Così, dopo le leggi personali a favore Berlusconi, su una delle quali votiamo domenica, avremo anche le leggi aziendali. Quello che si sta preparando a sostegno della Fiat di Sergio Marchionne è una legge tesa ad evitare che la magistratura condanni la Fiat. L'amministratore delegato della Fiat è persino più bravo di Silvio Berlusconi nel vendere fumo e nel rispondere con accuse di lesa maestà a chiunque gli chieda notizie un pò più precise sui suoi reali progetti. Nello stesso tempo sta maturando gli stessi sentimenti del presidente del consiglio verso i giudici. Il 18 giugno a Torino si apre il processo relativo alla denuncia della Fiom sulle Newco di Pomigliano, Mirafiori e Bertone. Esse sono assolutamente illegittime ed estranee a qualsiasi regola italiana ed europea. Se il tribunale dovesse - come prevedono tanti esperti - condannare la Fiat, tutto il castello dei suoi accordi separati crollerebbe. Cisl, Uil e Ugl, sollecitate dall'azienda, si sono subito presentate in tribunale contro la Fiom. Ma evidentemente a Marchionne questo sollecito servilismo non basta. (...)
Mentre nel nostro Paese incombono i tagli drammatici alla spesa sociale che Tremonti ha concordato in Europa, per certi palazzi politici, sindacali e padronali il voto amministrativo, la mobilitazione dei cittadini, i referendum, sono tutti eventi di cui non si deve in alcun modo tener conto. Continuano tutti a vivere attorno ad Arcore. Il 13 giugno voteremo per l'acqua pubblica e contro il nucleare. E per abolire il legittimo impedimento che tiene Berlusconi lontano dai giudici. Ma a questo punto saremo chiamati ad esprimerci anche contro chi, dopo le leggi ad personam, vuole quelle ad aziendam. La liberazione dal berlusconismo e dal sistema di potere che sinora l'ha sostenuto, è solo cominciata. I Sì al referendum sono ancor più necessari oggi anche per questa ragione. Perché si vuole ancora far pagare tutti i costi della crisi al mondo del lavoro. E perché si vuole ottenere l'impunità per legge dalle violazioni dei diritti. Si usa il potere pubblico per difendere i propri affari privati. Per questo il Sì domenica vale ancora di più.
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