www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 18-04-11 - n. 360

Comunicato stampa operai ThyssenKrupp sulla sentenza di primo grado
 
16/04/2011
 
Sin dal mattino, davanti al Tribunale si è tenuto un presidio da parte dei familiari delle vittime, degli operai costituiti Parte Civile, dei sindacati, di esponenti di forze politiche e di singoli cittadini venuti a portare la propria solidarietà ai familiari e agli operai della ThyssenKrupp. Anche dentro l’aula la presenza del pubblico e la solidarietà non sono mancate.
 
Una sentenza giusta (pene richieste secondo “scienza e coscienza” le aveva definite il PM Dott. R. Guariniello) quella emessa dalla Corte d’Assise di Torino per i 6 imputati del processo ThyssenKrupp: un primo passo verso il ristabilimento della giustizia per i nostri 7 compagni di lavoro uccisi in nome del profitto, anche tenendo conto della condotta (“incredibile capacità di delinquere degli imputatati”, sempre parole del PM Guariniello) degli imputati prima e durante il processo.
 
Noi operai costituiti Parte Civile nel processo ci riteniamo soddisfatti poiché si è finalmente riconosciuto un principio fondamentale sancito dalla Costituzione italiana: il diritto al lavoro sicuro e dignitoso.
 
Un risultato importante del cui successo, oltre alla Procura della Repubblica e ai suoi capaci consulenti per il veloce e impeccabile lavoro svolto, crediamo di aver contribuito in maniera determinante anche noi operai costituiti Parte Civile nel processo e soprattutto i familiari dei nostri 7 compagni di lavoro, con la presenza costante e determinata in aula durante tutte le udienze del processo. La nostra costituzione come parte lesa nel procedimento restituisce voce a tutti i lavoratori, sempre più spesso umiliati e oltraggiati nei luoghi di lavoro in nome del profitto, restituendo loro una voce e una dignità che si tenta di cancellare ogni giorno.
 
Una questione importante però rimane ancora insoluta e non certo per volontà nostra: tra i lavoratori costituiti Parte Civile nel processo 12 sono ancora in attesa di un lavoro sicuro e dignitoso, come stabilito da un accordo siglato da Azienda ed Enti locali (tutti costituiti nel processo al fianco degli operai) dopo la chiusura dello stabilimento che prevede la ricollocazione per tutti i lavoratori.
 
Per questo chiediamo che i risarcimenti ottenuti dagli Enti locali (circa 2,4 milioni di Euro…non si può certo dire che i soldi mancano!) vengano destinati per l’applicazione di misure concrete d’urgenza per la ricollocazione e la creazione di nuovi posti di lavoro per tutti i lavoratori che come noi hanno subito ingiustizie, licenziamenti, a cui hanno calpestato un diritto fondamentale: quello di avere un lavoro dignitoso e in sicurezza.
 
Gli Enti locali, come le imprese, hanno i mezzi e le risorse necessarie per: intensificare i controlli ispettivi all’interno di tutti i luoghi di lavoro; creare nuovi posti di lavoro per gli operai ThyssenKrupp discriminati e per tutti quei lavoratori che hanno dovuto subire gravi infortuni sul lavoro o la chiusura di aziende dovute ad incidenti gravi (emblematico e vergognoso il caso del Molino Cordero di Fossano: 5 morti per la banale mancanza di un economico impianto elettrico di messa a terra, chiusura di un sito produttivo, risarcimenti irrisori ai familiari - la vita di un operaio non vale nulla - o come anche per le migliaia di vittime della Eternit). È solo una questione di volontà politica: come già avvenuto per altri nostri ex colleghi, nessuno di questi costituito parte civile nel processo, ricollocati nelle aziende municipalizzate (in particolare Smat e Amiat).
 
A questo proposito, dopo la nostra lettera aperta inviata ai candidati Sindaco per la Città di Torino nei giorni scorsi, ribadiremo tale proposta a cominciare dalla prossima settimana incontrando l’On. P. Fassino e gli altri Candidati Sindaco.
 
Vogliamo un lavoro sicuro e dignitoso per tutti, come previsto dalla nostra Costituzione nata dalla Resistenza e dalle lotte operaie di cui Torino è stata una delle principali protagoniste!
 
Portiamo avanti con orgoglio e determinazione quei valori: il miglior modo per difendere la Costituzione è applicarla! Lo pretendiamo in onore e memoria di Antonio, Angelo, Bruno, Roberto, Rocco, Saro e Giuseppe!
 

Comunicato stampa operai e familiari ThyssenKrupp in merito alle dichiarazioni sulla sentenza
 
19/04/2011
 
Il lupo perde il pelo ma non il vizio: la ThyssenKrupp persiste nel suo comportamento arrogante e ricattatorio.
 
Anziché fare un passo indietro e ammettere le proprie responsabilità, ormai chiarissime, le scarica sulla sentenza (assolutamente commisurata alla gravità dei fatti e dei reati contestati) emessa dalla Corte d’Assise, ritenuta “troppo dura”, e sui lavoratori ternani, definendo le pene accessorie eccessivamente “punitive” e dalle conseguenze “preoccupanti” per la ricaduta occupazionale, ora messa in discussione.
 
Non accettiamo la logica della “guerra fra poveri” fra lavoratori: esprimiamo quindi la massima solidarietà ai lavoratori di Terni (ma non al sindacato ternano…che ancora non si è accorto della strage del 2007 a Torino?!) come già avvenuto durante la dura vertenza del magnetico nel 2005 affrontata dai lavoratori ternani per cui facemmo all’ora diversi scioperi, mentre a Terni le Rsu e le OO.SS. Fim-Fiom-Uilm, non ne proclamarono nemmeno uno per la nostra vertenza nella primavera del 2007, che pur decretò la chiusura dello stabilimento di Torino.
 
Così come non accettiamo il coro di voci, giunto da più parti, che minimizza le responsabilità dell’Azienda e la condotta degli imputati “prima e durante” il processo.
 
In questo senso sono sconcertanti le dichiarazioni e le finalità strumentali a cui si vuole sottointendere (facendo sponda all’Azienda rispetto all’eventualità di un disimpegno in Italia da parte di TK, assolutamente fantasiose e pretestuose!) rilasciate dal Sindaco di Terni e dal Presidente della Provincia di Terni, che respingiamo su tutta la linea e piuttosto invitiamo ad occuparsi del rappresentare al meglio gli interessi dei Cittadini da loro amministrati e non aspettarsi pacche sulla spalla dal management TK o chissà altro….diversamente dovremmo pensare, rispetto alle Istituzioni ternane, a quanti cittadini/lavoratori della territorio sarebbero disposti a “sacrificare ed immolare” dentro lo stabilimento di Terni di TK !!!
 
Ricordiamo per chi se ne fosse dimenticato inoltre, che TK Italia deve risarcire lo Stato Italiano di circa 50 milioni di euro per infrazioni delle regole comunitarie, dal 2007 sanzionata per cui, nell’ interesse dei cittadini di Terni, sarebbe auspicabile oltreché doveroso che gli Enti locali ternani si attivino verso il Governo per applicare l’esazione di tale sanzione per investirla sul proprio territorio.
 
 Se vi è stata una particolare attenzione da parte dei media sulla vicenda ThyssenKrupp, fino a farla diventare una questione politica, non vanno dimenticati il costante impegno e la mobilitazione dei familiari delle vittime, degli operai torinesi, dell’opinione pubblica e della società civile, che mai hanno fatto calare l’attenzione su una vicenda così drammatica e dolorosa non solo per Torino ma per tutto il Paese. Neppure si possono tralasciare e ignorare: le gravissime carenze della sicurezza all’interno dello stabilimento, che hanno poi portato alla morte atroce dei nostri 7 compagni di lavoro (ed esponendo altri al rischio di fare la stessa terribile fine) che gli imputati hanno da subito cercato di occultare ricorrendo alle false testimonianze di una decina di ex lavoratori, assortiti tra Quadri/Impiegati ed Operai ( per i quali verrà istruito un nuovo processo); il nuovo filone d’inchiesta per 4 ispettori Asl, che avvertivano preventivamente l’Azienda dei controlli; il rinvio a giudizio di 4 testimoni della difesa per i reati di falsa testimonianza e omicidio colposo; il vergognoso ricatto perpetrato a danno dei lavoratori, ricollocati solo a patto di accettare “volontariamente” la rinuncia dalla costituzione di Parte Civile nel procedimento (80 operai così esclusi dalla costituzione di Parte Civile); la discriminazione adottata nei confronti degli ultimi 13 lavoratori ancora in cassa integrazione (quasi tutti costituiti Parte Civile nel processo), mai ricollocati dall’Azienda e dagli Enti locali come invece avvenuto per altri operai, nessuno dei quali costituito nel processo.
 
Nonostante le gravissime colpe accertate prima e durante il processo gli imputati sono ancora a piede libero, come se nulla fosse. Useranno ancora questo lasso di tempo prima del processo di Appello per cercare di inquinare ulteriormente le prove?
 
Un imprenditore e/o un’azienda che si definiscono perbene non hanno nulla da temere da questa sentenza: semmai è una esortazione a fare ancora di più per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, visto il numero inquietante di morti, infortuni, invalidi da lavoro e colpiti da malattie professionali nel nostro Paese, che ci relega agli ultimi posti in Europa in fatto di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro. Chi interpreta questa sentenza, che dovrebbe ridare speranza ai lavoratori e far riflettere gli imprenditori, in maniera negativa, è in malafede, così come il tentativo di delegittimarla, disonorando la memoria delle vittime e la terribile sofferenza patita dai familiari.
 
Anche gli operai, mandati in guerra senza che venisse detto loro, pretendono giustizia: che i risarcimenti ottenuti dagli Enti locali costituiti come Parti Civili nel processo vengano utilizzati per creare nuovi posti di lavoro per tutti quelli che, come noi, hanno dovuto subire simili ingiustizie.
 
Torino, 19 aprile 2011
Associazione Legami d’Acciaio Onlus
(Operai e Famigliari vittime ThyssenKrupp)
 

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