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- proletari resistenti - lavoro - 06-11-12 - n. 428
da www.retedeicomunisti.org/it/archivio/notizie/item/4408-resistenze-operaie
Resistenze operaie
di Rete dei Comunisti
06/11/2012
Dall'Ilva di Taranto all'Ikea di Piacenza i lavoratori stanno dando battaglia a tutto campo per difendere la loro dignità, i loro diritti e - in alcuni casi come all'Ilva - la loro stessa vita e delle comunità che li circondano. Ma potremmo e dovremmo parlare della Gesip a Palermo, dell'Irisbus di Avellino o della Sodexo di Pisa. Sono segnali di resistenza che vanno sostenuti e, per quanto possibile, coordinati.
Ormai è quasi una settimana che gli operai dell'Ilva sono in sciopero contro l'ennesima morte sul lavoro. Un giovane operaio, Claudio, è morto da solo al reparto MOF perché così prevedeva un accordo siglato tra la direzione aziendale e i sindacati complici Fim,Fiom,Uilm. La morte di Claudio è stato come la goccia che ha fatto traboccare il vaso ed è scoccata la rivolta operaia in una grande fabbrica che ha una storia costellata di morti sul lavoro. La vicenda si innesta poi sulla tensione dovuta all'inquinamento provocato dall'Ilva che sta avvelenando chi vi lavora e la popolazione di Taranto. I lavoratori dell'Ilva hanno valutato che la loro vicenda debba crescere e imporsi a livello nazionale ed hanno lanciato un appello per una manifestazione nazionale per sabato 10 novembre a Taranto. L'iniziativa vede già l'adesione della Usb e dello Slai Cobas. Altre se ne stanno aggiungendo. Qui di seguito il loro appello:
I lavoratori dell'Ilva in sciopero e presidio permanente da sei giorni davanti alla portineria a dell'Ilva di Taranto, proclamato dopo "l'omicidio" di Claudio, riuniti in assemblea di fronte alla chiusura al dialogo delle istituzioni e dell'azienda decidono:
1) di proseguire la protesta;
2) di invitare tutte le realtà sociali e sindacali, locali e nazionali, che si battono contro l'inquinamento dell'ambiente e dei luoghi di lavoro e per un lavoro dignitoso e sicuro, in cui non vi sia spazio ad accordi sindacali che favoriscano gli omicidi sul lavoro, a unirsi in una giornata di lotta sui temi della "sicurezza sul lavoro, della salute e dell'ambiente".
Sabato 10 novembre manifestazione e corteo a Taranto con concentramento alle ore 14.30
Mai più omicidi sul lavoro e per il lavoro
I lavoratori Ilva di Taranto in presidio
Mercoledì invece a Piacenza risarà un corteo di solidarietà con i lavoratori del polo logistico Ikea. Tra sabato e domenica ci sono state diverse iniziative di solidarietà con i lavoratori brutalmente caricati venerdì scorso dalla polizia mentre stavano picchettando i cancelli dell'impianto. I lavoratori, in appalto presso una cooperativa addetta alla movimentazione merci per il colosso svedese del mobile, chiedevano il ritiro dei provvedimenti punitivi contro quei colleghi che, secondo l'azienda, sarebbero tra i principali promotori delle proteste scoppiate a partire dal 17 ottobre (guarda caso tutti iscritti al sindacato SiCobas). Ma nella piattaforma trovava ovviamente spazio anche la rivendicazione di migliori condizioni di lavoro nonché una più equa distribuzione dei carichi di lavoro, spesso utilizzati in termini punitivi nei confronti di tutti coloro che non si piegano ai 'desiderata' aziendali.
Le iniziative di solidarietà hanno avuto luogo in diverse città italiane: da Napoli a Firenze, da Torino a Padova, da Bologna a Genova. In tutte queste, gruppi di lavoratori, studenti ed attivisti solidali con la lotta che sta avendo luogo a Piacenza, hanno distribuito un volantino ai clienti, per informarli sulla situazione e sugli avvenimenti del venerdì, e per chiedere loro di mostrare la vicinanza con gli operai manganellati dalla polizia consegnando un coupon col quale si diffidava l'Ikea a continuare sulla linea di condotta finora perseguita.
L'obiettivo individuato è stato l'Ikea perché, pur non assumendo formalmente i lavoratori (che sono sotto contratto con delle cooperative), è direttamente responsabile per la situazione che si è venuta a creare. È stata infatti l'Ikea a scegliere la strada del muro contro muro, 'suggerendo' le misure punitive contro i lavoratori più attivi nella lotta. Ed è sempre l'Ikea - non le cooperative - che più hanno da perdere dal danno che può essere arrecato alla sua immagine.
Il 7 novembre è stata indetta una manifestazione a Piacenza (ore 18.00 Giardini Margherita, davanti la stazione) perché, sebbene l'azienda abbia fatto un passo indietro, mostrandosi ora disponibile a sedersi al tavolo delle trattative, la lotta deve continuare fino al raggiungimento degli obiettivi. E per arrivare a questo risultato c'è bisogno della solidarietà attiva di tutte e tutti!
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