www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 23-09-12 - n. 422

da ufficiostampa.usb.it/index.php?id=20&tx_ttnews[tt_news]=48107&cHash=62f092d703&MP=63-618
 
Licenziato delegato usb alla Fomas di Osnago. Tutta la fabbrica scende in sciopero
 
USB Unione Sindacale di Base
 
Lecco - venerdì, 21 settembre 2012
 
La Fomas di Osnago, azienda di stampaggio metalli, ha licenziato Giuseppe Coletti, delegato dell'Unione Sindacale di Base ed RSU nello stabilimento in provincia di Lecco.
 
Il provvedimento è stato emesso sfruttando le nuove norme che rivedono l'art. 18; i motivi si richiamano genericamente ad una "insubordinazione" del lavoratore.
 
L'immediata reazione dei colleghi è stata lo sciopero totale. Degli oltre 300 operai dello stabilimento di Osnago, nessuno questa mattina ha varcato i cancelli in segno di solidarietà con Giuseppe Coletti che, già membro del direttivo provinciale FIOM, dall'autunno dello scorso anno è delegato dell'USB e rappresenta un reale riferimento per i lavoratori della fabbrica.
 
I vertici dell'azienda,  considerata l'adesione unitaria dei dipendenti, hanno comunicato l'intenzione di trovare soluzioni alternative al licenziamento e lunedì si aprirà una trattativa con l'Unione Sindacale di Base Lavoro Privato.
 
In considerazione della disponibilità aziendale a trattare, il presidio di fronte ai cancelli della fabbrica è stato tolto alle ore 12.30.
 
Dal prossimo lunedì Giuseppe Coletti stazionerà in un camper di fronte ai cancelli dello stabilimento, in difesa del lavoro e dei diritti sindacali.

 
http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=26670
 
Osnago: sciopero di 8 ore e presidio Fomas per Pino Coletti, lunedì confronto a Lecco
 
Hanno incrociato le braccia e organizzato un presidio all'esterno della Fomas di Osnago nella mattinata di venerdì 21 settembre, indicendo uno sciopero per l'intera giornata per dimostrare la loro contrarietà al licenziamento del collega Giuseppe (Pino) Coletti, rsu dell'Unione Sindacale di Base. La quasi totalità dei circa 300 dipendenti dell'azienda ha manifestato di fronte ai cancelli dalle 5.00 del mattino alle 13.00, quando a seguito di un accordo con la proprietà aziendale il presidio si è sciolto e i circa 25 lavoratori (per lo più impiegati) che hanno espresso la volontà di lavorare sono potuti entrare.
 
I vertici dell'azienda, considerata la risposta della solidarietà dei lavoratori allo sciopero, hanno annunciato la volontà di trovare soluzioni alternative al licenziamento. Per la giornata di lunedì è in programma un incontro presso Confindustria a Lecco tra proprietà aziendale e il rappresentante USB nazionale Sandro Sartorio, per discutere una possibile alternativa al licenziamento. Giuseppe Coletti da lunedì stazionerà di fronte ai cancelli con un camper in presidio permanente, finchè non verrà trovata una soluzione (così fanno sapere le rappresentanze interne all'azienda).
 
La solidarietà per il lavoratore di 38 anni, residente a Mezzago e che da 10 anni lavorava nello stabilimento di Osnago, è arrivata da più parti fin dalle ore successive al licenziamento, consegnato verso le 16.00 del pomeriggio di giovedì 20 settembre. Causa del provvedimento per "insubordinazione", come riferito dallo stesso Coletti, sarebbe un diverbio avvenuto all'interno della mensa con un responsabile della manutenzione in azienda.
 
Un fatto di per sé banale, dietro cui ci sarebbero però questioni legate a presunti "dissapori" avvenuti all'interno dello stabilimento e segnalati dall'operaio. (L'azienda, interpellata, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Lo spazio resta comunque a disposizione per eventuali repliche).
 
"La comunicazione parla di licenziamento per giusta causa, la persona con cui ho avuto il litigio in mensa ha denunciato all'azienda il mio comportamento. Mi aspettavo un provvedimento nei miei confronti, ma di certo non il licenziamento. La lettera mi è stata consegnata poco prima delle 16.00, ho avuto giusto il tempo di togliere le mie cose dall'armadietto e salutare i colleghi. Ieri sera ci siamo incontrati fuori dall'azienda, è stata una chiacchierata in cui ho raccontato loro come sono andate le cose. Abbiamo quindi deciso di indire lo sciopero per la giornata di oggi".
 
L'adesione da parte dei circa 300 dipendenti Fomas è stata pressoché totale, anche se nelle prime ore della mattina qualcuno ha scavalcato per entrare nello stabilimento, altri hanno manifestato l'intenzione di voler lavorare e ci sono stati attivi di tensione quando il capo manutenzione coinvolto nell'episodio è arrivato all'esterno dell'azienda.
 
Diverse pattuglie dei Carabinieri si sono portate sul posto, ma il presidio si è svolto in modo tranquillo fuori dai cancelli. "Ho ricevuto tanta solidarietà, dalla USB a livello nazionale, dalla Innse di Milano, dalla Mangiarotti, dai lavoratori del territorio della Marcegaglia, Finder Pompe, Calvi, Ihi, e la Fim Cisl ha proclamato lo sciopero di 8 ore", ha spiegato Coletti. La Fiom Cgil ha fatto altrettanto in tutte le aziende del gruppo Fomas, in difesa dei diritti sindacali e del diritto al lavoro. La Fomas è rimasta di fatto pressoché ferma nella mattinata odierna, anche se non è mancato qualche lavoratore che ha espresso la volontà di entrare in fabbrica e ha potuto farlo dopo l'ora di pranzo.
 
"Non si può licenziare in questo modo un padre di due bambini, siamo diventati peggio della carne da macello" ha spiegato "Peppo", collega di Coletti. "Sembra di essere tornati indietro 60 anni" è stato il commento di Sebastiano, davanti ai cancelli fin dalle primissime ore del mattino. Lo sciopero, così come l'incontro di ieri sera, ha visto la partecipazione di lavoratori di ogni sigla sindacale. "Non esistono differenze quando un lavoratore viene licenziato così" ha commentato una dipendente della Ihi giunta in solidarietà al lavoratore. Quello che si chiede all'azienda è il reintegro di Pino Coletti. "Lo sciopero di oggi è una prima reazione "a caldo" per ciò che è accaduto, ma l'intenzione è quella di promuovere un'azione più a lungo termine che mi permetta di rientrare al lavoro" ha spiegato Pino. "Abbiamo sciolto il presidio in funzione dell'incontro promesso per lunedì, ora vedremo come si evolveranno le cose".
 
Questo il comunicato pubblicato dalla Fiom Cgil Lecco:
 
A fronte di quanto sta succedendo nella Ditta Fomas di Osnago la Fiom-Cgil di Lecco ribadisce che i diritti sindacali devono essere garantiti a tutti i lavoratori e a tutte le Organizzazioni sindacali. Da nessuna parte ci devono essere atteggiamenti unilaterali che discriminano delegati o lavoratori impegnati nella difesa di interessi di parte. Questo deve valere sempre anche quando non si rispettano le regole di democrazia e rappresentanza/rappresentatività in tutti i luoghi di lavoro. (Vedi cosa sta succedendo in Fiat e in alcune aziende del territorio dove alla Fiom non viene garantita la legittima agibilità sindacale).
 
La fiom-cgil di lecco proclama per la giornata odierna venerdì 21 settembre 2012 otto ore di sciopero in tutte le aziende del gruppo fomas in difesa dei diritti sindacali e del diritto al lavoro.
 

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