www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 12-04-11 - n. 359

da "Cgil che vogliamo" - http://www.lacgilchevogliamo.it/cms/sciopero-generale-subito-dice-la-cgil-che-vogliamo
 
Subito lo sciopero generale
 
di Gianni Rinaldini, coordinatore nazionale Area programmatica "la Cgil che vogliamo"
 
L’accordo separato nel terziario rappresenta un ulteriore pesante colpo ai diritti, al contratto nazionale, alla libertà delle lavoratrici e dei lavoratori. Dopo gli accordi separati dei metalmeccanici e dei lavoratori pubblici, a questo punto, la maggioranza dei lavoratori dipendenti nel nostro paese vive in uno stato di devastazione contrattuale.
 
Confindustria, Confcommercio, piegate al modello Marchionne, in accordo col governo si adoperano strategicamente per il sostanziale annullamento del Contratto nazionale e l’isolamento della CGIL. Il tutto in un contesto di allarmante deterioramento del quadro economico politico e sociale del Paese, in cui crescono disuguaglianze sociali e precarietà mentre si riducono spazi democratici e diritti costituzionali. La CGIL deve prendere atto della realtà,senza attestarsi su ulteriori e gravi temporeggiamenti: alla decisione del Direttivo di proclamare lo sciopero generale deve seguire la definizione certa, in capo alla segreteria, di modalità e data dello stesso. Data che deve essere necessariamente ravvicinata per unificare le decisioni di lotta già dichiarate dai sindacati dei lavoratori pubblici e della scuola.
 

 
da USB - http://www.usb.it/index.php?id=1132&tx_ttnews[tt_news]=29336&cHash=655c07a415
 
CCNL Terziario - non c'è mai fine al peggio
 
Con il favore delle tenebre CISL E UIL sottoscrivono l'accordo di rinnovo
 
08/04/2011
 
Nella tarda serata del 6 aprile 2011 è stato definitivamente sottoscritto il CCNL del Commercio. Si tratta di un accordo vergognoso che recepisce il peggio della “ricetta Marchionne” e del Collegato Lavoro e che incide negativamente nella vita di oltre 2 milioni di lavoratori.
 
La firma del CCNL del Commercio e’ un attacco gravissimo ai diritti dei lavoratori, al diritto alla malattia, al contratto nazionale, al diritto di sciopero; e non è che l'ultimo degli innumerevoli tasselli che compongono lo smantellamento di uno dei settori che conta un enorme numero di occupati.
 
In cambio di aumenti ridicoli in 3 anni (86 euro lordi) si concedono deroghe peggiorative al contratto nazionale e modifiche insostenibili a diritti come per il pagamento della malattia. Ecco i principali punti dell’accordo:
 
· previste DEROGHE PEGGIORATIVE al contratto nazionale per gli accordi di secondo livello (territoriale o aziendali) mentre la stessa contrattazione decentrata è svuotata per le possibili modifiche “migliorative”;
 
· NESSUN PAGAMENTO DELLA MALATTIA: nei primi tre giorni di ogni malattia, è previsto il pagamento al 100% solo per le prime due malattie all’anno, poi per la 3° e la 4° malattia l’azienda paga solo il 50%, e dalla 5° malattia in poi: zero retribuzione per tutti e tre i giorni (sono escluse solo le malattie superiori a 11 giorni); si prevede la totale “fuoriuscita” dall’assicurazione INPS per le malattie;
 
· si introducono le norme del COLLEGATO LAVORO su CERTIFICAZIONE dei contratti e sull’ARBITRATO (forme di ricatto e di rinuncia dei lavoratori ai diritti di legge e contrattuali);
 
· il monte ore dei PERMESSI individuali è legato all’anzianità di servizio; si incrementa il sistema degli ENTI BILATERALI (padroni-sindacato); contratti PART-TIME di 8 ore settimanali per i fine settimana; aumento dei periodi di prova; AUMENTO DEL LAVORO DOMENICALE OBBLIGATORIO fino al 30% in più delle domeniche autorizzate a livello locale; FRAMMENTAZIONE del CCNL in parti speciali e sotto settori (commercio, servizi, auto, telecomunicazioni); tregua sindacale (cioè DIVIETO DI SCIOPERO) proprio durante le trattative sindacali;
 
· AUMENTI: oltre alla perdite salariali per malattia, l’accordo prevede 86 euro lordi di “aumento”, una miseria che non tiene conto neppure dell’inflazione reale.
 
La CGIL non ha firmato questa totale svendita dei diritti, dichiarandosi a favore di un referendum consultivo tra i lavoratori del settore: speriamo che non vada a firmare questo accordo, dopo pochi mesi, come è già successo con il precedente rinnovo del CCNL. Come USB riteniamo che un accordo di questo genere sia del tutto INACCETTABILE e che la GRAVITA’ dei contenuti deve trovare da parte sindacale e da parte dei lavoratori una opposizione netta e chiara.
 

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