sviluppo e di crescita anche delle imprese.
Tutto ciò determina inoltre un arretramento delle condizioni democratiche perché si fonda anche sul fatto che le imprese possono avere mano libera nelle decisioni e scegliersi i sindacati secondo la propria convenienza.
Difendere il lavoro vuol dire anche superare la precarietà. Non è più accettabile avere migliaia di rapporti di lavoro diversi, è utile ricondurre tutto ad alcune tipologie contrattuali: il tempo indeterminato deve rimanere il rapporto di lavoro normale e di riferimento, vanno regolati i contratti a termine, il part time e l’apprendistato, e con queste tipologie nelle imprese si può tranquillamente rispondere alle esigenze del mercato.
Anche questo è un problema aperto, importante, perché vuol dire dare una prospettiva ai giovani. Non ci sono persone che pensano che il loro mestiere è quello di essere precari sempre, e allo stesso tempo persone con la sicurezza del proprio lavoro e del proprio futuro possono far funzionare meglio anche le imprese.
Per queste ragioni, dire, come noi facciamo per la manifestazione, che «il lavoro è un bene comune», vuole anche dire che il lavoro deve tornare a essere interesse generale di questo paese e che quindi occorre che le imprese e le istituzioni investano sul lavoro, sulla formazione e sulla crescita.
Fare questo vuol dire anche porsi il problema di un diverso modello di sviluppo , perché è possibile puntare sulla qualità e sull’innovazione dei prodotti se c’è la qualità del lavoro, se c’è un investimento sulla formazione, se si sperimentano modelli organizzativi meno gerarchici, dove le persone possono realizzarsi nel lavoro che fanno. Ed è evidente che difendere il lavoro significa anche ribadire un ruolo di direzione di politica industriale dei contratti e della contrattazione collettiva così come è sempre stato nella storia del nostro paese.
Di seguito i messaggi di solidarietà inviatici da Fism e Uaw
Federazione internazionale sindacati metalmeccanici - Fism
A nome dei 25 milioni di metalmeccanici rappresentati dalla Federazione internazionale dei metalmeccanici in oltre 100 paesi nel mondo, voglio esprimere incondizionata solidarietà con i nostri fratelli e sorelle per la manifestazione nazionale dei metalmeccanici a Roma il 16 ottobre.
La Fism è con voi nella lotta contro gli attacchi del Governo, di Confindustria e della Fiat al contratto nazionale, allo Statuto dei lavoratori e alla stessa Costituzione. Sosteniamo inoltre la vostra campagna di denuncia della attuale legislazione relativa all'immigrazione che viola diritti fondamentali dei migranti come cittadini e come lavoratori. La Fism e i suoi affiliati nel mondo sono con voi nella lotta per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici ad organizzarsi, contrattare collettivamente, avere lavori di qualità e vivere in una democrazia effettiva. In solidarietà
Jyrki Raina, Segretario generale Fism
International Union, United Automobile, Aerospace & Agricultural implement workers of America - Uaw
Scriviamo per esprimere, a nome del milione di lavoratori e pensionati Uaw, il nostro sostegno e solidarietà con il vostro sindacato e la resistenza agli attacchi ispirati dal Governo ai fondamentali diritti del lavoro di tutti i metalmeccanici italiani. L'attuale crisi economica ha messo in luce la necessità di rafforzare la solidarietà internazionale del movimento sindacale. La vostra lotta in Italia, per difendere i posti di lavoro, condizioni di lavoro dignitose, legalità e democrazia, è la stessa lotta che abbiamo di fronte anche qui negli Stati Uniti.
E, data la recente alleanza Fiat-Chrysler, è più importante che mai che la Uaw e la Fiom-Cgil lavorino in modo solidale. Uaw e i lavoratori americani guarderanno a voi quando, il 16 ottobre 2010, esprimerete la vostra protesta nelle strade di Roma. Auguriamo buona fortuna alla vostra manifestazione pubblica e per la vostra vittoria finale per la giustizia economica e sociale. In solidarietà,
Bob King, Presidente,
General Holiefield, Vice presidente,
Dipartimento Uaw Chrysler
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|